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Coronavirus, Degasperi: “Sospendere le attività ambulatoriali per salvaguardare il personale medico e sanitario”

Il consigliere: “Mi risulta che dal personale sanitario siano arrivate lamentate per l’assenza di Dispositivi di Protezione Individuale, ma soprattutto non verrebbero rispettate le normative su distanze di sicurezza e affollamento delle sale d'attesa”. Nel frattempo Bolzano si è già attivata per sospendere le visite mediche non urgenti

Di Tiziano Grottolo - 11 marzo 2020 - 11:58

TRENTO. “Sospendere le attività ambulatoriali per salvaguardare il personale medico e sanitario” a chiederlo è il consigliere provinciale Filippo Degasperi che ha recentemente presentato un’interrogazione per far luce sulla questione e chiedere alla giunta di attivarsi. “Provincia e Apss non hanno ancora sospeso le attività elettive degli ospedali trentini – afferma – molti pazienti che richiedono semplici visite o trattamenti non urgenti continuano ad affluire copiosi presso le strutture sanitarie mettendo a rischio sé stessi e il personale presente. Questo atteggiamento – punta il dito Degasperi – denota una evidente sottovalutazione delle potenziali conseguenze”.

 

La situazione è nota: il pericolo di contagio da coronavirus esiste e riguarda soprattutto il personale degli ospedali, infatti ci sono già stati dei casi in cui è stato necessario mandare in quarantena alcuni infermieri e dottori per il fatto di essere entrati in contatto con pazienti positivi al Covid-19, inoltre sono stati segnalati i primi due casi di positività che fanno riferimento direttamente al personale sanitario trentino.

 

Per far fronte all’emergenza la Pat ha emanato una serie di ordinanze, fra queste si legge che: “Occorre monitorare e modulare l’accesso con attenzione alla concentrazione delle persone in spazi limitati assicurando la distanza interpersonale di almeno un metro, la necessaria areazione degli ambienti ogni 45 minuti prediligendo ove possibile le attività all’aperto e aumentando gli interventi di sanificazione”.

 

Non sempre però tutto è andato per il verso giusto: “La gestione dei casi finora risultati positivi al coronavirus da parte di Apss non è risulta affatto esente da censure – sottolinea Degasperi che poi aggiunge – non sempre è stata salvaguardata la sicurezza dei lavoratori venuti in contatto con le persone infette”. Secondo quanto riferito dal consigliere tanto le organizzazioni sindacali quanto medici, infermieri e personale sanitario hanno esternato le loro preoccupazioni.

 

“Mi risulta – continua Degasperi – che diverse unità operative dell’Ospedale di Rovereto si siano lamentate con i propri referenti sindacali per l’assenza di Dispositivi di Protezione Individuale. Tali dispositivi non sarebbero stati consegnati a ciascun dipendente e, soprattutto, vi sarebbe la mancanza del rispetto delle normative previste dalle Linee Guida emanate dalla Provincia”. I problemi maggiori sarebbero stati riscontrati per via della mancata osservanza della distanza minima di un metro da tenere fra le persone nelle sale di attesa e per l’affluenza agli ambulatori per esterni da parte di persone per eseguire indagini non urgenti né indifferibili quali visite elettive, elettrocardiogrammi, ecocardiogrammi e visite specialistiche.

 

Come fa notare il consigliere “in tantissimi ospedali sia del nord – Bolzano, Verona, Brescia, Torino – che del centro – Avellino, Roma – che del sud Italia sono state già decise le chiusure degli ambulatori per esterni, salvaguardando solo le richieste formulate con carattere di urgenza, appositamente vagliate dai rispettivi Direttori di reparto”.

 

Per questo Degasperi ha deposito un’interrogazione, un modo per sollecitare una presa di posizione forte da parte della Giunta, “l’Assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia e il Direttore Generale dell’Apss sono al corrente della situazione?”. Ma soprattutto, suggerisce, “se non sia il caso di disporre la chiusura prudenziale, come fatto in altri ambiti, di tutte le attività elettive senza carattere di urgenza, in tutti gli ambulatori degli Ospedali del Trentino”.

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