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Coronavirus, a Borgo Valsugana attività chirurgica sospesa e personale spostato. Zeni: "Il potenziamento degli ospedale di valle? Solo uno slogan"

Il consigliere dem Luca Zeni ha depositato un'interrogazione dopo l'annuncio da parte di Apss della sospensione dell'attività chirurgica programmata a Borgo Valsugana e del conseguente spostamento di personale. "Non c'è programmazione. Il potenziamento degli ospedali di valle promesso dalla giunta? Solo uno slogan"

Di Davide Leveghi - 18 marzo 2021 - 16:46

BORGO VALSUGANA. “Venerdì scorso è arrivata una lettera inattesa, in cui si diceva che del personale dell'ospedale di Borgo Valsugana sarebbe stato spostato a Trento e di conseguenza si sarebbe sospesa l'attività chirurgica. Nessuna data di scadenza è stata fissata e anche in altre strutture si attendono misure analoghe”. Racconta un quadro difficile, il consigliere provinciale Luca Zeni.

 

Secondo l'ex assessore alla Salute, la gestione della pandemia da parte della giunta sconta una carenza di progettualità che si ripercuote sul sistema sanitario e la rete ospedaliera trentina. E così, mentre il quadro epidemiologico si evolve continuamente, alcuni servizi vengono meno, lasciando la cittadinanza in difficoltà, tra operazioni programmate saltate e visite posticipate a oltranza.

 

“Se nella prima fase il sistema sanitario trentino ha dimostrato capacità di adattarsi, arrivata la seconda ondata ci si sarebbe aspettati una gestione in grado di affrontare sia la pandemia che le altre patologie – continua – invece, passati i mesi estivi, il sistema non si è reso più flessibile e ci si è trovati ad agire di rincorsa”.

 

Ma, in dettaglio, cosa sta accadendo nel centro della Bassa Valsugana? “Con una recente nota del Servizio ospedaliero provinciale dell'Apss – si legge nel testo dell'interrogazione di Zeni - si stabilisce la sospensione temporanea dell'attività chirurgica in quel nosocomio, affermando che 'l'andamento della pandemia nella nostra Provincia in questo momento richiede di implementare la disponibilità di posti letto per pazienti Covid nelle terapie intensive. Si ritiene più proficuo che tale maggiore disponibilità sia concentrata negli ospedali di Trento e Rovereto (…). Per garantire la turnistica è necessario che il personale del Blocco operatorio di Borgo Valsugana possa essere dedicato all’attività di terapia intensiva a Trento. Pertanto a far data da venerdì 12 marzo, l'attività chirurgica presso l'ospedale di Borgo Valsugana viene sospesa, parte del personale viene inserito nella turnistica dell'ospedale di Trento secondo quanto definito con le posizioni organizzative delle professioni sanitarie e, conseguentemente le urgenze chirurgiche dovranno essere indirizzate presso l'ospedale di Trento”.

 

Tale decisione, definita da Zeni “imprevista e silenziosa”, finisce dunque per togliere un servizio all'intera vallata. “Ciò significa, in pratica – continua il testo dell'interrogazione – la 'chiusura' dell'ospedale di Borgo Valsugana con tutto quello che questa scelta comporta per l'utenza ospedaliera dell'intera vallata in termini di disagio, ma soprattutto di consistenti problemi organizzativi legati soprattutto al settore chirurgico, con il rinvio 'sine die' degli interventi e con un complessivo danno a pazienti ed ammalati, da tempo in attesa di essere operati”.

 

“Da mesi c'è una discussione che si trascina e che riguarda l'adeguamento alla pandemia di sistemi sanitari che sono stati pensati per l'evoluzione dei bisogni delle persone non in pandemia – spiega il consigliere – e se nella prima fase c'è stato, nella seconda si è finito invece per assistere ad un rallentamento di tutti i servizi. E dire che pochi giorni fa è stata approvata una risoluzione che impegna la giunta a garantire almeno gli interventi maggiori, soprattutto nel settore oncologico”.

 

Tra le scelte della giunta messe in discussione da parte del consigliere Luca Zeni c'è anche quella di non istituire un ospedale “Covid free”. “Non è chiaro perché non si sia voluto garantire la gestione delle altre patologie istituendo tra i principali ospedali una struttura Covid free – spiega il consigliere dem – non si è voluto fare, ma allo stesso tempo non c'è stata alcuna programmazione. E così arriviamo a situazioni come quella di Borgo Valsugana, in cui si generano confusione e sconforto anche tra i lavoratori. L'impressione che si ha è infatti quella che pur sapendo dell'aumento delle ospedalizzazioni, la giunta sia finita a rincorrere, procedendo con soluzioni tampone”.

 

Ma perché non si è scelto di istituire un ospedale Covid free? “Avrebbe comportato discussioni politico-territoriali – risponde Zeni – e necessitato un'assunzione di responsabilità. Se si temono le reazioni, invece, finisci per inseguire e cerchi di accontentare tutti. E così siamo arrivati in una situazione con la concentrazione di tutte le terapie intensive a Trento e Rovereto, senza che dalle altre parti venissero garantite le altre attività”.

 

A perderci non sono solo gli utenti delle valli ma tutti i cittadini trentini – conclude – l'attività chirurgica conta infatti su una rete che è provinciale. La giunta ha fatto tanti proclami sul potenziamento degli ospedali di valle, ma per ora rimane solo lo slogan”.

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