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Caos Cooperazione, l'ex presidente Rossi a Mattarei: ''Serve chiarezza per poter ripartire. In cosa consisteva il suo cambiamento e chi l'ha fermata?''

L'ex presidente della Provincia dopo il terremoto che ha aperto la più grande crisi della storia della Cooperazione in Trentino chiede alla presidente uscente trasparenza: ''Ha lanciato accuse misteriose, fatto riferimento addirittura a situazioni molto gravi e spiacevoli. Racconti quel che c'è da raccontare. Rimettere ai soci la questione non basta bisogna metterli nelle condizioni di capire''

Di Luca Pianesi - 13 febbraio 2020 - 19:42

TRENTO. ''L'ennesima dimostrazione che il cambiamento tanto per cambiare non porta a niente. Se dietro c'è un vuoto pneumatico le cose non migliorano ma anzi, peggiorano inesorabilmente''. L'ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi commenta così quanto sta accadendo nella Federcoop, il terremoto che ha visto, dopo le dimissioni di 13 consiglieri di amministrazione, decadere la presidente Mattarei.

 

Ieri una doppia conferenza stampa ha chiarito, poco a dire il vero, soprattutto da parte dell'ex numero uno della Federazione, le posizioni in campo: prima Mattarei si è scagliata contro i poteri forti (quali?), ha accusato i membri del cda che si sono dimessi di essere pilotati dall'esterno (da chi?), di essersi proposta come il cambiamento (in cosa sarebbe consistito?) e per questo di aver trovato sulla sua strada intimidazioni e ostruzionismo e di essere stata isolata sempre di più nel suo operato. Poi è toccato agli stessi membri del cda dare la loro versione dei fatti che, in buona sostanza, si è ridotta al fatto che la sfiducia era tutta per la presidente e per il suo modo di fare: poco aperto al dialogo, all'ascolto, poco trasparente e accomodante (in un mondo come quello della cooperazione ''dove vince chi convince e non chi si impone sugli altri'', ha spiegato perfettamente uno dei consiglieri, Monfredini).

 

Adesso però resta un grande punto di domanda sul futuro: il sistema appare irrimediabilmente sfilacciato, sfibrato, diviso perché bene ha detto Mattarei ''il cambiamento è in atto anche all'interno della cooperazione e anche facendo cadere me questa cosa non può essere ignorata. Dal quarto mandato di Schelfi il tabù è stato rotto e scardinato. Non si torna indietro come vorrebbero quelli ben più abituati di me al potere''.

 

''La richiesta allora è che per il bene di tutti noi soci e trentini - spiega Rossi - proprio Mattarei spieghi chiaramente la situazione. Serve chiarezza per poter ripartire, per poter superare le divisioni e i contrasti. Ha lanciato accuse misteriose, fatto riferimento addirittura a situazioni molto gravi e spiacevoli. Racconti quel che c'è da raccontare. Rimettere ai soci la questione non basta. Deve avere la trasparenza di mettere i soci nelle condizioni di scegliere davvero, di capire. Noi non abbiamo capito''. 

 

A cominciare dalla parola cambiamento. ''Sì perché questa è un'epoca in cui va di gran moda - prosegue Rossi -. E' quella usata anche dalla giunta Fugatti per andare al governo e stiamo assistendo a un vero e proprio vuoto pneumatico che sta procurando danni e conseguenze molto gravi per il sistema trentino. E anche in cooperazione in un anno e mezzo cosa è stato fatto con questo cambiamento e, soprattutto, dove si voleva andare? Sarebbe bello per i soci sapere se c'era una direzione e, in caso, capire perché è stata interrotta. Insomma per pacificare l'ambiente la cosa migliore sarebbe fare chiarezza. Questa è la cooperazione di don Guetti non un luogo di intimidazioni e violenze. Usciamo da questa indeterminatezza per recuperare unità''.

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