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Sanità, Zeni: ''Lascia un altro radiologo a Borgo Valsugana. Reparto a rischio chiusura? Carenza di medici sempre più forte: gli slogan non risolvono i problemi''

L'ex assessore Luca Zeni (Pd): "A fronte degli slogan sulla valorizzazione degli ospedale di valle, la carenza nella programmazione della Provincia ha portato a una crescente carenza di personale medico e questo causa grandi difficoltà al sistema sanitario del Trentino. I reparti degli ospedali di Borgo Valsugana e di Cavalese sono a rischio chiusura?"

Di Luca Andreazza - 02 April 2022 - 13:41

TRENTO. "Si è dimesso un altro radiologo a Borgo Valsugana, ora in servizio resta solo il primario". Questo il commento dell'ex assessore Luca Zeni (Partito democratico). "A fronte degli slogan sulla valorizzazione degli ospedale di valle, la carenza nella programmazione della Provincia ha portato a una crescente carenza di personale medico e questo causa grandi difficoltà al sistema sanitario del Trentino". 

 

Negli scorsi mesi l'ex assessore aveva messo in luce i vuoti in diversi primariati con professionisti impegnati a scavalco in vari ruoli, vacanze di dirigenti in attesa di espletare varie procedure. La stessa Azienda provinciale per i servizi sanitari, per varie cause, ha visto l'avvicendarsi di tre direttori generali in pochi mesi: Paolo Bordon, Pier Paolo Benetollo e Antonio Ferro (Qui articolo). A questo si aggiunge una generalizzata difficoltà nel reperire il personale a vari livelli. L'emergenza Covid non ha fatto altro che acuire una situazione di forte stress nella sanità trentina. 

 

"Il calo di attrattività del nostro sistema sanitario - evidenzia Zeni - porta a una carenza di personale sempre più marcata. E' il caso del servizio di radiologia, per esempio, agli ospedali di Cavalese di Borgo Valsugana. E' tra i servizi con la presenza di un primario molto attivo e presente, ma anche di una squadra di medici affiatata. Anche per questo negli anni scorsi la Provincia aveva scelto di investire risorse per rinnovare l’attrezzatura tecnologica, con nuovi macchinari".

 

In ballo c'è anche una riforma della sanità, inizialmente bocciata a tutti i livelli ma che piazza Dante porta comunque avanti (Qui articolo). Un piano di cui però i contorni appaiono ancora sfumati. "Il contesto attuale vede una forte competizione tra territori per attrarre medici, i quali solitamente privilegiano la prospettiva progettuale - dice il consigliere provinciale in quota Partito democratico - rispetto al mero incentivo economico: stendiamo un velo pietoso sulle offensive proposte relative a benefits come skipass e altre amenità, che hanno messo in ridicolo il nostro sistema sanitario provinciale in tutto il Paese".

 

Il sistema sanitario regge, ma ci sono molte difficoltà con molti vuoti da colmare. "Siamo in una situazione di vera difficoltà e servono interventi immediati per cambiare strada perché si rischia di far collassare il sistema” ha spiegato a Il Dolomiti il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi. Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del caso dell'Unità operativa di Ginecologia a Cles dove il direttore lascia il posto (Qui articolo). A preoccupare anche il pronto soccorso di Trento. Qui l'organico, già in sofferenza, assisterà a una ulteriore diminuzione di operatori (Qui articolo). 

 

Ora a lasciare un altro professionista, questa volta in Valsugana. "La scelta della Giunta provinciale di censurare libere opinioni del primario su temi non attinenti alla sanità ha creato utili condizioni alla sua scelta di andare fuori provincia. Operatori che lasciano perché altrove trovano migliori condizioni e i pensionamenti rischiano di impoverire il servizio di radiologia dei due ospedali, in modo tale da renderlo inservibile e impossibilitato a rispondere alle esigenze della popolazione".

 

Il primario aveva criticato le scelte della Provincia nella gestione degli orsi, con particolare riferimento alle ripetute fughe di M49 (Qui articolo). "La Giunta - ricorda Zeni - era intervenuta per richiedere provvedimenti disciplinari e di procedere con querele nei confronti del professionista. Tuto è stato archiviato in quanto rientra nella manifestazione della libertà di pensiero, in un ambito che nulla aveva a che fare con la professione di medico. Ma intanto il rapporto si è deteriorato, e il primario ha scelto di accettare una delle offerte che periodicamente gli arrivavano da parte di ospedali di altre regioni e così abbiamo perso un altro riferimento importante".

 

E da lì ci sono state ripercussioni sul reparto. "Da allora, quando su Borgo e Cavalese lavorava un’equipe di sei medici radiologi, è iniziato un velocissimo declino. Risulta - spiega Zeni - che a oggi già due medici abbiano deciso di andare a lavorare altrove, e quindi siano rimasti quattro medici in servizio, ma altri due sono in procinto di pensionamento o prepensionamento. Evidentemente non soltanto insufficienti per ottimizzare al meglio gli investimenti fatti e utilizzare i macchinari presenti, ma anche per garantire un minimo di continuità del servizio. E sappiamo che il ricorso come tampone alla libera professione, oltre a essere molto onerosa in quel contesto (le cifre possono essere intorno ai 1500 euro a turno, per 8 ore di lavoro), non garantisce progettualità e continuità del servizio".

 

Insomma, mancano tasselli importanti un po' in tutti i reparti per dare prospettiva, dare progettualità e dare riferimenti a tutti i dipendenti operativi. "Occorre quindi un lavoro equilibrato e serio, non è con gli slogan che si risolvono i problemi", conclude Zeni.

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