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Degasperi: “All’ospedale di Rovereto mancano le mascherine per gli addetti alla mensa, situazione paradossale”

Il consigliere accusa: “La gestione di questa emergenza biologica da parte di Apss è stata finora tutt'altro che esente da censure, mi risulta che nella mensa dell'ospedale di Rovereto l’unica misura presa per evitare il diffondersi del contagio sia stata la riduzione dei posti disponibili e l'allontanamento tra di loro dei tavoli rettangolari”

Di Tiziano Grottolo - 17 marzo 2020 - 13:04

TRENTO. “La gestione di questa emergenza biologica da parte di Apss è stata finora tutt'altro che esente da censure”, esordisce così il consigliere provinciale Filippo Degasperi. “Il numero di dipendenti sanitari infettati dal virus sta aumentando tra i medici, gli infermieri, e gli oss – rileva il consigliere che poi aggiunge – in tutti gli ospedali del Trentino si sta scatenando la gravissima preoccupazione per questi contagi tra il personale sanitario proprio a causa della scarsità dei Dispositivi Individuali di Protezione”.

 

Secondo Degasperi scarseggerebbero sia le mascherine del tipo Ffp2 e sarebbero praticamente assenti le tute isolanti “anche nelle Terapie Intensive”, sottolinea. Fra i problemi ci sarebbe quello riscontrato nella mensa dell'ospedale di Rovereto dove, l’unica misura presa per evitare il diffondersi del contagio, sarebbe stata la riduzione dei posti disponibili e l'allontanamento tra di loro dei tavoli rettangolari, con il posizionamento di due sedie per tavolo, una per ciascun posto a capotavola.

 

“Al personale che gestisce la mensa – accusa Degasperi – ovvero a chi prepara il cibo in cucina e a quello che lo somministra nei piatti agli avventori-dipendenti non sono stati mai dati i Dispositivi di Protezione Individuale di nessun genere”. Questo a differenza della imposizione fatta a tutti i dipendenti sanitari e nonostante siano stati gli stessi dipendenti della mensa, attraverso i sindacati, avesse chiesto di poter avere i Dpi necessari, cioè almeno guanti e mascherine.

 

“Questa paradossale situazione – afferma il consigliere – comporta un gravissimo rischio di diffusione del contagio visto che la mensa e il personale che vi lavora e gestisce il servizio è, di fatto, privo di qualunque protezione anche se maneggia e distribuisce cibo per centinaia di persone ogni giorno. Di questo passo – continua – la mensa del secondo ospedale più importante della provincia potrebbe trasformarsi, a brevissimo, in un focolaio di Covid-19 con gravissimi danni per il personale sanitario che, quotidianamente, vi accede per rifocillarsi durante la giornata lavorativa”. Alla luce di queste considerazioni Degasperi ha presentato un’interrogazione per cercare di fare piena luce sulla situazione, ma soprattutto per sapere se saranno presi dei provvedimenti.

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