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Coronavirus, dal Governo Conte più risorse del previsto per sostenere l'economia. Slitta il referendum sui parlamentari

Dopo il consiglio dei ministri (GUARDA IL VIDEO) è stato deciso che le risorse per famiglie, lavoro e sanità ammonteranno a 7,5 miliardi di euro. Il ministro Gualtieri ha fatto il punto sui provvedimenti e come verranno trovati i fondi

Pubblicato il - 05 marzo 2020 - 17:15

ROMA. Mentre è stato annullato il referendum sul taglio dei parlamentari, come qualsiasi altro evento a ''breve termine'' (era fissato per il 29 marzo e slitta a data da destinarsi) il Governo si prepara a mettere in campo molte più risorse del previsto (si parlava di 3,6 miliardi) per sostenere l'economia già oggi in grandissima difficoltà per l'emergenza coronavirus e la chiusura, di fatto, di buona parte del Paese tra scuole, eventi, manifestazioni pubbliche, aziende, sport

 

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato “uno stanziamento da 7,5 miliardi di euro per famiglie e imprese”, che otterremmo chiedendo all’Unione europea uno sforamento del deficit di 6,3 miliardi (circa lo 0,35% del Pil). I 7,5 miliardi finanzieranno un nuovo decreto con un pacchetto di misure a sostegno dell'economia. Quali? Le ha elencate il ministro Roberto Gualtieri: rafforzare le strutture sanitarie, gli ammortizzatori sociali, sostenere le imprese. Nello specifico ci saranno anche "misure per sostenere una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario".

 

E' quindi stato ribadito dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro che la chiusura delle ''scuole è un sacrificio necessario” e che fino al 3 aprile saranno annullati qualsiasi evento o manifestazione, comprese quelle sportive che si potranno tenere solo a porte chiuse. Il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, ha aggiunto che non è da escludere una nuova valutazione “sulla durata necessaria della sospensione dell’attività scolastica. Quanto deciso - ha detto - in Consiglio dei ministri non differisce dalle considerazioni espresse dal Comitato tecnico scientifico“.

 

 

Per quanto riguarda il referendum ''la legge ci consente di fissare la nuova data entro il 23 marzo 2020 - ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà - in una domenica compresa tra il 50esimo ed il 70esimo giorno successivo all’indizione”.

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