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Cortocircuito nel centrodestra che a Trento grida ''comunisti'' e in Emilia, con Salvini, cerca i voti degli ex Pci. Intanto molti gli attestati di stima per Ianeselli sindaco

Dall'ex 5Stelle Maschio che commenta ''complimenti'' all'ex candidato di Forza Italia Pergher (che scrive ''Io provengo da quel centro destra che in quest'anno ha dimostrato di essere il nulla in provincia .. Sono con te!'') tanti i messaggi per l'ormai segretario uscente della Cgil candidato dal Patt a primo cittadino. Importante il post di Cavazzani dell'Upt mentre a destra si torna a usare categorie da Peppone e Don Camillo

Di Luca Pianesi - 12 gennaio 2020 - 17:07

TRENTO. Ci sono i ''complimenti'' dell'ex 5Stelle Andrea Maschio (tra i fondatori di Onda Civica per il Trentino QUI ARTICOLO che nei prossimi giorni deciderà come muoversi in chiave amministrative), ci sono le condivisioni di molti rappresentanti del Pd (dal consigliere provinciale Tonini a quella comunale Bozzarelli) e poi c'è l'entusiasmo di Lucia Coppola che commenta ''forza Franco io ci sono per sostenerti e pure i Verdi Trentini. Insieme possiamo fare un ottimo lavoro''. E poi c'è l'importante post di Andrea Cavazzani coordinatore cittadino dell'Upt che a chi, soprattutto nel suo partito, ha dimostrato di avere qualche perplessità spiega che ''vi consiglio di incontrarlo, stringergli la mano ed ascoltarlo. Vi basterà poco per capire che lui è la persona giusta per Trento. Hai tutto il mio sostegno Franco''. 

 

Insomma il consenso per Franco Ianeselli, proposto dal Partito autonomista trentino tirolese come candidato sindaco, è sempre più unanime e sta strappando sempre più consensi dai moderati di centro, ai partiti di centrosinistra e anche ai nuovi movimenti (tra questi c'è per esempio Azione per Calenda e la candidatura del, da domani, ex segretario della Cgil piace anche a molti ai giovani che in lui vedono una ventata di freschezza e a chi gravita nella galassia delle sardine). E ci sono anche chi, come Roberto Pergher, un anno e mezzo fa era candidato con la coalizione leghista con Forza Italia alle elezioni provinciali ma oggi ammette: ''Io provengo da quel centro destra che in quest'anno ha dimostrato di essere il nulla in provincia .. Sono con te!''. 

 

Il post di Ianeselli lancia ''tre parole per iniziare questa campagna. Ascolto -scrive -: dobbiamo ascoltare ogni persona, comprenderne le ragioni, trovare assieme le risposte. Umiltà: nessuno ha la verità in tasca, ogni punto di vista va rispettato. Coraggio: perché chi ama davvero la comunità, ama anche la concretezza e sa assumersi la responsabilità delle scelte difficili''. E poi aggiunge: ''Vedo che i capi della destra hanno reagito alla nostra straordinaria prova di unità dicendo che con me arriveranno i Cosacchi ad abbeverarsi alla fontana del Nettuno. No non sto scherzando, lo dicono davvero. Ragazzi vi do un'informazione: siamo nel 2020 e non nel 1918. Gli unici ad avere rapporti strani e torbidi con i russi siete voi''. 

 

La stoccata, ovviamente, è per la Lega e le inchieste aperte sui fondi russi per il partito di Salvini e l'incontro al Metropol con protagonista Savoini (QUI GLI AGGIORNAMENTI DI QUESTI GIORNI) e allo stesso tempo a chi agita lo spettro del ''comunismo'' per denigrare la candidatura dello stesso Ianeselli. C'è, per esempio, l'assessore regionale Claudio Cia che scrive: ''Il Patt torna con il PD e come candidato sindaco per la città di Trento sostiene un comunista, il segretario della Cgil, sindacato della sinistra, Ianeselli voi cosa ne pensate?''. Un pensiero praticamente fotocopia di quello di Devid Moranduzzo il consigliere provinciale leghista che due giorni fa scriveva: ''Il Partito Autonomista Trentino sposa la linea "comunista" e trova l'accordo per il sindacalista della Cgil Franco Ianeselli!''.

 

E poi c'è il militante doc della Lega Daniele Demattè che in un post ricorda come Trento non sarà mai la Brescello di Peppone

 

 

Un post del 10 gennaio che, però, ironia della sorte finisce per sembrare in aperta opposizione con quello quello del leader maximo della destra sovranista italiana, Matteo Salvini che proprio oggi, a caccia di voti in Emilia Romagna, ha salutato tutti da Brescello ''perla della Bassa'', ha aggiunto che oggi ''Peppone voterebbe Lega'' e che i ''vecchi comunisti'' voteranno per lui. Insomma il cortocircuito è totale: a Trento la Lega agita lo spettro del comunismo nel tentativo di compattare il centrodestra e addirittura usa Brescello e Peppone come spauracchio, mentre in Emilia la stessa Lega (con il Capitano che, tra l'altro, non ha mai nascosto di aver militato nei giovani comunisti padani) cerca i voti proprio degli storici ex comunisti e dice che quella Brescello e quel Peppone sarebbero dei loro. E' la politica del cambiamento: a seconda della convenienza cambia il senso ma le parole restano le stesse, vecchie, vecchissime, superate da decenni. Con buona pace di Giovannino Guareschi.

 

 

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