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Dagli ''amici'' piazzati nei Cda a Kaswalder che non molla la poltrona, dagli spot boomerang a Report: Fugatti dove sta portando il Trentino?

L'ultima settimana è stata molto difficile per la Giunta e l'immagine che sta uscendo del Trentino in questi giorni è molto lontana da quella di qualche anno fa. Si è arrivati a strumentalizzare mediaticamente la riapertura dell'unica scuola che si è adeguata da subito alle linee guida con delle dirette Facebook coordinate su tutti i profili della maggioranza e si è conclusa martedì quando è arrivato l'assessore all'istruzione e cultura Bisesti che ha definito Andrangheta la 'ndrangheta nel suo comunicato

Di Luca Pianesi - 11 giugno 2020 - 06:05

TRENTO. Dove sta finendo il Trentino? Dove lo sta portando la Giunta del cambiamento? Negli ultimi giorni è successo di tutto con ogni settore svilito da errori clamorosi e scelte ai limiti del ludibrio.  

 

Dal punto di vista istituzionale abbiamo assistito a nomine talmente smaccate di ''amici'' e ''collaboratori politici'' degli stessi membri della maggioranza provinciale nei consigli di amministrazione di alcune società strumentali della Provincia da non trovare precedenti nella storia della Pat (con tanto di richiesta al presidente Kaswalder di annullarle perché sarebbero state fatte senza rispettare la normativa vigente QUI ARTICOLO). E ora stiamo assistendo alla vicenda di un presidente del consiglio provinciale, Walter Kaswalder, che nonostante la sentenza del tribunale di Trento, che ha annullato il licenziamento di Walter Pruner dal ruolo di suo segretario particolare (i rapporti tra i due si erano incrinati perché Pruner si era 'macchiato' di lesa maestà andando, da osservatore, a un congresso del Patt), non riesce a lasciare la poltrona preferendo esporre la presidenza (e quindi i cittadini visto che si parla di risorse pubbliche) a un danno patrimoniale e a un crollo della credibilità istituzionale della carica più importante, perché super partes, della nostra amministrazione.

 

Poi c'è il disastro sulla comunicazione turistica con l'assessore competente Failoni che non solo non sa quello che succede ma condivide sui suoi social anche gli ''epic fail'' compiuti da Trentino Marketing facendo la pubblicità di una pubblicità che poi si rivelerà un boomerang perché non raffigurante i laghi del Trentino ma immagini scattate in Serbia e comprate in rete.

 

 

Peggio ha saputo fare solo l'Apt della Valsugana che pur usando immagini vere, è riuscita ad accompagnarle, in uno spot voluto dal Comune e quindi anche qui, evidentemente, pagato dai cittadini, una serie di frasi assurde (''tenetevi la vostra Smart, la vostra Settimana della Moda, il vostro aperitivo e il vostro 5G'') e ai limiti dell'offensivo tanto da conquistare la ribalta nazionale (da Repubblica alla Stampa al Fatto Quotidiano) in quanto spot completamente sbagliato e controproducente (con tanto di replica dei milanesi ''Valsugana va a ciapà i ratt'').

 

E mentre a livello promozionale il Trentino sbagliava, così, la sua comunicazione, a livello politico-mediatico arrivava lo ''tsunami'' Report che metteva a nudo alcune (poche, in realtà, rispetto a quella documentate in questi mesi e che ormai tutti conosciamo) delle criticità emerse durante la pandemia con la gestione Fugatti che, di fatto, ha portato il Trentino ad essere il territorio più colpito in termini di contagi per abitante d'Italia e con il doppio dei morti rispetto al ''gemello'' Alto Adige. Un servizio che più che entrare nel dettaglio della vicenda ha mostrato a tutta Italia come l'assessora che gestisce la salute pubblica in Trentino, Stefania Segnana, fatichi anche solo ad accettare un'intervista.

 

Pochi minuti sulla televisione nazionale che hanno scatenato molte reazioni politiche. Tra queste anche quella della capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio che con un comunicato stampa se l'è presa con chi ha denunciato il problema (i giornalisti cattivi e Degasperi che ha partecipato alla trasmissione) e non con chi lo ha creato il problema aggiungendo considerazioni di questo tipo: ''L’Oms quasi con cadenza giornaliera propone una teoria diversa dall’altra in merito al Covid-19. L’ultima riguarda il parere secondo cui gli asintomatici non sono portatori del virus, ergo non si capisce come mai sia stato effettuato un lockdown così rigido con danni catastrofici per l’economia''. E ancora come 'replica' al servizio di Report: ''Sui contagi non mi sto molto a dilungare. Basti pensare che in territori turistici come Folgaria sono stati bassi e altre situazioni sono nate a causa di soggetti che conducendo una normale vita hanno ahimè infettato spesso manco sapendo di avere il Covid-19''.

 

E per il disastro nelle Rsa? Questa la posizione di Dalzocchio: ''Vi sono persone che hanno perso i loro cari a causa di un contagio che è potuto arrivare in qualsiasi modo così come vi sono tanti famigliari che in questo momento non possono ancora rivedere i propri cari per via di protocolli che giustamente cercano di bloccare il contagio. Si muore anche di altre cause nelle RSA e non solo di Covid-19: a tutti quei famigliari la nostra vicinanza perché sappiamo che il loro dolore troppo spesso viene ignorato dai giornali, ma da parte nostra no''. Frasi che si commentano da sole ma che servono a rispondere alle prime due domande dell'articolo.

 

Quel che conta, infatti, è la propaganda e Fugatti lunedì si è profuso in una diretta quasi imbarazzante (criticatissima anche dai sindacati oltre che dalle opposizioni) con Mattino Cinque. Si voleva mostrare la ''riapertura delle scuole in Trentino'' e lo si è fatto nell'unica scuola, quella materna di Novaledo, che aveva accettato di riaprire nei tempi e alle condizioni poste dalla Giunta. Una vicenda, quella delle riaperture, che è stata in realtà l'ennesimo flop per la Giunta provinciale con proclami pubblici in diretta Facebook, partiti il 26 maggio, annunci urbi et orbi, linee guida arrivate solo il 3 giugno e con nemmeno la metà delle famiglie che ha dato il suo ok ad iscrivere i propri figli per queste cinque settimane scarse di apertura di nidi e materne. E mentre il mondo dei servizi all'infanzia veniva trattato alla stregua di un ''parcheggio per bambini'' Fugatti cercava di trasmettere la sua immagine a ''reti'' unificate grazie a una maggioranza trasformata, ormai, in un megafono come mostra la diretta lanciata su tutti i profili di chi guida la Pat in quel giorno: una strumentalizzazione a fini politici in piena regola.

 

 

 

Nota finale, anche qui utile a dare una risposta alle domande di inizio articolo: ieri è stata la giornata della maxi operazione contro la 'ndrangheta con venti arresti e la conferma di un radicamento delle 'ndrine anche in regione. Il segretario della Lega Mirko Bisesti ha voluto esprimere il suo plauso alle forze dell'ordine e lo ha fatto, da assessore all'istruzione e alla cultura provinciale, coniando un nuovo termine: L'Andrangheta, con tanto di lettera maiuscola.  

 

 

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