Contenuto sponsorizzato
Trento
22 ottobre | 06:00

"Serve un passo indietro di tutti”, Deflorian scuote Tsm dopo mesi di scontri. “Barone? Tocca alla Pat, ma serve un cambio profondo nella governance”

Entro la metà novembre la Provincia, socio di maggioranza, dovrà decidere quale strada intraprendere per quanto riguarda il consiglio di amministrazione della Trentino School of Management. L'ente negli ultimi mesi è stato travolto da personalismi e da rivendicazioni politiche che hanno bloccato il cda e portato metà dei componenti a dimettersi. Il rettore Deflorian a il Dolomiti: "A un certo punto è sembrato che l'unico ente che credesse fino in fondo a Tsm fosse l'Università. Crediamo davvero che la Trentino School of Management abbia una funzione e un ruolo estremamente importanti. Ci auguriamo che si possa rilassare questo clima difficile"

TRENTO. Dopo mesi di tensioni, auto sospensioni e dimissioni si attende di capire quale sarà il futuro della Trentino School of Management.

 

L'attività della scuola di alta formazione costituita da tre soci, Provincia, Regione e Università di Trento, da qualche mese è finita travolta da personalismi  e rivendicazioni politiche che hanno portato al blocco del consiglio.

 

I rapporti tesi e deteriorati con il tempo tra l’ex vicepresidente ed ex amministratore delegato Delio Picciani e il presidente Francesco Barone, nominato in quota Fratelli d’Italia e vicino all’assessora Francesca Gerosa, sono degenerati. Uno scontro che ha visto, il 19 settembre scorso, Picciani decidere di consegnare le proprie dimissioni. Una scelta alla quale sono seguite, a poche ore di distanza, le dimissioni di altri due consiglieri di amministrazione, Patrizia Cordin per l'Università e Federico Dal Rì per la Regione, lasciando alla fine un Consiglio di amministrazione azzoppato. E in questa fase l'unico sostegno pubblico che ha ottenuto il presidente Barone è arrivato, quasi scontato a dirlo, dal coordinamento provinciale trentino di Fratelli d’Italia.

 

Ad oggi, dopo oltre un mese dalle dimissioni di metà consiglio di amministrazione, la Provincia, socio di maggioranza, non ha ancora spiegato cosa intende fare. Se da un lato Francesco Barone non sembra avere intenzione di lasciare la propria poltrona, dall'altro è urgente che l'ente torni a funzionare con un consiglio a pieno regime. 

 

“Io non so di chi siano le responsabilità, penso siano collettive, dimissionari compresi, e per questo forse è meglio un passo indietro da parte di tutti per una nuova ripartenza, per tornare a parlare dei contenuti e delle attività di Tsm” ha spiegato a il Dolomiti il rettore Flavio Deflorian. Da parte sua è arrivata più volte la condanna netta a un sistema in cui la politica avrebbe progressivamente colonizzato la governance della scuola di alta formazione.

 

E oggi che la fiducia nei vertici attuali sembra essere finita, servono decisioni. Nel frattempo emergono anche altri nodi, come quello pubblicato da il Dolomiti, riferito alla nuova sede costata un affitto da mezzo milione di euro l’anno e ancora vuota dopo oltre dieci mesi, (QUI L'ARTICOLO) vicenda su cui né la Provincia né la direzione di Tsm hanno fornito spiegazioni definitive.

 

Rettore Deflorian, l'Università aveva annunciato l'autosospensione da Tsm, spiegando di voler approfondire anche l’opportunità di mantenere il proprio coinvolgimento nell'ente e parlando di “marcata politicizzazione” del Cda. Oggi a che punto siamo?
Abbiamo atteso un anno sperando e lavorando per cercare di smussare qualche criticità che era sorta nella governance. Ci siamo mossi solo quando abbiamo ritenuto di averle provate tutte e che non si potesse andare avanti. Ecco allora che tra fine luglio e i primi di agosto, vista la paralisi in cui versava il consiglio di amministrazione della Trentino School of Management, abbiamo messo in chiaro che ci saremmo autosospesi in attesa di un chiarimento.

