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Terremoto all'inaugurazione dell'anno giudiziario, la Giunta dell'associazione magistrati si dimette in blocco: ''Non ci sono risposte''

La criticità principale è quella della carenza di personale amministrativo, dura la Flp, evidenzia diverse criticità anche Cisl Fp. Tra i temi affrontanti nel corso del tradizionale appuntamento la criminalità organizzata, gli incidenti stradali, gli infortuni mortali sul lavoro e la corruzione. Sono circa 3.300 i procedimenti a Trento

Di L.A. - 01 febbraio 2020 - 17:00

TRENTO. Terremoto alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Trento, la Giunta dell'Associazione nazionale magistrati di Trento e Bolzano si è dimessa in blocco. Un passo indietro legato alla situazione della giustizia in Trentino Alto Adige dopo tre anni dall'entrata in vigore delle norme che hanno portato la delega alla Regione. 

 

"Le misure - ha commentato la presidente Consuelo Pasquali - adottate non risolvono i problemi. La locale giunta dell'Associazione nazionale magistrati evidenzia da tempo le perplessità in merito alla delega. In questi tre anni abbiamo raccolto segnalazioni e disagi di molti uffici, abbiamo cercato di trovare le soluzioni a Regione e alle due Province. Abbiamo offerto ogni possibile contributo e supporto, senza successo e per questo ci dimettiamo. Ci chiediamo perché questa delega sia stata voluta  e se veramente c'è interesse per una giustizia che funzioni".

 

Il tema è quello della carenza di personale amministrativo. Duro il sindacato Flp. "Finalmente si è presa coscienza che la situazione è grave e non più procrastinabile e che tutte le perplessità manifestate negli anni scorsi da parte nostra, sono diventate realtà. Ripetiamo che occorre indire immediatamente un concorso per almeno 100 funzionari. Nel contempo chiediamo che si assumano i numerosi precari in servizio che stanno contribuendo a mandare avanti gli Uffici giudiziari. Che si riconoscano i diritti lesi a tutti quei dipendenti che, con il passaggio dai ruoli statali a quelli regionali, sono stati penalizzati fortemente per lo sviluppo della loro carriera".

 

Nella questione è intervenuta anche la Cisl Fp. "Questo momento è sempre stata un'occasione per il fare il punto, soprattutto oggi dopo l'assegnazione della delega alla Regione - ha detto il segretario Giuseppe Pallanch - le criticità sono note da anni e alcuni problemi sono ancora irrisolti: gli accordi sottoscritti non sono ancora pienamente esigibili, così come alcune norme contrattuali non sono mai state applicate".

 

Le carenze in organico e la salvaguardia delle professionalità, mansioni e riqualificazione del personale, questi alcuni nodi evidenziati dal sindacato di via Degasperi. "Problemi che ormai si trascinano di anno in anno. E' necessario - prosegue il segretario della Cisl Fp - chiudere il contratto 2016/2018 e dare piena applicazione al protocollo del 1 giugno 2017: ricordiamo che questa delega è scaturita per legge dello Stato, alla quale è seguita una norma di attuazione. Manca però quell’equilibrio sulle funzioni e sulle funzionalità: troppi conflitti sulle attribuzioni e sulle responsabilità come è grave non aver ancora sottoscritto i protocolli previsti dalla norma di attuazione".

 

Qualcosa si è mosso ma sarebbe ancora troppo poco. "Serve concretezza. L'intervento del sindacato confederale ha permesso di trovare qualche risposta, come l'attivazione di un concorso che però deve essere espletato quanto prima. Altre criticità sono legate alla necessità di avviare un processo in grado di dare stabilità al turn over del personale in quiescenza per trasmettere la professionalità ai nuovi ingressiSu questo punto abbiamo perso molto tempo prezioso. Questo impasse può essere superato attraverso la realizzazione di un tavolo negoziale per accompagnare un processo di riqualificazione di lavoratrici e di lavoratori. Le soluzioni ci sono basta adottarle per il mantenimento degli alti standard qualitativi a cui la comunità trentina è da tempo abituata".

 

La Cisl Fp rimarca, ancora una volta, la necessità di lavorare per avviare un processo di massima integrazione dovuto al passaggio di competenze. "Si deve dare seguito agli accordi già previsti – ha concluso Pallanch - come le distinte disposizioni per la peculiarità delle attività svolte dal personale degli uffici giudiziari per valorizzare il passaggio tra le aree per particolari professionalità impiegare nel settore e il recupero almeno parziale dell’anzianità pregressa. Siamo disponibili e aperti al dialogo, ma serve un piano d'azione".

 

Tra i temi affrontanti nel corso del tradizionale appuntamento la criminalità organizzata, non ci sono prove di un radicamento ma questo non esclude tentativi di infiltrazione, quindi gli incidenti stradali tra omissione di soccorso, guida in stato ebbrezza e sotto l'effetto di droga, gli infortuni mortali sul lavoro e la corruzione. Sono circa 3.300 i procedimenti a Trento. 

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