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Sgarbi a Zeni e Manica: ''Stanco di essere offeso da ignoranti, li querelo per diffamazione. Il dipinto di Caravaggio sarà al Mart. Non conoscono nulla e si dimettano''

Una presa di posizione del critico d'arte che annuncia una querela per diffamazione nei confronti dei consiglieri provinciali del Pd. Sgarbi: "Offendono un anno di lavoro, il Caravaggio sarà a Rovereto. Nessuna 'magra figura', nessuna 'improvvisazione', nessuna 'politica degli annunci', nessuno 'smacco', nessuna 'ridicolizzazione', se non da parte di chi penosamente interroga"

Di Luca Andreazza - 26 maggio 2020 - 21:28

ROVERETO. "Cascano le braccia. Non ne posso più di essere offeso da persone ignoranti e prive del senso delle istituzioni". Così Vittorio Sgarbi, presidente del Mart, dopo l'intervento dell'ex assessore Luca Zeni e del consigliere provinciale Alessio Manica del Partito democratico che considererebbero l'arrivo della tela di Caravaggio in Trentino a forte rischio per la contrarietà del sindaco di Siracusa (Qui articolo).

 

Una presa di posizione del critico d'arte che annuncia una querela per diffamazione nei confronti dei consiglieri provinciali. Non solo, "Basti dire che nel loro comunicato (nel corpo dell'e-mail, ndr), chiamano il più grande pittore italiano del secondo novecento Alberti Burri col nome di 'Bucci'. Non devo aggiungere altro. In ogni caso interroghino, gli attori di questa impresa, Fugatti, Maraniello, il prefetto di Siracusa e si vergognino. O meglio: si dimettano".

 

Il presidente del Mart prende le mosse dalle dichiarazioni dei dem. "Sonori annunci puntuali e altrettanto sonore smentiteE' questo quello che sembra accadere al Mart guidato da Vittoria Sgarbi rispetto alla più volte annunciata mostra di un'opera del Caravaggio. Un'iniziativa che potrebbe 'saltare' perché l'amministrazione comunale di Siracusa non sembra intenzionata a prestare 'Il seppellimento di Santa Lucia' al museo di Rovereto per una serie di ragioni tra natura economica e tutela di un'opera oltremodo delicata".

 

Una mostra rilanciata nelle scorse ore da Sgarbi nel corso della presentazione del programma museale nell'epoca Covid-19. Il Mart punta sulla mostra dedicata a Caravaggio Burri con incursioni dell'opera di Cagnaccio di San Pietro e Pasolini. A Francesco Italia, sindaco di Siracusa, che si è recentemente opposto al prestito dell'opera, il critico d'arte ha ribattuto che "a settembre la stagione è finita" (Qui articolo). Ma sulle pagine de Il Fatto Quotidiano di martedì 26 maggio si legge di una certa resistenza a concedere l'opera e la richiesta sarebbe stata ulteriormente rigettate.

 

Da qui l'intervento dei consiglieri del Partito democratico. Un'uscita unita alla richiesta dell'assessore Mirko Bisesti di intervenire. "Ho fatto - dice Sgarbi - una conferenza stampa per chiarire quello che sarebbe dovere di un consigliere provinciale sapere. Ma a Rovereto taluni rappresentanti politici vogliono rendersi noti per quello che non sanno. Non tollererò oltre l’incomprensione di chi non vuole intendere anche le cose più semplici: una inverosimile interrogazione e un comunicato stampa infarcito di errori. E, non essendo provvisti di insindacabilità, procederò a querele per diffamazione nei confronti dei consiglieri Zeni e Manica".

