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La Pat querela il medico per un commento su M49 e si tiene il neodirettore che ha dato della ''babbuina'' all'ex ministra Kyenge

L'ex assessore Zeni: "Un atteggiamento grave della Provincia. Un esecutivo che agisce senza coerenza: chiede all'Apss di intervenire e poi querelano un medico per un commento su Facebook, ma promuovono un dirigente insultatore seriale proprio sui social"

Di Luca Andreazza - 06 marzo 2020 - 00:14

TRENTO. "Un atteggiamento grave della Provincia. Un esecutivo che agisce senza coerenza: querelano un medico per un commento su Facebook e promuovono un dirigente insultatore seriale proprio sui social". Così l'ex assessore Luca Zeni la decisione dell'esecutivo di chiedere all'Apss la verifica di possibili profili sanzionabili e successivamente di aver presentato una querela indirizzata ad un primario trentino per aver espresso un giudizio relativo alla cattura e seguente fuga di M49 avvenuta l'anno scorso (Qui articolo).

 

I contorni della querelle sono stati ricostruiti nella risposta fornita dall'assessore Mattia Gottardi al quale è stata affidata la risposta in Aula. "Il presidente e l'assessore - spiega l'ex assessore - sono stati informati da parte di alcuni cittadini sul contenuto del commento e quindi hanno poi informato il datore di lavoro per verificare il rispetto del codice di comportamento aziendale. La Provincia ha poi inteso tutelare l'onorabilità delle istituzioni presentando querela agli uffici giudiziari per diffamazione: non c'è stato un esercizio arbitrario ma necessità di un contegno extra lavorativo".

 

Due pesi e due misure. "Un primario - evidenzia Zeni - viene querelato per aver criticato la gestione oggettivamente poco brillante e poco esemplare della cattura dell'orso ma premia e promuove i dirigenti che insultano oltre ogni limite. Non c'è un criterio da parte dell'esecutivo. Sarebbe bene sapere se la Giunta intenda presentare una querela per ogni cittadino che esprime un commento negativo nei loro confronti. Non sembra però ci siano centinaia di procedimenti aperti, quindi è un'azione mirata verso un professionista dell'Apss e questo è sempre grave".

 

Una vicenda, questa della querela, che risale all'anno scorso e si deve avvolgere il nastro a luglio scorso, quando il plantigrado viene prima catturato e poi nel giro di poche ore è scappato dal Casteller. A quel punto il primario trentino sul proprio profilo Facebook aveva scritto un post, poi rimosso, nel quale avrebbe definito la gestione dell'orso "da imbecilli". Parole un po' forti ma dette come cittadino su un tema che nulla ha a che vedere con il proprio ruolo lavorativo. E il professionista rischia di andare in tribunale, mentre Marcello Cestari nonostante l'aver catalogato come "merdaccia'' il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, ''babbuina'' l'ex ministra Kyenge o ''celebrolesa'' la consigliera comunale di Trento Antonia Romano è stato promosso (Qui articolo). 

 

Anche l'ex governatore Ugo Rossi si era espresso nel merito della vicenda relativa al primario: "Dovrebbero bastare le scuse del primario. La denuncia sarebbe una misura eccessiva'' (Qui articolo), ma a interessarsi della querelle era stato il consigliere provinciale del Partito democratico che aveva interrogato la Giunta per comprendere meglio la situazione.

 

"La politica - prosegue Zeni - avrebbe dovuto chiamare il primario e fissare un incontro per un chiarimento. Almeno così si dovrebbe agire tra persone serie con capacità di interlocuzione. E poi ci dicono che se il primario dovesse andarsene, poco male perché ci sono altrettanto professionisti validi interessati a lavorare in Trentino. Ogni volta però si lamentano che non ci sono medici, ma sono pronti a farsi scappare un professionista serio e preparato, ma soprattutto importante nelle valli. Una risposta senza senso".

 

La Giunta si è ulteriormente difesa: "Non c'è stato alcun esercizio arbitrario di potere ma solo la necessità che i dipendenti abbiano un comportamento che non contrasti con i loro doveri di lavoro e servizio. La critica secondo l'esecutivo va esercitata secondo canoni di rispetto e riconoscimento dei ruoli". Ma il procedimento all'interno dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari è stato archiviato. "Prima esercita pressioni per aprire un procedimento disciplinare e poi presenta querela. Non ci voleva un giurista per comprendere che il regolamento aziendale non è stato infranto, ma la non coerenza e l'atteggiamento della Lega è tanto grave quanto preoccupante", conclude Zeni.

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