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Caos Federcoop, per la giunta Fugatti è l'ennesima tegola. La Pat: ''Grazie a Mattarei, con lei rapporto corretto''. Ianeselli ricorda don Guetti

Il sistema trentino, da quando è cominciato il ''cambiamento leghista'' si sta sfaldando su molti fronti: una società disunita e sfibrata deve riuscire a superare questa fase conflittuale a partire dalla sua classe dirigente. Il candidato sindaco di centrosinistra: ''Quando voi siete uniti in una società, … siete non più voi soli, ma tanti fratelli d'una stessa famiglia''

Di Luca Pianesi - 12 febbraio 2020 - 21:35

TRENTO. Ha definito Tonina ''l'interlocutore giusto'' e ha aggiunto che con la Provincia ''nella chiarezza dei ruoli ho trovato degli interlocutori che avevano il senso delle istituzioni''. Così, l'ormai uscente, presidente Mattarei, mercoledì 12 febbraio, durante la sua conferenza stampa (per spiegare il terremoto che ha sconvolto la sua governance) ha sfiorato la questione inerente i suoi rapporti con la politica provinciale.

 

Un convitato di pietra, praticamente mai nominato da nessuno, ma che non può essere trascurato in questa vicenda che per il sistema trentino può avere ripercussioni molto importanti. Una giunta Fugatti che in meno di un anno e mezzo si è ritrovata (anche dopo aver condotto fortissimi attacchi al sistema cooperativo, per esempio a tutto il mondo della solidarietà e della cooperazione internazionale, ma anche a quello del credito con il ricorso al fianco dei soci ribelli contro la fusione tra Cassa Rurale di Trento e Lavis, Mezzocorona e Val di Cembra) con una Federazione della Cooperazione mai così in difficoltà in 125 anni di storia.

 

E la politica è fondamentale per la tenuta di un sistema cooperativo che se abbandonato alle spinte del mercato rischia di snaturarsi e trasformarsi in qualcosa di diverso o, peggio, di scomparire. La Lega di governo, però, aveva promesso un cambiamento e il cambiamento sta avvenendo con uno sgretolarsi di molte di quelle cose che hanno reso grandi, in questi ultimi decenni, il sistema trentino: dalla cooperazione, appunto, all'immagine di territorio accogliente e rispettoso delle diverse comunità religiose, quello di Chiara Lubich per intenderci, dall'essere la terra dell'autonomia universitaria (con l'incredibile proposta del presidente Fugatti di far aprire una facoltà di medicina all'università di Padova a Trento fortunatamente respinta dall'Ateneo di Trento che è riuscito a imporsi con una sua proposta), alla solidarietà internazionale (fiore all'occhiello da ''esportare'' nel mondo, sempre più messa in ginocchio).

 

E se anche il sistema economico rallenta e quello culturale è affidato a personaggi televisivi tra Muse (con Zecchi che sarà candidato con il Partito dei Veneti a Venezia), Mart (con Sgarbi che è stato candidato con Forza Italia alle regionali in Emilia Romagna), e cda universitario (con Becchi) tiene il comparto turistico che però già trema per l'intenzione dell'assessore Failoni di volerci mettere mano. E poi c'è il sistema sociale, sempre più slegato, sfibrato, con una conflittualità mai stata così alta e distanze che sembrano incolmabili con una classe dirigente che sembra spingere sempre di più sulle divisioni che applica un linguaggio da social alla politica e alle istituzioni ed è quanto mai lontana dal voler cercare di ricompattare la comunità trentina (un esempio piccolo ma evidente: l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti che non rifiuta di tenere a battesimo un'associazione studentesca universitaria vicina a lui politicamente è un pessimo segnale dal punto di vista istituzionale a meno che, in futuro, non presenzi alle presentazioni di tutte le liste di ogni dimensione e area politica).

 

Ed è proprio la coesione della comunità l'anima fondante della cooperazione. Una società capace di unirsi e fare sintesi per aiutarsi e affrontare le sfide di un mondo sempre più grande e competitivo. Lo ricorda il candidato sindaco del centrosinistra Franco Ianeselli: ''La cooperazione trentina attraversa un momento complicato, ma ha al proprio interno le forze e le risorse per superarlo. Il suo modello di crescita si è intrecciato in modo fortissimo con la storia della nostra autonomia e i suoi valori originari rimangono anche oggi una bussola per orientarci in una stagione delicata e per ricordarci, come fece don Guetti, che: “quando voi siete uniti in una società, … siete non più voi soli, ma tanti fratelli d'una stessa famiglia”''.

 

''Rispettiamo l’autonomia dell’ente, nella consapevolezza che autonomia e cooperazione sono entrambi capisaldi del Trentino": il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti rispetto a quanto avvenuto nel cda della Federazione trentina della cooperazione. "Possiamo dire - aggiunge il governatore- che fin dal suo insediamento, poco più di un anno fa, questa Giunta si è confrontata con la Federazione trentina della cooperazione in maniera sempre aperta e costruttiva. Il rapporto istituzionale che abbiamo sviluppato con la presidente Marina Mattarei è stato corretto e privo di ambiguità. Ringraziamo pertanto la presidente per la sua collaborazione, con l’auspicio che questa fase si risolva nel migliore dei modi e nel rispetto dei valori mutualistici che sono alla base dell’esperienza cooperativa".

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