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“Zecchi ha offeso sia il suo direttore, sia i mille che hanno risposto all’iniziativa” la pro loco difende Lanzinger sul planetario del Muse

Dopo le critiche di Sgarbi e Zecchi arriva la replica ufficiale del direttore Lanzinger: “Doveroso fornire dati e informazioni in tutta trasparenza”. Con lui Sergio Costa della pro loco Monte Bondone: "I panni sporchi si lavano sempre in casa, da Zecchi comportamento inadeguato"

Di Tiziano Grottolo - 23 luglio 2019 - 19:59

TRENTO. La vicenda ormai la conosciamo, il planetario ‘Muse H2o’ fa discutere e divide i cittadini tra favorevoli e contrari. Nei giorni scorsi, su iniziativa di Michele Lanzinger direttore del Muse è stato aperto un sito per riassumere i punti principali sul planetario, qui trovano spazio l’endorsment di dell’astronauta Samantha Cristoforetti e in coda alla pagina web è possibile esprime il proprio sostegno al progetto.

 

Se la replica del presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, era prevedibile non si può dire lo stesso delle esternazioni di Stefano Zecchi presidente del Muse (Articolo QUI). In un’intervista a un quotidiano locale Zecchi ha scaricato senza mezzi termini Lanzinger definendo il “referendum online una cosa da idioti”. Oltre a sottolineare come dal suo punto di vista una sfera sia più che sufficiente per contenere il planetario.

 

Se non si tratta di una scomunica poco ci manca, nel tardo pomeriggio è arrivata la replica del direttore del Muse: “Precisiamo che il mini sito che abbiamo creato per il progetto ‘Muse H2o’ non è un sondaggio e nemmeno un referendum, si tratta invece di un canale di informazione che fornisce i dati e le informazioni relativi al progetto Planetario”.

 

A proposito dell’intervento dell’astronauta Cristoforetti si sottolinea come la stessa si sia limitata a dare il proprio supporto all’iniziativa culturale, senza prendere posizione a riguardo del luogo in cui situare il Planetario, delle sue dimensioni o forme architettoniche. “Spiace – afferma Lanzinger – che sia stata coinvolta nella polemica”.

 

Mentre per quanto riguarda quello che Zecchi ha definito “un referendum online” in realtà si era pensato di aggiungere un'espressione di assenso, una prassi oramai divenuta consueta da quando la maggior parte di noi è dotata di smartphone. Al momento della restituzione dell’iniziativa, il Muse, fornirà i dati riguardanti il numero di accessi, la durata di lettura e ogni altro dato analitico che consente di valutare la portata dell’operazione.

 

“In un momento in cui il progetto Muse H2o è stato oggetto di osservazioni critiche – evidenzia la nota di Lanzinger – abbiamo ritenuto opportuno riportare in un mini sito le informazioni fondamentali che riguardano il progetto e che lo hanno portato ad essere approvato dagli organi decisori tecnici della provincia autonoma di Trento. Per concludere – riprende il comunicato del Muse – riteniamo corretto e doveroso fornire dati e informazioni in tutta trasparenza, perché riteniamo che solo così si possa essere apprezzati per il lavoro che facciamo.”

 

In sostegno di Michele Lanzinger è arrivata la lettera firmata da Sergio Costa, presidente della pro loco Monte Bondone che di seguito pubblichiamo integralmente:

 

Egregio Prof. Stefano Zecchi,

 

a sua insaputa, lei è anche socio della Pro Loco Monte Bondone fino al 2020 compreso, perché subentrato al precedente presidente Marco Andreatta.

 

Bene, essendo quindi di fatto io il suo presidente, la debbo riprendere per comportamento non adeguato nei confronti di un suo collega. Infatti, Michele Lanzingher è anche socio della Pro Loco Monte Bondone.

 

Mi hanno insegnato che i panni, più o meno sporchi che siano, si lavano sempre in casa.

 

Definendo il sondaggio lanciato dal Muse in merito al planetario una cosa da idioti (sua intervista a l’Adige 23/07/2019 a p.14), ha offeso in maniera volgare sia il suo direttore, che non lo merita di certo, sia i mille che hanno risposto positivamente all’iniziativa in rete, screditando l’istituzione stessa che lei rappresenta.

 

Non mi piace l’incipit della sua intervista, non mi piace il suo linguaggio con cui esprime il giudizio tranchant. È lo stile che purtroppo vediamo e sentiamo con pena da tempo ogni giorno in televisione tra i due vice presidenti del Consiglio che riverberano negatività e il non rispetto dell’altro nei confronto dei cittadini, che bene o male assorbono e a loro volta riverberano negativamente. Una catena da interrompere.

 

Posso condividere per certi aspetti alcune sue critiche, ma le stesse potevano essere espresse in altri termini, senza sconti, ma educatamente, con uno stile che dovrebbe addirsi a un Presidente del Muse, istituzione di prestigio del Trentino.

 

Vedo, comunque, che in questo caso ha trovato un alleato in Vittorio Sgarbi che però non ha dato della capra a nessuno, pur facendo critiche pungenti.

 

Bene, tagliamo la testa al toro, propongo di realizzare l’osservatorio alle caserme austro-ungariche delle Viote... due piccioni con una fava, considerato che il Muse ha già due antenne in loco, il giardino botanico e la terrazza delle stelle.

 

Ne vogliamo parlare?

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