Aumentare i prezzi dei musei? Bisesti: ''Si rischia una cultura di nicchia". E sui lunedì con i poli chiusi: ''Valutiamo diversificazione delle aperture, anche in orario serale''
Il direttore del Muse, Michele Lanzinger: "Il dibattito si inserisce in un'altra valutazione di segno opposto, quella del sottosegretario Vittorio Sgarbi: un'idea di museo delle comunità. Noi puntiamo sulla MyMuse membership per avere un rapporto continuativo con i residenti"

TRENTO. "Non sono convinto che alzare i biglietti dei musei sia la strada corretta". Questo il commento a Il Dolomiti dell'assessore Mirko Bisesti. "La cultura deve essere pagata ma senza perdere di vista l'accessibilità. Altrimenti il rischio è quello che ci sia una chiusura elitaria e ci si rivolga solo a una nicchia di pubblico".
Negli scorsi giorni il ministro alla cultura Gennaro Sangiuliano non ha escluso l'ipotesi di aumentare i biglietti dei musei per adeguarsi agli standard europei. "E' necessario un equilibrio - spiega Bisesti - per non svilire l'offerta ma anche per non perdere potenziali fruitori. Oltre alla gratuità nella prima domenica del mese si valuta una sperimentazione che prevede un accesso libero dei residenti alle mostre permanenti ma per eventi e attività è corretto che ci sia una contribuzione da parte del visitatore".
"Una strada possibile è quella di organizzare più eventi - aggiunge Bisesti - investire per aumentare la qualità delle iniziative e rafforzare quel ruolo che possono svolgere gli enti museali in termini di attivatori sociali. In termini generali non sono d'accordo nell'ipotesi alzare i biglietti dei musei e puntiamo invece sul coinvolgere il territorio, come il bonus cultura e l'opportunità degli sgravi derivati dalla partecipazione al sostegno dei nostri enti".
Si valuterebbe un nuovo sistema tariffario per musei e parchi archeologici per fruire del patrimonio culturale italiano è tra gli obiettivi del governo per questo 2023 appena iniziato ma, almeno in Trentino, non c'è tanta convinzione di imboccare questo percorso. Al Muse, per esempio, i prezzi sono fermi fin dall'inaugurazione.
"Si è sempre pensato a una tariffazione equivalente a quella del cinema, si è cercata una soluzione mediana tra il flusso dei turisti e la possibilità di generare un forte interesse sul territorio", dice Michele Lanzinger, direttore del Muse. "Da qui un compromesso tra remunerazione da tariffa e accessibilità in termini di apertura della cultura a una più ampia platea di pubblico. Poi si lavora sul potenziamento dell'attrattività con riduzioni e scontistiche per minori e per famiglie".
Tra le iniziative il museo del quartiere Le Albere punta, parecchio, sulla nuova campagna MyMuse membership, un articolato progetto che permetterà di scegliere fra cinque diverse categorie di "abbonamento", basandosi sulle proprie esigenze e ottenendo la possibilità di vivere esperienze personalizzate per vivere il museo come fosse una seconda casa.
"Pensiamo di poter sviluppare e incentivare un rapporto continuativo tra i visitatori della comunità. E' una proposta strettamente legata al territorio e non ai turisti. Ci muoviamo in questa direzione - aggiunge Lanzinger - con in mente il grande successo del sistema che coinvolge Piemonte, Lombardia e val d'Aosta".
Appare quindi prematuro l'ipotesi di alzare i prezzi di ingresso. "Il dibattito - continua il direttore del Muse - si inserisce in un'altra valutazione di segno opposto, quella del sottosegretario Vittorio Sgarbi: un'idea di museo delle comunità per aumentare la partecipazioni e spazi che diventano un luogo dei residenti. Da una parte alzare il prezzo rientra in una logica di marketing territoriale turistico che rientra nel più ampio discorso di servizi collegati al turismo e tariffazione, poi c'è la valutazione sulle comunità locali".
Insomma, si ragiona a piani diversi e si cerca un equilibrio della tariffa, senza esagerare sulle gratuità che potrebbe svilire il prodotto e l'offerta museale. "Ci sono studi e analisi - commenta Lanzinger - che evidenziano come la gratuità fine a se stessa non dia un valore aggiunto sulla visibilità di una proposta, non c'è quella correlazione diretta tra entrata libera e numeri. Resta poi che i musei devono cercare una sostenibilità economica e l'argomento tariffa è centrale".
Una criticità riguarda i lunedì con i turisti a passeggiare tra molte serrande abbassate e praticamente tutti i musei e i poli della cultura chiusi (escluso il Diocesano che "riposa" il martedì). Magari non tutte le settimane ma forse quantomeno una turnistica potrebbe essere sviluppata nei periodi di maggiore afflusso. "Non nascondo che è un'analisi in corso perché in certi periodi dell'anno ci potrebbe essere una diversificazione delle aperture. Non è un meccanismo semplice perché ci sono molte situazioni da valutare ma è un punto da affrontare all'interno del Consiglio museale trentino per vedere se c'è modo di sviluppare un raccordo e un'organizzazione per poter offrire la proposta in giorni e orari non consenti, anche eventi speciali di sera", conclude Bisesti.


