Questo chiarimento, in senso positivo, non c'è stato ma abbiamo assistito a un evento molto importante, e cioè le dimissioni di tre componenti su cinque. Anche se una dimissione in qualche modo rimane congelata nell'attesa della costituzione dell'organo apicale, la situazione si è sbloccata e per questo abbiamo ripreso a partecipare ad alcune discussioni che riguardano Tsm.

 

Ora però si sta attendendo di capire cosa succederà e anche quale sarà il nuovo Cda.
È chiaro che il socio di maggioranza è la Provincia e spetta a lei il primo passo nel dire come si intende proseguire nel ricostruire un organo di vertice che in questo momento non c’è più: se integrando il Cda attuale con nuovi componenti che sostituiscono i dimissionari, se azzerare tutto, se immaginare un organo apicale diverso.
Noi siamo in attesa che la Provincia esprima un suo orientamento, poi noi diremo la nostra, ma ho sempre sostenuto che il primo passo spetta alla Pat.
Ora non siamo in un momento di stand-by: le dimissioni sono operative, i tempi tecnici per prendere una decisione senza la decadenza definitiva di tutto il Cda stanno scorrendo. Sono 60 giorni dalla presentazione delle dimissioni, che sono avvenute a metà settembre. La scadenza è quindi attorno a metà novembre; se la Provincia non farà una proposta diversa, si dovrà immaginare un nuovo organo apicale per Tsm.

 

Lei nella lettera inviata negli scorsi mesi ha parlato di “marcata politicizzazione” della scuola di alta formazione e della totale esclusione dell’Università dalle dinamiche decisionali. Lo scontro politico non sembra essere terminato, non crede?
A un certo punto è sembrato che l'unico ente che credesse fino in fondo a Tsm fosse l'Università. Nel senso che noi, come Università, crediamo davvero che la Trentino School of Management abbia una funzione e un ruolo estremamente importanti, che sono quelli della formazione permanente nell'ambito della pubblica amministrazione. E quindi su questo aspetto ci si dovrebbe concentrare.
Abbiamo avuto l’impressione che la forte caratterizzazione politica di alcuni componenti del Cda, rispetto alla quale noi non avevamo inizialmente obiezioni di principio, poi nei fatti si sia rivelata problematica.
Ora auspichiamo un organo apicale che privilegi le competenze tecniche e manageriali e lasci, se possibile, la politica fuori dalla porta. Aspettiamo cosa deciderà la Provincia, poi, come già detto, daremo il nostro parere e prenderemo le decisioni conseguenti.

 

Il presidente del Cda di Tsm è Francesco Barone, esponente di Fratelli d'Italia e vicino all'assessora Francesca Gerosa. Lei crede che ci debba essere un cambio anche in questo ruolo?
Io ho sempre voluto evitare di personalizzare. Ma è certo che i problemi di incomprensione e le difficoltà operative, senza poi dare responsabilità a nessuno, hanno coinvolto anche il presidente Barone. La decisione spetta alla Provincia, ma francamente un rinnovo profondo della governance di Tsm potrebbe essere una buona soluzione. Ci auguriamo che si possa rilassare questo clima difficile.

 

Quindi ritiene che la strada migliore sia quella di un rinnovamento dell'intero consiglio di amministrazione?
Diventa difficile confermare parte del Cda perché sembrerebbe un giudizio di merito, cioè che chi se ne è andato aveva delle responsabilità e chi è rimasto non le aveva. Io non so di chi siano le responsabilità, ma penso che siano collettive, dimissionari compresi, e per questo forse è meglio che tutti facciano un passo indietro. Questa è la mia opinione personale, ma credo serva un nuovo inizio. In questo modo forse si potrebbe tornare a parlare di contenuti e attività di Tsm, che sono rimasti sullo sfondo in questi mesi, mentre sono molto importanti.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 25 aprile | 12:25
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "E' ricordare valori quali la libertà, la giustizia sociale, la fratellanza che fin da principio [...]
Cronaca
| 25 aprile | 12:24
La situazione era già di per sé complicata lungo la SS 240, visto il grande afflusso di vacanzieri, ma lo scontro tra un'auto e una moto, [...]
Cronaca
| 25 aprile | 10:23
Le attuali misurazioni sorprendono perché indicano che il lago si è riscaldato con settimane di anticipo rispetto gli scorsi anni
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato