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Bisesti: “Sgarbi e Zecchi non danneggiano i musei trentini”. Ghezzi: “Bastano lui e Fugatti a fare danni”

Ghezzi: “Bisesti si conferma assessore alla divagazione, come al solito risponde alle interrogazioni in maniera elusiva”. L'assessore leghista frena anche sul planetario: “L’idea non è accantonata ma certamente va rivista la sua localizzazione”

Di Tiziano Grottolo - 05 giugno 2020 - 11:52

TRENTO. Con il nuovo corso leghista e il conseguente cambio ai vertici degli enti trentini si è aperta una fase di scontro senza precedenti, gli uomini di fiducia scelti dalla Giunta hanno fatto parlare più per le improvvide dichiarazioni rilasciate che per le istituzioni che guidano. In molti hanno sollevato dubbi sulle scelte fatte direttamente dall’assessore Mirko Bisesti, arrivando anche a chiedere le dimissioni, tanto dell’assessore che dei diretti interessati.

 

La triade che dovrebbe rappresentare il nuovo corso, Vittorio Sgarbi (al Mart), Stefano Zecchi (al Muse) e Paolo Becchi (nel consiglio d'amministrazione dell'Università di Trento) sicuramente ha fatto discutere, così dopo l’ennesimo incontro-scontro il consigliere di Futura Paolo Ghezzi aveva depositato un’interrogazione sollevando dei dubbi sulla compatibilità di Zecchi con la carica di presidente del Muse, anche alla luce della candidatura a sindaco di Venezia di quest’ultimo (QUI articolo).   

 

Ora, è arrivata la replica dell’assessore Mirko Bisesti che ha riferito che la candidatura di Zecchi a sindaco di Venezia è compatibile con la carica ricoperta dallo stesso, rivendicando come la scelta del filosofo sia “coerente con le finalità e le funzioni del Muse”. Inoltre, secondo l’assessore all'istruzione, università e cultura, non risulterebbe risulta alcun “inedito e pericoloso conflitto interno” al Museo delle scienze. Benché Zecchi, in una precedente intervista avesse liquidato un’iniziativa voluta dal direttore del Muse, Michele Lanzinger, come un “una cosa da idioti” (QUI articolo). Infine, sempre per rispondere all’interrogazione, Bisesti ha sottolineato: “I presidenti del Muse e del Mart non indeboliscono né danneggiano il sistema museale trentino”.

 

A stretto giro è arrivata la controreplica di Ghezzi che ha puntato il dito: “Bisesti si conferma assessore alla divagazione, come al solito risponde alle interrogazioni in maniera elusiva e facendo largo uso di tautologie – per l’assessore il presidente del cda, secondo la legge, è il presidente del Cda osserva il capogruppo di Futura – il nodo però è un altro e dipende dal nuovo modo di intendere il ruolo dei presidenti che, oltre a collidere con il regolamento dei musei provinciali, si pone in contrasto con elementi fondamentali della distinzione del ruolo di indirizzo politico-amministrativo e quello di adozione degli atti e provvedimenti amministrativi”.

 

Secondo Ghezzi in questo modo viene meno il controllo reciproco fra Cda, presidenti e direttori, con queste ultime due figure che troppo spesso si confondo in una sola: “Così facendo Fugatti e Bisesti danneggiano il sistema museale trentino, hanno affidato le chiavi di casa senza avere idea su cosa ne avrebbero fatto, per fortuna al Muse c'è ancora un direttore, mentre il Mart post Maraniello d’ora in avanti sarà soltanto Sgarbi a tenere le redini, del quale peraltro abbiamo chiesto le dimissioni”.

 

A margine dell’interrogazione Bisesti è tornato sul tema del planetario e dello sviluppo dell’area delle Albere, puntualizzando: “Stiamo lavorando ad un piano di interventi di recupero, che per molti anni non sono stati fatti causando la condizione attuali, l’idea del planetario non è accantonata ma certamente va rivista la sua localizzazione”.

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