 

E il critico d'arte ribatte colpo su colpo a Zeni e Manica. "Dire che una mostra 'sta per saltare' deve essere fondato su elementi certi e verificati. Ci sono gli atti. Le affermazioni dell’amministrazione comunale di Siracusa e la contrarietà personale del sindaco non hanno alcuna relazione con un possibile diniego del prestito per una semplice ragione: l’opera non appartiene al Comune ma allo Stato. L’ho detto in tutte le lingue - prosegue Sgarbi - 'Il seppellimento di Santa Lucia' del Caravaggio appartiene al Fec del Ministero dell’interno. Tutte le verifiche di disponibilità sono state fatte con il lavoro di un anno, a partire dal Ministero dell’interno, dal presidente del Fec Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, al Prefetto di Siracusa, al presidente della Regione, all’assessore regionale, al direttore generale dell’assessorato alla cultura, alla Soprintendente, al direttore dell’Istituto centrale del Restauro, all’Arcivescovo di Siracusa. E non è accettabile il discredito di chi pretenda una verifica in una istituzione che non ha titolo".

 

Non piace il tono. "L'irridente formula 'bastava una  telefonata' - aggiunge il presidente del Mart - è l’insulto al lavoro di tutte le persone coinvolte: dal presidente Fugatti, al presidente Musumeci, dal direttore Maraniello, al Sovrintendente di Siracusa, dal direttore dell’Istituto centrale del Restauro all’Arcivescovo di Siracusa, dall’assessore al direttore generale dell’assessorato alla cultura della Regione, i quali tutti, in numerosi incontri e riunioni e carte agli atti hanno approvato la collaborazione tra la Provincia di Trento e la Regione Sicilia, con il conseguente restauro e dotazione di teca per la conservazione dell’opera. Tutti coinvolti, con autorizzazione scritte".

 

Contatti quindi costanti e continui. "La telefonata all’amministrazione comunale - spiega Sgarbi - è stata fatta da me all’assessore alla cultura, Fabio Granata, per informare anche la città di una raggiunta intesa tra Stato, Provincia e Regione. La superficialità degli interroganti si esprime attraverso pregiudizi e critiche aprioristiche senza alcuna verifica degli atti. Nessuna 'magra figura', nessuna 'improvvisazione', nessuna 'politica degli annunci', nessuno 'smacco', nessuna 'ridicolizzazione', se non da parte di chi penosamente interroga. Nessuna 'bufala', ma solo menzogne".

 

La Provincia di Trento è stata messa nelle condizioni di seguire l'iter. "Il presidente Fugatti - evidenzia il critico d'arte - conosce nel dettaglio tutti i passaggi dell’operazione alta e nobile, contrariamente allo spirito degli interroganti fondati su pettegolezzi e disinformazione. Il direttore Maraniello ha tutte le carte. Non c’è nessun 'diniego' e nulla da 'tamponare', solo vergognarsi di rappresentanti così superficiali. Penosa la continua richiesta di sostituzione del presidente da parte di chi tutto ignora e continua a non capire che la programmazione fin qui in essere è stata quella del Cda precedente, da me generosamente integrata, e che ogni programmazione richiede, come nel caso di Caravaggio, almeno un anno di lavoro. Inutile cercare di farlo capire a chi è in malafede".

 

E arriva la richiesta di dimissioni. "Una non documentata e patetica uscita - conclude Sgarbi - parlano contro la verità che 'il sindaco di Siracusa possiede l’opera di Caravaggio'. Non 'possiede' nulla. Non ci voleva molto a riflettere che il rapporto tra l’autorità primo cittadino e il dipinto di Caravaggio sono gli stessi, se non inferiori, a quello del sindaco di Rovereto rispetto al Mart e all’amministrazione provinciale. Potrebbe il sindaco di Rovereto negare il prestito di un ‘opera appartenente al Mart? Potrebbe il sindaco di Firenze negare il prestito di un’opera degli Uffizi, come il ritratto di Leone X di Raffaello, su cui l’ignorante Montanari ha fatto l’ennesima polemica senza risultato? Il dipinto di Raffaello è alla mostra delle Scuderie del Quirinale a Roma, come il dipinto di Caravaggio sarà al Mart. E non saluterò i consiglieri che verranno a vederlo. Li vedrò in Consiglio provinciale perché ho chiesto di essere ascoltato. E Li vedrò in tribunale dove spiegheranno perché non si sono documentati prima di diffamarmi. Troppo inadeguatiSi dimettano".

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