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Trento
09 settembre | 19:45

Tsm, l'Ad Picciani rompe il silenzio: “Mi sono sempre guadagnato onestamente i compensi percepiti, le deleghe non significano che abbia rinunciato ai miei compiti”

A parlare è l’amministratore delegato di Tsm Delio Picciani che, attraverso una lettera, torma sulle polemiche innescate nel corso dell'estate che fra l'altro avevano visto che la decisione dell'Università di Trento di sospendere la propria partecipazione dagli organi direttivi 

di Redazione

TRENTO. “Mi sono sempre guadagnato onestamente i compensi percepiti, assumendomi per intero le responsabilità derivanti dal ruolo e dalle deleghe assegnatemi”. A parlare è l’amministratore delegato di Tsm Delio Picciani che, attraverso una lettera, torma sulle polemiche innescate nel corso dell'estate e che hanno avuto sullo sfondo inizialmente le frizioni con il presidente Francesco Barone, tensioni che sono state poi portate avanti (QUI L'ARTICOLO).

 

Una situazione che aveva spinto l’Università di Trento a sospendere la propria partecipazione agli organi direttivi dell’ente. Una decisione senza precedenti, motivata dalla “marcata politicizzazione” della scuola di alta formazione e dalla totale esclusione dell’Università dalle dinamiche decisionali.

 

La Trentino School of Management è la Scuola di alta formazione costituita da Provincia autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/ Südtirol e l'Università di Trento che si occupa della progettazione e gestione di progetti formativi.  

 

Al centro ci sarebbe stato, per alcuni, un problema di deleghe condivise e di compensi oltre a un braccio di ferro tra presidente e amministratore delegato. Con una lettera, che riportiamo per intero, l'amministratore Delio Picciani ora chiarisce la situazione.

 
“Desidero fare chiarezza circa le voci e commenti circolati  che lascerebbero intendere che, come  amministratore delegato della società pubblica Tsm (peraltro ne sono anche vice presidente), percepisco un compenso nonostante avrei affidato parte delle mie deleghe alla direzione generale di Tsm”.

 

Per Picciani, non è una lettura corretta. “Non è così che funzionano i sistemi gestionali societari, anche quelli a controllo provinciale – spiegano - in cui il rilascio di procure a dipendenti diversi è una pratica ampiamente utilizzata, coerente con le attribuzioni dei diversi ruoli e mansioni. L'assegnazione di 'procure' alla direzione generale (nonché quelle della direzione amministrativa) di Tsm è stata deliberata e quindi autorizzata sino a revoca da un precedente Consiglio di Amministrazione, passando al vaglio di tutti gli organi di controllo, compresi quelli provinciali”. 

 

Il conferimento di procure, spiega l'amministratore di Tsm “non significa affatto che io, come Ad, abbia rinunciato ai miei di compiti, godendomi magari un immeritato compenso, come potrebbe apparire dalla lettura della vicenda. Ad una più attenta ed obiettiva lettura di tutte le deleghe assegnatemi, risulta in modo chiaro che non solo ne ho altre importanti non oggetto di procure”. 

 

QUI IL TESTO INTERO DELLA LETTERA

 

Desidero fare chiarezza circa le voci e commenti circolati e riportati anche dalla stampa, che lascerebbero intendere che, come amministratore delegato della società pubblica Tsm (peraltro ne sono anche vice presidente), percepisco un compenso nonostante avrei affidato parte delle mie deleghe alla direzione generale di Tsm. Non è una lettura corretta e non è così che funzionano i sistemi gestionali societari, anche quelli a controllo provinciale, in cui il rilascio di procure a dipendenti diversi è una pratica ampiamente utilizzata, coerente con le attribuzioni dei diversi ruoli e mansioni. L'assegnazione di “procure” alla direzione generale (nonché quelle della direzione amministrativa) di Tsm è stata deliberata e quindi autorizzata sino a revoca da un precedente Consiglio di Amministrazione, passando al vaglio di tutti gli organi di controllo, compresi quelli provinciali.

 

Le procure deliberate assolvono a quanto stabilito dallo statuto (nell’art.21dello statuo è previsto il conferimento di poteri da parte del CdA al direttore), correlate ai compiti previsti per tale ruolo dal bando pubblico predisposto a suo tempo non dal CdA di Tsm, ma direttamente dalla Provincia, ed infine coerenti alla messa a disposizione della Provincia della sua dipendente che ha vinto il bando, con incarico specifico per l’esercizio della direzione generale e non una semplice direzione operativa.

 

Il conferimento di procure non significa affatto che io, come Ad, abbia rinunciato ai miei di compiti, godendomi magari un immeritato compenso, come potrebbe apparire dalla lettura della vicenda. Ad una più attenta ed obiettiva lettura di tutte le deleghe assegnatemi, risulta in modo chiaro che non solo ne ho altre importanti non oggetto di procure. Soprattutto mantengo la responsabilità – fra le altre - della “supervisione sull'assetto organizzativo e amministrativo”. Ciò si traduce – fra i miei diversi compiti - nel controllo e la vigilanza sull'operato della direzione generale (nonché di quella amministrativa). Per quanto riguarda invece i piani annuali e pluriennali per lo sviluppo, le strategie e gli assetti aziendali da sottoporre al CdA, da un anno a questa parte le relative deleghe sono condivise con la presidenza, per decisione dei soci pubblici ovviamente. Ma questo è un altro capitolo.

 

Sperando di aver così chiarito la vicenda, posso solo aggiungere che sono un manager d’azienda che ha lavorato a lungo sia nel pubblico che nel privato: anche nelle società pubbliche ho concorso in maniera determinante ad importanti risultati concreti e misurabili, sia a Riva del Garda nelle società Lido, che in Tsm. E mi sono sempre guadagnato onestamente i compensi percepiti, assumendomi per intero le responsabilità derivanti dal ruolo e dalle deleghe assegnatemi.

 

Delio Picciani

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