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Planetario Muse H2o, Sgarbi e Zecchi allineati contro Lanzinger, anche per il presidente del Muse il progetto andrebbe ridimensionato

Duro sgarbi, determinato a far valere le sue prerogative sull’area: “La legge proibisce di mettere tre palle davanti alle Albere”. Gli fa da sponda il presidente del Muse Stefano Zecchi per il quale il progetto andrebbe quantomeno ridimensionato, molto critico anche rispetto l’idea di lanciare il sito dedicato al nuovo planetario

Di Tiziano Grottolo - 23 luglio 2019 - 11:01

TRENTO. Una convergenza quantomai inaspettata, soprattutto dopo i recenti botta e risposta intercorsi tra i due, quella fra il presidente del Mart Vittorio Sgarbi e quello del Muse Stefano Zecchi. Infatti anche per quest’ultimo il progetto del nuovo planetario, che tanto sta facendo discutere, andrebbe quantomeno ridimensionato.

 

Secondo Zecchi una cupola sarebbe più che sufficiente d’altra parte, ha spiegato in un’intervista ad un quotidiano locale, il progetto ‘Muse H2o’ è molto concettuale e tagliando sulle due sfere ausiliarie si verrebbe incontro alle richieste di Sgarbi. Il presidente del Muse è stato molto critico anche sull’opportunità di inserire una sorta di referendum nella parte finale del sito, definendola “Un’idiozia”.

 

Dal canto suo anche Sgarbi ha voluto far sentire la sua voce su questo tema, fugando prima ogni dubbio sulle possibili dimissioni paventate da lui stesso nei giorni scorsi: “Il consenso per la mia nomina a presidente del Mart ha superato il dissenso, quindi la volontà prevalente è che io rimanga”, ha Sgarbi.

 

Se da un lato però le dimissioni dalla presidenza del museo di arte moderna e contemporanea vengono escluse, almeno nel breve periodo, Sgarbi precisa: “Se vengono lesi i miei diritti ho facoltà di minacciare dimissioni, su questa vicenda c’è semplicemente la necessità di valorizzare il rinascimento e di dire che quell’edificio appartiene al Mart, se mi tolgono una cosa che è di mia competenza posso dimettermi”.

 

Dopo la mossa del Muse che nei giorni scorsi ha raccolto in un sito “I cinque motivi per innamorarsi del nuovo planetario”, progetto che ha incassato il sostegno anche dell’astronauta Samantha Cristoforetti, ecco dunque la replica di Sgarbi che pare intenzionato a non mollare nemmeno un centimetro e si dice pronto a dare a battaglia.

 

“Le Albere – spiega il critico d’arte – sono civiltà del rinascimento, quando l’astronauta Cristoforetti elogia il planetario io sono con lei, ma perché farlo a ridosso delle Albere? A questo punto da carica pubblica dico che la legge proibisce di mettere tre palle davanti alle Albere e chiedo alla Cristoforetti di dire di andare a vedere il palazzo del rinascimento e poi di andare a vedere anche il planetario”.

 

Secondo il presidente del Mart il planetario sarebbe meglio costruirlo altrove e si dice pronto e “felice” di visitarlo qualora questa richiesta fosse accolta, d’altro canto però si dice anche pronto a rassegnare definitivamente le dimissioni qualora il progetto del ‘Muse H2o’ andasse in porto così come previsto dal progetto iniziale.

 

“Il palazzo delle Albere è un monumento storico più importante delle tre palle provvisorie per cui si spenderanno 2,7 milioni di euro, ho detto che me ne sarei andato se avessero tolto il palazzo alla giurisdizione del Mart. Questa struttura – conclude Sgarbi – in nome della legge e per statuto è parte integrante del Mart”.

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