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Caos in Federcoop, Olivi: ''La Pat come intende gestire la crisi in generale? E cosa fa sulla partita del credito?''

L'attuale vice presidente del Consiglio provinciale interviene dopo che la governance della Federcoop è crollata negli scorsi giorni. Diverse le questioni aperte e sono principalmente tre le domande che l'ex assessore rivolge all'esecutivo leghista sul futuro della cooperazione

Di Luca Andreazza - 18 febbraio 2020 - 22:28

TRENTO. "La politica non deve intromettersi nell’autonomia organizzativa federale". Così l'ex assessore Alessandro Olivi sulla crisi che coinvolge la Federcoop, che aggiunge: "Piuttosto deve aiutare a creare le condizioni per un rinnovato impegno del movimento sui temi della responsabilità sociale dell'impresa, della qualità del lavoro, del contrasto alle disuguaglianze e contro una deriva speculativa dell’economia".

 

L'attuale vice presidente del Consiglio provinciale interviene dopo che la governance della Federazione della cooperazione è crollata negli scorsi giorni. Un terremoto innescato dalle dimissioni volontarie di 13 consiglieri che nei fatti hanno isolato la presidente, costretta a rimettere a sua volta il mandato. Martedì 11 febbraio avevano alzato bandiera bianca in nove: Alberto CarliMarina Castaldo e Serenella CiprianiPaola Dalsasso, Paolo Fellin e Italo MonfrediniGermano Preghenella, Luca Rigotti e Roberto Simoni (Qui articolo).

 

Praticamente rappresentanti di tutti i comparti arrivati dopo le dimissioni di Paolo Spagni, unite a quelle dei giorni scorsi di Marco MisconelArnaldo Dandrea Antonio Pilati (Qui articolo). La maggioranza è così evaporata e il Consiglio d'amministrazione decaduto. Poi le dichiarazioni dure di Marina Mattarei spiegare le sue ragioni (Qui articoloe poi ai dimissionari replicare con un primo e secondo round (Qui articolo) quasi di stampo pugilistico. 

 

Un'altra tegola per la Provincia a guida Lega (Qui articolo), mentre l'ex governatore Ugo Rossi ha chiesto maggiori chiarimenti alla numero uno della Federcoop (Qui articolo). Il consigliere provinciale in quota Partito democratico non ha intenzione di scendere in campo nella gara per ridisegnare gli equilibri politici della Federazione in questi giorni complicati e turbolenti, ma ha presentato una interrogazione. 

 

Sono tre le domande che l'ex vice presidente della Provincia rivolge all'esecutivo leghista. "Se e come - dice Olivi - intenda dare attuazione al Protocollo d’intesa 'Nuovi impegni per la crescita della comunità trentina', siglato tra Provincia e Federazione Trentina della Cooperazione il recente 17 gennaio, al fine di dare ai relativi impegni un carattere maggiormente operativo a prescindere dalla crisi in atto nei vertici federali".

 

C'è anche la partita del credito aperta, con la Corte costituzionale che ha dato ragione a Cassa Centrale in Sicilia. Il ricorso presentato dalla Pat è simile e rischia ora ancor di più il semaforo rosso (Qui articolo). "Chiedo se preso atto del ricorso ad adiuvandum della Provincia contro la Cassa rurale di Trento nella controversia relativa alla fusione con la Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra, sia stata  ricercata un’intesa con le stesse per una preventiva autorizzazione provinciale, ma soprattutto se questa intesa non sia ritenuta ancora più necessaria alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale in materia di competenza regionale sulle Banche di credito cooperativo".

 

E ancora. "Chiedo se la Provincia - conclude Olivi - ritenga opportuno collaborare con la Federazione per monitorare le strategie, il posizionamento e le eventuali emergenze del sistema cooperativo in un mercato aspramente competitivo, ma anche favorire nuove forme di collaborazione tra imprese cooperative, anche concorrenti, e facilitare l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro all’interno del settore. E' necessario dare concreta risposta al ritorno di interesse, anche in ambito sindacale, per la varie forme di partecipazione alla gestione delle imprese e valorizzare il protagonismo della base sociale".

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