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Trento
22 ottobre | 22:05

Dal caos governance all'affitto della sede, "Che succede in Tsm?", Maestri (Pd): "Forse la Provincia potrebbe spiegare le operazioni finanziarie e chiarire la situazione"

La Consigliera provinciale del Partito Democratico, Lucia Maestri, sul caso Tsm: "Il caos e la confusione che paiono regnare sulle ultime vicende della Trentino School of Management sono la plastica rappresentazione dell’inefficienza e dell’inconsistenza della Giunta provinciale, incapace di porre mano e raddrizzare le sorti di un suo importante ente funzionale"

TRENTO. "Che succede in Tsm?". Così Lucia Maestri, la consigliera provinciale del Partito Democratico chiede di conoscere le ragioni e le scelte della Provincia nella sottoscrizione di un contratto d’affitto, quale sede della “Trentino School of Management”, già versando probabilmente due rate, per locali ancora vuoti e inutilizzati. Poi si aggiungono le tensioni a livello di governance: l'Università di Trento con una decisione coraggiosa si è autosospesa mentre l'ormai ex vice presidente e amministratore delegato Delio Picciani si è dimesso.

 

"Il caos e la confusione che paiono regnare sulle ultime vicende della Trentino School of Management sono la plastica rappresentazione dell’inefficienza e dell’inconsistenza della Giunta provinciale, incapace di porre mano e raddrizzare le sorti di un suo importante ente funzionale", commenta Maestri. "Dopo l’incredibile guazzabuglio di sospensioni e dimissioni che ha caratterizzato gli ultimi mesi di Tsm e che ha segnato lo scontro tra il presidente dell’ente e l’ex amministratore delegato, culminato con le dimissioni, alle quali hanno fatto seguito le dimissioni di altri due componenti della governance della 'Scuola', ecco adesso un altro interrogativo sulla gestione di quest’ente".

 

L'attività della scuola di alta formazione costituita da tre soci, Provincia, Regione e Università di Trento, da qualche mese è finita travolta da personalismi  e rivendicazioni politiche che hanno portato al blocco del consiglio. Tutto è fermo o almeno ancora non è chiaro quali siano le mosse. Si è parlato di una marcata politicizzazione e nel mirino è finita la gestione di Francesco Barone. "Tocca alla Provincia - le parole del rettore di Flavio Deflorian - ma serve un cambio profondo nella governance" (Qui articolo).

 

E oggi che la fiducia nei vertici attuali sembra essere finita, servono decisioni. Nel frattempo emergono anche altri nodi, come quello pubblicato da il Dolomiti, riferito alla nuova sede costata un affitto da mezzo milione di euro l’anno e ancora vuota dopo oltre dieci mesi (Qui articolo), vicenda su cui né la Provincia né la direzione di Tsm hanno fornito spiegazioni definitive.

 

"Proprio questa stranezza, unita ai costi che sembrano particolarmente alti di quest’affitto stabilito da un contratto sottoscritto senza alcuna gara d’asta e con un affido diretto, impone un’attività di controllo e di verifica tipica dei compiti del consigliere provinciale, una interrogazione per conoscere le ragioni tecniche a monte di questo contratto", prosegue Maestri. "Se ci sono state ricerche di altre collocazioni possibili; sulla base di quali calcoli si è stabilito il valore di affitto; quante rate sono state a tutt’oggi versate per una sede ancora inutilizzata, nonché le ragioni che stanno dietro all’uscita dell’Università dalla governance di Tsm e quando la Giunta intenderà procedere al rinnovo del consiglio d’amministrazione dell’ente, ormai da tempo in regime di prorogatio".

 

Risulta infatti "dagli atti amministrativi e anche da notizie di stampa che la nuova sede della Tsm dovrebbe essere ubicata in via del Pioppeto 24 a Gardolo, in locali di proprietà della Società Edizioni Centro Studi Erickson e presi in affitto dalla Provincia, attraverso una trattativa privata che ha consentito di evitare i 'rischi' di gare e di affidi. Con una determinazione dell'anno scorso a firma del Dirigente competente, la Provincia decide di non effettuare alcuna gara per l’affitto di tali locali, affermando che si tratta 'di ottenere la disponibilità di un bene la cui intrinseca natura, nonché le innegabili necessità di funzionalità e di localizzazione' sono irrinunciabili per la Provincia e quindi 'rendono impossibile l’esperimento di qualsiasi tipo di gara'.  Oggettivamente la motivazione appare un po’ nebulosa".

 

In cosa si sostanzia infatti “la natura intrinseca” di un bene immobile? Si chiede ancora Maestri. "E sulla base di quali verifiche effettuate, si è stabilito che le 'necessità di funzionalità e localizzazione' offerte dagli immobili di proprietà della suddetta società commerciale siano uniche e quindi irrinunciabili per la Provincia?".

 

Colpisce poi il canone di affitto. "Corrisponde all’imponente cifra di quasi mezzo milione di euro, per l’esattezza 483.675,37 euro, per ogni anno di durata del contratto stesso, il che significa, a un calcolo spannometrico, che in sei anni la proprietà dell’immobile incasserà la cifra di circa tre milioni di euro, una cifra che appare decisamente alta e di non facile giustificazione, posto che forse, per tali importi, si potrebbero trovare anche altre allocazioni o addirittura addivenire all’acquisto di un immobile ad hoc che poi rimarrebbe proprietà del demanio provinciale, con una palese convenienza rispetto a un affitto che non lascia poi nulla in mano".

 

Ma non solo. "Gli atti stabiliscono anche il pagamento di rate trimestrali anticipate, ognuna per la somma di 147.520,99 euro per il corrente anno e quindi, alla data attuale, almeno due o tre trimestri dovrebbero essere già stati versati, anche se sembra che non sia avvenuto un trasferimento degli uffici di Tsm e nemmeno sembra che ci sia qualcosa di avviato. Evidentemente esiste un’urgenza, ignota a noi ma non alla Provincia, per chiudere con grande rapidità questo 'imperdibile' contratto, che deve avere, per forza di cose, qualità uniche e tali da renderlo 'irrinunciabile'. Posto però che si tratta di denaro pubblico, forse la Giunta provinciale potrebbe spiegare ai trentini le ragioni che rendono questa spesa così improrogabile, nonostante i suoi altissimi costi, o anche tali questioni rientrano in quella 'sfera del silenzio' che sembra avvolgere alcune operazioni finanziarie dell’attuale governo provinciale?", conclude Maestri.

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