Terremoto in Tsm, si dimette l'ad Delio Picciani: "La dignità personale e quella professionale valgono più della 'poltrona' e dei compensi"
Dopo l'autosospensione dell'Ateneo trentino, arrivano le dimissioni del vice presidente e amministratore delegato di Trentino school of management. Delio Picciani: "Il clima azienda è mutato nell'ultimo anno. La situazione maturata anche con la comprensibile presa di posizione del socio Università e delle sue conseguenti determinazioni, imporrebbe attente valutazioni a chi ricopre incarichi di governance di Tsm"

TRENTO. Altro terremoto in casa Tsm-Trentino school of management, si è dimesso Delio Picciani dal ruolo di vice presidente e amministratore delegato. Una presa di posizione a tratti dura: "Per quanto mi riguarda, la dignità personale e quella professionale guadagnata grazie a esperienze importanti, valgono più del mantenimento della cosiddetta 'poltrona' e dei relativi compensi".
Una decisione arrivata al culmine di una tensione esplosa in particolare il mese scorso con l'Università che si è autosospesa dalla governance per una "marcata politicizzazione" della Scuola di alta formazione che si occupa della progettazione e gestione di progetti formativi e di attività di ricerca/intervento rivolti al personale dei soci, degli enti strumentali della Provincia, del Consiglio provinciale e di altri enti e società convenzionati.
Negli scorsi giorni il vice presidente e amministratore delegato aveva rotto il silenzio e quindi era già intervenuto, con una lettera, per chiarire che "mi sono sempre guadagnato onestamente i compensi percepiti, assumendomi per intero le responsabilità derivanti dal ruolo e dalle deleghe assegnatemi" (Qui articolo). Le polemiche non sembrano essersi placate e oggi arriva un passo indietro di Picciani.
"L’assetto della governance in Tsm, fino all'anno scorso ha funzionato bene e senza nessuna tensione", scrive Picciani. "In un quadriennio l’azienda pubblica è ulteriormente cresciuta anche grazie a nuove strategie e programmi di sviluppo e forte innovazione, alla collaborazione fruttuosa con la direzione, alla grande qualità delle risorse umane e non da ultimo grazie a una forte intesa con la precedente presidenza".
Qualcosa però si è rotto, tanto che pure l'Università con una scelta senza precedenti è arrivata a sospendere la propria partecipazione agli organi direttivi dell'ente. I motivi? "Una marcata politicizzazione". Un concetto sostanzialmente ribadito dall'ormai ex ad di Tsm (Qui articolo).
"Ora il clima aziendale è radicalmente mutato", evidenzia Picciani. "Per di più mi trovo, mio malgrado, toccato da questioni politiche che non mi appartengono perché non ho mandati di parte, checché sia stato detto o scritto, ma solo ed esclusivamente compiti manageriali, grazie alle competenze maturate - tra le mie diverse esperienze professionali, quella affine alla missione di Tsm come presidente di un consorzio per la formazione delle risorse umane in ambito confindustriale -. Le tensioni che si sono create nel corso dell'ultimo anno attorno e in Tsm non fanno bene né all’azienda, né alle istituzioni rappresentate da i soci pubblici. Ma soprattutto e prima di tutto non fanno bene alle preziose risorse umane di Tsm su cui in qualche modo la situazione si riflette".
Adesso la palla passa alla componente politica, chiamata a una riflessione per una società che è in frantumi a livello di governance. Una riflessione che spetterebbe anche a Francesco Barone, presidente di Tsm esponente di Fratelli d'Italia.
"Ora, la situazione maturata anche con la comprensibile presa di posizione del socio Università e delle sue conseguenti determinazioni, imporrebbe attente valutazioni a chi ricopre incarichi di governance di Tsm, assumendo anche, se utile al primario interesse della società, la responsabilità di fare un passo indietro, nell’auspicio che un tale atto contribuisca, per quanto possibile, a calare le tensioni e mantenere quel clima di fiducia che Tsm merita e si è guadagnata in oltre 20 anni di attività. Per quanto mi riguarda, la dignità personale e quella professionale guadagnata grazie a esperienze importanti, valgono più del mantenimento della cosiddetta 'poltrona' e dei relativi compensi. Con l’orgoglio del lavoro svolto assieme ai dipendenti di Tsm a tutti i livelli in un intenso quadriennio, quel passo indietro lo farò io, dimettendomi da consigliere e amministratore delegato di Tsm", conclude Picciani.












