"E' una questione più politica che turistica", le Apt tra ipotesi fusione e cambi dei Comuni: "Ma serve attenzione perché il sistema così funziona"
Il presidente dell'Apt val Sole e del Consorzio delle Aziende per il turismo del Trentino, Luciano Rizzi: "Le scelte e le valutazioni sono legittime ma si deve però prestare attenzione a non esasperare queste situazioni: fusioni e cambi richiedono un'attenta analisi per non correre il rischio di restare delusi dai risultati delle scelte"

TRENTO. "E' una questione politica più che turistica". Queste le parole di Luciano Rizzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Sole e numero uno del Consorzio delle Aziende per il turismo del Trentino, nel commentare quella che sembra una nuova fase di ridisegnamento dei confini degli enti di promozione dei vari territori. "Le scelte e le valutazioni sono legittime ma si deve però prestare attenzione a non esasperare queste situazioni e si potrebbe operare una verifica dello stato dell'arte, anche per non assistere a spostamenti diluiti nel tempo".
Dopo la riforma di settore nel 2020 a firma dell'assessore Roberto Failoni ci sono stati alcuni spostamenti post legge. Recentemente il Comune di Mori si è espresso per trasferirsi all'Apt Garda Dolomiti con ingresso ufficiale a inizio anno (Qui articolo). Sembra congelata la questione di Brentonico. Ci si muove sull'Alpe Cimbra con Lavarone che vuole approfondire la possibilità di arrivare a una fusione con la Valsugana, un'uscita che ha creato un certo nervosismo con Folgaria (Qui articolo).
Il settore funziona, i risultati ci sono, questa la premessa. I confini delle Apt d'ambito sono un po' un "problema" interno che tocca in via marginale i residenti (le Comunità di valle e relativi servizi non subiscono variazioni) e per nulla i turisti che difficilmente percepiscono i confini di un ente di promozione.
Il meccanismo di poter cambiare Apt è contenuto nella legge provinciale (si ragiona per Comune catastale) e ci sono (pochi) vincoli. Innanzitutto il territorio deve essere limitrofo, gli operatori si confrontano e ufficializzano la richiesta di cambiare Apt di riferimento. Tecnicamente poi il Comune delibera la volontà di voler passare a un'altra Azienda per il turismo e invia una lettera formale alla Provincia.
La Giunta provinciale valuta il da farsi e si pronuncia a sua volta. E' un atto sostanzialmente amministrativo e in piazza Dante ci si potrebbe anche opporre ma un "No" va motivato e un'amministrazione comunale a fronte di un diniego potrebbe presentare ricorso. Difficile quindi che non ci sia luce verde e fondamentale diventano le valutazioni ponderate più o meno informalmente a livello territoriale.
Da un assetto a 14 Apt (più la nascente Ledro) si è scesi a 12 unità con due enti che sono rimasti in piedi con deroga: val di Non e Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo. Un quadro comunque molto vario, anche per estensione dell'ambito.
"Un'azienda per poter essere concorrenziale deve avere necessariamente alcune caratteristiche legate ai posti letto e al tessuto imprenditoriale che possono garantire solidità generale", prosegue il presidente dell'Azienda per il turismo val di Sole e presidente del Consorzio delle Aziende per il turismo. "Oggi è obbligatorio presentare un bilancio autofinanziato con risorse private per il 51% e poi può intervenire il pubblico. Non è banale, soprattutto se un territorio è più piccolo oppure c'è una turisticità dimensionata rispetto a qualche altra zona. Credo però che fusioni e cambi richiedano attente analisi per non correre il rischio di restare delusi dai risultati delle scelte".
Il piccolo è bello ma non sempre per struttura può consentire determinati passi per raggiungere facilmente nuovi mercati, posizionare un prodotto e sviluppare progetti più tranquillamente, un po' il discorso che emerge a Lavarone nel voler unire l'Alpe Cimbra (con la Vigolana) alla Valsugana (con la valle dei Mocheni). "I casi bilanci più sofferenti non sono colpa di un'Apt ma delle caratteristiche più generali di un'area. Gli introiti della tassa di soggiorno, per esempio, sono fondamentali e associati al volume che registrato sul territorio, poi c'è un sistema perequativo per supportare le Aziende più piccole".
Circa 1 milione e mezzo di "solidarietà". "Ora è una consuetudine ma forse si potrebbe normare questo aspetto in maniera definitiva per dare maggiore serenità ai territorio". Incaricate per gli aspetti di informazione e promozione, le Apt sono state formalmente privatizzate a cavallo degli anni 2000 per una maggiore operatività e un miglior raccordo con gli imprenditori. In questo contesto hanno acquisito le licenze di agenzie viaggi per la commercializzazione diretta ma con fortune alterne perché d'altra parte gli asset restano di terze parti (skipass, posti letto e così via). Oggi è in corso un'ulteriore evoluzione: eventi, esperienze e prodotto.
"I cambiamenti in atto portano al rafforzamento dei servizi per alzare la qualità", evidenzia Rizzi. "Un compito dell'Apt è quello di far sentire l'imprenditore sicuro e tranquillo nell'investire nelle strutture, così come abbassare la quota di intermediato per migliorare la redditività generale".
Il ragionamento è sui singoli Comuni e 12 Apt mentre nel futuro più o meno prossimo potrebbero restare quattro grandissimi enti? Cioè le Agenzie per il territorio (oggi corpi intermedi tra Trentino Marketing e Aziende per il turismo). "Un sistema che assomiglierebbe a quello in Alto Adige e che ha portato alla creazione di 72 Consorzi territoriali. Credo che la formula del Trentino sia più stabile e più aderente al nostro territorio, un sistema che ci viene invidiato in tutta Italia, come è emerso al convegno all’interno dell'ultima Bitm a Trento. Ci possono essere correttivi e altri interventi ma questo assetto è probabilmente quello più consono in generale", conclude Rizzi.












