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Mart, Zeni a Sgarbi sul Caravaggio: ''Non stavamo parlando con lui ma con la Pat. Non conosce le regole, quereli pure''

Il critico d'arte è intervenuto duramente su Zeni e Manica dopo l'interrogazione. Il consigliere del Pd: "L’esuberante personalità del presidente del Mart e la bulimia verbale che caratterizza da sempre il personaggio alimentano ancora una volta una cortina di fumo rispetto agli evidenti problemi programmatori del suo mandato"

Di Luca Andreazza - 29 May 2020 - 20:23

TRENTO. "L’esuberante personalità del presidente del Mart e la bulimia verbale che caratterizza da sempre il personaggio alimentano ancora una volta una cortina di fumo rispetto agli evidenti problemi programmatori del suo mandato". Così Luca Zeni che risponde a Vittorio Sgarbi intervenuto molto duramente per rispondere all'interrogazione dell'ex assessore e di Alessio Manica (Qui articolo).

 

"L’altisonanza con la quale ha annunciato la mostra su Caravaggio stride con un fatto che non è contestabile - dice l'ex assessore - le procedure per ottenere l’opera purtroppo non sono concluse e sono apparse incertezze rispetto all’iter necessario. Nell’adempimento del mandato popolare è un diritto, oltre che un dovere, dei consiglieri provinciali, presentare atti ispettivi rispetto a una vicenda che sta creando un’immagine non positiva per il Mart, a prescindere dall’esito finale. L’auspicio è che si possano superare gli ostacoli finali e si possa realizzare al più presto una mostra prestigiosa e finanziata con elevate risorse dei cittadini trentini".

 

Il critico d'arte ha inoltre annunciato l'intenzione di querelare Zeni e Manica. "E' notoria la propensione agli attacchi e alla conflittualità di Sgarbi - aggiunge Zeni - ma questa esperienza non pare avergli fornito sufficienti cognizioni di diritto, se annuncia querele rispetto a una legittima interrogazione provinciale. Sorprende di più che non conosca gli strumenti a disposizione dei rappresentanti dei cittadini nella massima istituzione dell’autonomia provinciale, a meno che non sia l’ennesimo tentativo di sviare l’attenzione rispetto alle tante difficoltà del suo mandato o di intimorire chi esercita un ruolo di controllo".

 

Il consigliere del Partito democratico mette in luce anche la particolarità della piega presa dall'interrogazione e la risposta arrivata direttamente dal numero uno del Mart. "Ma non è Sgarbi il nostro interlocutore - spiega Zeni - ma l'azionista di maggioranza del Mart, che l'ha nominato e che è il soggetto deputato a rispondere, cioè la Provincia di Trento. Anzi, risulta molto grave il silenzio della Giunta provinciale alle ormai innumerevoli sollecitazioni da parte del mondo della cultura e della politica trentina. E' irrispettosa la giustificazione del presidente Fugatti che 'tanto Sgarbi sa difendersi da solo'. Esiste un dovere istituzionale di rispondere agli atti ispettivi dei consiglieri".

 

Le risposte alle interrogazioni da parte dell'esecutivo leghista restano un nodo in linea generale. "Nei giorni scorsi è dovuto intervenire anche il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, per richiamare la Giunta a causa della percentuale molto bassa di riscontri. Venire meno a questo obbligo, lasciando i singoli soggetti nominati negli enti controllati a rispondere da soli, non è corretto e non è utile al sistema. Invitiamo il presidente Fugatti ad assumere il ruolo che gli è proprio, contenendo le continue esternazioni a mezzo stampa del nominato presidente del Mart, e a rispondere con atti ufficiali, preferibilmente in maniera puntuale e non evasiva, alle interrogazioni consiliari", conclude Zeni.

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