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Trentino Digitale, botta e risposta tra Giunta e Zeni. Pat:“Nessuna irregolarità”. Il consigliere Pd: “Risposte insoddisfacenti”

Dopo le affermazioni degli scorsi giorni di Zeni, secondo cui il presidente di Trentino Digitale sforerebbe il tetto di compenso della legge Madia e si troverebbe in una situazione di "evidente conflitto di interessi", la Giunta ha risposto tramite l'assessore Spinelli per rigettare le accuse. Ma le argomentazioni della Pat sembrano non soddisfare il consigliere dem

Di Davide Leveghi - 05 marzo 2020 - 16:03

TRENTO. La polemica sul compenso del presidente di Trentino Digitale Roberto Soj non pare spegnersi, dopo che la Giunta ha risposto alle affermazioni rilasciate alla stampa dal consigliere del Partito democratico Luca Zeni. Secondo l'ex assessore alla salute il nuovo vertice dell'ente trentino sarebbe al centro di un “evidente conflitto d'interessi” - è al tempo stesso dirigente nella società informatica della Regione Lombardia denominata Aria Spa – percependo uno stipendio “la cui somma sfora il tetto di 240mila euro annui previsto dalla legge Madia”.

 

Alle dichiarazioni di Zeni, però, la Giunta ha risposto rigettando le accuse e giudicandole “non veritiere”. “Preme innanzitutto ricordare che i compensi assegnati all'attuale presidente sono pari a 59mila euro, di cui 20mila collegati a deleghe e al raggiungimento degli obiettivi – ha replicato l'assessore allo sviluppo economico Achille Spinellial precedente presidente di Trentino Digitale, nominato dall'allora maggioranza, di cui il consigliere provinciale faceva parte, erano stati riconosciuti 115mila euro, a sostanziale parità di responsabilità e deleghe. Sorprende la volontà di reiterare strumentalizzazioni e affermazioni non veritiere il cui unico risultato è il danno diretto all'azienda Trentino Digitale che eredita una situazione complessa e di cui la società e tutti i dipendenti stanno pagando le conseguenze”.

 

Entrando nel dettaglio, Spinelli ha quindi risposto alle accuse riferite al compenso, alla regolamentazione del tetto degli stipendi per i manager pubblici (legge Madia) e ai presunti regali di risorse pubbliche.

 

“Il presidente di Trentino Digitale – ha ricordato l'assessore – è professionista riconosciuto a livello nazionale con significative competenze manageriali nella gestione di grandi organizzazioni che operano negli ambiti dell'Information and Communication Technology. Il manager non ha alcun conflitto di interesse tra il ruolo apicale svolto in Aria Spa e il ruolo di presidente di Trentino Digitale Spa, entrambe società a totale partecipazione pubblica. Al contrario può essere elemento di sinergie tra le società inhouse del territorio nazionale”.

 

In una nota della Pat, Spinelli ha inoltre garantito che “sia la Provincia di Trento che Trentino Digitale, attraverso gli organi amministrativi e di controllo, hanno verificato in passato e continueranno a farlo con cadenza mensile in maniera piuttosto puntuale il rispetto dei criteri determinati dalla giunta provinciale e dalle norme vigenti. Lo stesso presidente Soj comunica al termine di ogni mese le sue retribuzioni inviando ad entrambe le amministrazioni i cedolini, nonché agli organi di controllo di Trentino Digitale, per le verifiche di rito”.

 

Riguardo alla legge Madia, invece, la Provincia si è difesa sostenendo come “la norma stabilisca che le verifiche dei limiti retributivi di legge si effettuano per competenza in ragione dell'anno – e non sul netto percepito dell'anno precedente – perché tipicamente le figure dirigenziali apicali hanno assegnate quote variabili di retribuzione, connesse al raggiungimento di obiettivi annuali e quindi non certe”. “Per queste ragioni – ha aggiunto Spinelli – e in ragione della assegnazione avvenuta in corso d'anno, è evidente la impossibilità di determinare preventivamente valori limiti, proprio tenendo conto di retribuzioni variabili assoggettate al conseguimento di obiettivi”.

 

Non c'è alcun regalo di risorse pubbliche – ha poi concluso ribattendo alle accuse di Zeni – né tanto meno di passaggio delle stesse ad altri enti, considerando che la norma prevede che le eventuali somme eccedenti il limite siano annualmente versate al 'Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato'. Le evidenze amministrative e contabili certificano che le eccedenze ai limiti di legge sono già state trattenute al presidente Roberto Soj da parte di Aria Spa, con il cedolino del mese di febbraio. La verità è contenuta negli atti della Società”.

 

La risposta di Zeni, nondimeno, non si è fatta attendere. In un comunicato, il consigliere dem ha invitato la Provincia a rispondere “alle interrogazioni inevase in maniera precisa”, evitando di “fare comunicati nebulosi”. “L'assessore Spinelli, da mesi istituzionalmente sfuggente – si legge nella nota – non avendo risposto alle numerose interrogazioni riguardanti Trentino Digitale, con un comunicato parziale prova a difendere lo sforamento della legge Madia del compenso del presidente della società. L'argomentazione dell'assessore è, in sostanza, che l'attuale presidente guadagna meno del precedente e, quindi ci sono meno costi, e che si può capire se un dirigente sfora il tetto di 240mila euro previsto dalla Madia alla fine dell'anno e non prima”.

 

“Vale la pena ricordare all'assessore Spinelli – continua Zeni non senza una nota d'ironia – che la matematica non è un'opinione, e che avrebbe dovuto specificare nel comunicato che il precedente presidente di Trentino Digitale svolgeva anche le funzioni di direttore generale per precisa indicazione di giunta e assemblea, ed aveva funzioni operative che l'attuale presidente non ha. Al contrario in questo momento è in corso una selezione per dirigente generale, ed è facile comprendere che il costo complessivo rispetto alla precedente gestione raddoppierà”.

 

“Andrebbe anche ricordato che 10mila euro sono stati assegnati al presidente Soj per redigere un piano industriale entro il 31/12/2019. Cosa non avvenuta. In compenso il cda ha assegnato una consulenza ad una società privata con il compito di predisporre proprio tale piano industriale. Speriamo invece che fosse una battuta di spirito quella con cui si prova a giustificare lo sforamento del tetto di 240mila euro della legge Madia dicendo che non si può sapere prima quanto guadagna un dirigente pubblico. Sforamento peraltro confermato nel comunicato, e quindi non si capisce proprio dove starebbero le affermazioni non veritiere contestate”.

 

“L'assessore Spinelli conclude sostenendo che aver pagato il presidente Soj oltre il tetto della legge Madia non sarebbe un regalo di soldi pubblici ad altri perché queste risorse vanno in un Fondo nazionale per il risanamento del pubblico – conclude – informiamo l'assessore che tale fondo non è ricompreso nel bilancio della Provincia autonoma di Trento, e pertanto versarci dei soldi per negligenza consiste in un regalo non dovuto”.

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