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Trento
19 novembre | 10:50

Caso Tsm, "Mandato di un anno per capire se assetto funziona ma ci sono deleghe chiare", l'Università sulla riconferma di Barone: "Auspichiamo clima più propositivo"

E' stato nominato il nuovo Cda di Tsm dopo il terremoto estivo. Il rettore dell'Università, Flavio Deflorian: "Prendiamo atto delle scelte della Provincia a cui spettano le decisione in quanto detiene la maggioranza delle quote". Riconfermata la presidenza a Barone: "Nessuna preclusione. C'è stato uno scontro più politico che sostanziale che auspichiamo sia superato per il bene dell'ente"

TRENTO. "La speranza è che il clima ritorni sereno e ci sia un approccio propositivo". Queste le parole di Flavio Deflorian, il rettore dell'Università di Trento interviene sul rinnovo della governance di Tsm-Trentino school of management dopo che negli ultimi mesi si sono persi un po' di pezzi. "C'è stato uno scontro più politico che sostanziale che auspichiamo sia superato per il bene dell'ente. Ora c'è un anno di tempo per capire se così può funzionare".

 

Le istituzioni sperano di mettere alle spalle un momento di forte difficoltà in sede di Tsm, una tensione che è poi precipitata nel mese di agosto con l'Università, socio dell'ente, che aveva deciso di autosospendersi e per denunciare una "marcata politicizzazione", oltre a una totale esclusione dalle dinamiche decisionali (Qui articolo)

 

Un passo che ha creato non poca discussione e un chiaro segnale, anche, di sfiducia nei confronti della governance e anche del metodo di gestione dei vertici. A pesare soprattutto i rapporti ormai deteriorati nel Cda con un braccio di ferro tra il presidente Francesco Barone, nominato in quota Fratelli d'Italia, e il vice presidente e amministratore delegato Delio Picciani, il quale poi ha scelto di consegnare le dimissioni (Qui articolo).

 

A ruota è arrivato il passo indietro di altri due consiglieri di amministrazione: Patrizia Cordin per l'Università e Federico Dal Rì per la Regione. L'invito alla parte politica è stato quello di riflettere sulla situazione e di assumersi le responsabilità (Qui articolo).

 

"Siamo intervenuti per un clima, in particolare tra presidente e amministratore delegato, non utile alla gestione della società", dice Deflorian. "La scelta è stata di compiere un passo indietro per un rinnovo e una semplificazione (da 5 a 3 membri in CdA) della governance. La posizione dell'Ateneo è che le valutazioni più generali spettano alla Provincia che è il socio di maggioranza. Ora le deleghe sono assegnate in modo chiaro e c'è in corso la selezione di un direttore o di una direttrice per la gestione del personale e delle attività. C'è comunque a nostro avviso un passo in avanti".

 

In extremis sono arrivate le nuove nomine (Qui articolo): Daniela Salvetti (una riconferma) e Alfredo Sorrentino in quota Provincia, Sandro Zeni per la Regione e Mariangela Franch per l'Università. Una conferma anche per Barone, difeso da Fratelli d'Italia e dall'assessora Francesca Gerosa, alla guida di Tsm (Qui articolo).

 

"Forse si sarebbe potuto definire questa configurazione con un po' di anticipo e non all'ultimo giorno disponibile prima della decadenza del CdA in quanto sarebbe stato rischioso per l'ente operare senza un presidente e una direzione", evidenzia il rettore. "A ogni modo prendiamo atto delle decisioni della Giunta provinciale e non ci sono preclusioni personali nei confronti della presidenza. Avevamo espresso le nostre perplessità per la situazione che si era creata e ora auspichiamo un approccio propositivo".

 

Insomma, mano tesa dell'Università. "Questo non è un mandato pieno in quanto dura un anno, c'è tempo per capire se questo assetto funziona. Avevamo chiesto una riflessione e una assunzione di responsabilità perché c'erano ostacoli sul funzionamento di Tsm: un ente importante che ci sta a cuore che svolge attività di valore, senza dimenticare che c'è una pianta organica competente e professionale da salvaguardare. La speranza è che si possa ripartire con serenità", conclude Deflorian. 

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