"Marcata politicizzazione", l'Università di Trento si sospende dagli organi di gestione di Tsm. Fratelli d'Italia piglia tutto, la lettera del rettore: "Gravi criticità"
I problemi all'interno di Tsm sarebbero nati circa un anno fa quando, grazie ad un accordo politico, Fratelli d'Italia e in primis l'assessora Francesca Gerosa, hanno voluto alla presidenza dell'ente una persona di partito, Francesco Barone, facendo capire, inoltre, di volere anche deleghe e poteri maggiori rispetto a quelli avuti dal predecessore

TRENTO. Lo scontro ai vertici della Tsm, la scuola di alta formazione trentina, ha spinto l’Università di Trento a sospendere la propria partecipazione agli organi direttivi dell’ente.
Una decisione senza precedenti, motivata dalla “marcata politicizzazione” della scuola di alta formazione e dalla totale esclusione dell’Università dalle dinamiche decisionali.
Al centro ci sarebbe un problema di deleghe condivise, di braccio di ferro tra il presidente Francesco Barone, uomo di fiducia dell’assessora Gerosa, e l’amministratore delegato Delio Picciani, per molti vicino all’assessore Failoni.
La Trentino School of Management è la Scuola di alta formazione costituita da Provincia autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/ Südtirol e l'Università di Trento che si occupa della progettazione e gestione di progetti formativi.
Le criticità che sono emerse negli ultimi mesi hanno portato il rettore dell'Università di Trento, Flavio Deflorian ad inviare una lettera nella quale prende atto che “le difficoltà in Tsm appaiono riconducibili a dinamiche prevalentemente politiche”. La questione, spiega sempre il rettore, verrà portata all’attenzione del Senato Accademico nel mese di settembre, così da avviare una riflessione approfondita sull’opportunità per l’Università di Trento di mantenere il proprio coinvolgimento in un ente, viene riportato nelle lettera “che sembra orientato più da logiche politiche che da criteri di competenza”.
I problemi all'interno di Tsm sarebbero nati circa un anno fa quando, grazie ad un accordo politico, Fratelli d'Italia e in primis l'assessora Francesca Gerosa, hanno voluto alla presidenza dell'ente una persona di partito, Francesco Barone, facendo capire, inoltre, di chiedere anche deleghe e poteri maggiori rispetto a quelli avuti dal predecessore.
Da qui il nodo della questione perché le deleghe strategiche dell'ente sono state condivide tra i due vertici, Barone e Picciani, senza però che tra i due si trovasse in qualche modo un'intesa per una gestione comune della situazione.
Un momento particolarmente critico, ha spiegato nella lettera l'Università di Trento, si è verificato durante il Consiglio di amministrazione del 28 luglio scorso. “In quell’occasione – viene spiegato - il punto all’ordine del giorno relativo alla definizione chiara delle deleghe che però è stata rinviata”.
A settembre la questione, quindi, finirà in Senato Accademico. Intanto bisognerà capire come evolverà los contro politico. La crisi di governance rischia di mettere in discussione non solo gli equilibri interni della Tsm, ma potrebbe avere conseguenze anche su un settore, quello dell’alta formazione, che dovrebbe restare quanto più possibile al riparo dalle tensioni politiche.












