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Comunali a Trento, Forza Italia in tilt. Zanetti: ''Non mi riconosco più nel partito''. Baracetti? "Serve una marcia in più. Abbiamo bisogno di una persona che unisce"

Sono settimane travagliate per Forza Italia del Trentino. Cristian Zanetti, l'unico rappresentante che il partito di Berlusconi ha in consiglio comunale spiega: "Il partito è troppo appiattito sulle posizioni della Lega",  "Ricandidarmi? Vedremo". Su Baracetti: "Un candidato sindaco deve unire e mi sembra che lui non riesca al momento a farlo"

Di Giuseppe Fin - 30 giugno 2020 - 19:28

TRENTO. “Ho sempre a cuore il mio presidente. Non ho mai arretrato di un millimetro. Ma oggi nella Forza Italia che abbiamo a Trento difficilmente riesco a riconoscermi. Si è appiattita sulla Lega”. Cristian Zanetti è l'unico rappresentante che il partito di Forza Italia ha in Comune a Trento. E' un berlusconiano di ferro e in questi cinque anni ha lavorato cercando il più possibile di rimanere fuori dalle beghe di partito e, in generale, dai litigi politici.

 

Conosce poco il candidato Baracetti, pur essendo l'unico del suo partito a sedere a palazzo Thun, ma fino ad oggi non ha ricevuto alcun invito. Non condivide quello che sta accadendo tra le file azzurre, dagli attacchi all'onorevole Biancofiore ad una completa riorganizzazione dell'organigramma dato in mano, in alcuni casi, a chi nel partito ci è appena entrato. “Non so al momento se mi ricandiderò ma nel caso sarà sicuramente nel centrodestra”.

 

 

Consigliere Zanetti, nel centrodestra sembrano esserci diverse turbolenze. Cosa sta accadendo?

Avevamo una strada che era quella percorsa durante le politiche e le provinciali, che si sarebbe trasformata in una autostrada per poter espugnare anche la città di Trento governata dal centrosinistra . Ci sarebbe stata l'occasione storica per scardinare un sistema ormai obsoleto di una città che ha urgente bisogno di essere presa in mano veramente.

 

E invece?

Mi sembra che il centrodestra la stia buttando via. Non tanto per il candidato sindaco ma nel ragionamento globale. Noi dovremmo essere tutti uniti ed invece non è così.

 

In che senso?

Questi prossimi giorni sono abbastanza critici perché si terrà un incontro tra i vertici del centrodestra. Mi piacerebbe vedere un solo candidato, questo è l'unico modo per vincere. Da un'unione forte si riesce a dare anche più credibilità. 

 

Ma cosa manca al centrodestra?

Più sostanza, competenza e meno politichetta. Io sono tra quelli che vogliono vincere e sono abituato a pensare che per per farlo bisogna aggregare. Ci deve essere una squadra leale, forte e variegata. Se ci troviamo davanti ad una squadra praticamente monopartito allora è diverso.

 

Negli ultimi giorni sembra che qualcuno stia lavorando per sostituire Alessandro Baracetti come candidato sindaco. Lei come vede questa ipotesi?

Io lui non lo conosco purtroppo personalmente. Un candidato sindaco deve unire e mi sembra che lui non riesca al momento a farlo. E' una persona competente ma ci vuole quella marcia in più che riesca ad unificare anche tutto il voto di opinione oltre quello dei partiti. Nel centrosinistra è già diverso. Loro sono compatti da un pezzo e stanno andando dritti. Serve un candidato sindaco che faccia traino a tutta la città.

 

Possono esserlo Marcello Carli oppure Marcello Condini?

Carli lo conosco bene politicamente parlando. E' una persona che ha spessore. Ha qualità politica ma anche in questo caso non so quante possibilità abbia di poter aggregare il centrodestra. Tra l'altro non mi sembra il tipo che si fa dare ordini dalla Lega. Poi lui ormai è uscito troppo in maniera indipendente. Anche Condini lo considero un profilo di alto spessore. Lo stimo molto anche a livello professionale. Credo che questo nome sia quello con maggiori opportunità dell'unificare il centrodestra ma anche capace di portare via gran parte dei voti di centro.

 

Torniamo a Forza Italia, negli ultimi tempi ci sono acque agitate a livello locale.

Forza Italia è appiattita sulla Lega. E' stata data in mano a persone improvvisate. Ci dovrebbe essere un coordinamento forte che possa mettere in discussione anche un candidato sindaco. Se io fossi segretario di Forza Italia e non metto in discussione che a sostenere questa persona siamo rimasti in pochi allora significa che o non sono in grado di gestire il partito oppure ho perso il contatto con il territorio. Se tutto il centrodestra fosse con Baracetti io sarei il primo a dire che dobbiamo serrare i ranghi e lavorare pancia a terra come sempre. Ma così non è.

 

Lei si ricandiderà?

Non lo so al momento. Di certo mai lascerò il centrodestra.

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