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Costa a Fugatti: “Usi il buon senso e liberi gli orsi”. Il ministro pronto ad appoggiare (anche facendosene carico) nuove azioni legali

Il ministro all’ambiente Sergio Costa è intervenuto durante il meeting organizzato dall’Oipa di Ornella Dorigatti complimentandosi con l’attivista “punto di riferimento per la sua passione e determinazione”. Poi ha rivolto un appello a Fugatti: “Liberi gli orsi rinchiusi al Casteller, con il radiocollare possono essere monitorati”

Di Tiziano Grottolo - 10 ottobre 2020 - 20:44

TRENTO. Continuano a far discutere i tre orsi, M49, M57 e Dj3, rinchiusi nella struttura del Casteller. Plantigradi che sono stati al centro del meeting online organizzato dall’Oipa di Trento e coordinato da Ornella Dorigatti, delegata trentina dell’associazione. All’incontro ha partecipato (con un video) anche il ministro all’ambiente Sergio Costa.

 

Gli orsi sono un tema che mi sta particolarmente a cuore”, ha affermato Costa che poi ha sottolineato i passi in avanti fatti in sede giurisdizionale: “Ma non cantiamo vittoria – ha esortato – perché la battaglia è ancora lunga e c’è molto da fare”. Il ministro ha voluto ringraziare Dorigatti “un punto di riferimento per la sua passione, per la sua costanza e determinazione”.

 

È stato lo stesso Costa a far sapere di aver telefonato alla delegata Oipa mentre quest’ultima era impegnata nello sciopero della fame per la tutela degli orsi: Abbiamo scambiato qualche battuta proprio su quella che è la procedura legislativa e ahimè procedura di legge che riconosce una competenza limitata al ministro dell’ambiente, mentre attribuisce molti poteri a una Provincia autonoma come quella di Trento”.

 

Il ministro ha comunque ribadito la sua volontà a insistere in quella che è stata definita opera di moral suasion” per affiancare qualsiasi attività delle associazioni in sede giurisdizionale e se necessario a farsene carico lui stesso. Infine Costa ha voluto rivolgere un appello al presidente della Pat Maurizio Fugatti: “Lei può, liberi gli orsi detenuti al Casteller, facciamo prevalere il buon senso. Se monitorati con radiocollare e dal corpo forestale i plantigradi non rappresentano una fonte di rischio e al contempo possono essere tutelate sia la sicurezza degli allevatori che dei cittadini. Mi affido anche a voi dell’Oipa – ha concluso il ministro – per portare avanti questa battaglia di civiltà”.

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