Mori e Brentonico pensano di cambiare Apt? "Serve unità: abbiamo lottato per l'Azienda del turismo". Cautela sul Garda: "Non basta dire lago per risolvere qualche problema"
I Comuni di Mori e Brentonico, con più o meno decisione e avanzamenti, pensano a trasferirsi dall'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo a quella Garda Dolomiti. La Comunità di valle: "L'ambito deve restare unito, si migliorino le sinergie". Da Nago-Torbole a Riva emerge cautela: "Eventualmente serve un percorso perché altrimenti si rischia di restare delusi"

ROVERETO. "L'obiettivo è di preservare l'ambito esistente, che abbiamo difeso in modo convinto nella cornice nella riforma del settore". Queste le parole di Alberto Scerbo, sindaco di Nogaredo e presidente della Comunità Vallagarina. "Si deve evitare una frammentazione del territorio e i servizi devono restare uniti".
Il tempo di incassare la marcia indietro di Asat e Unat sulle dimissioni dei due consiglieri del Consiglio d'amministrazione (Qui articolo), che l'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo si trova a dover affrontare le velleità di Mori e Brentonico di salutare la compagine. Destinazione desiderata? Apt Garda Dolomiti.
Il Comune di Mori non ha messo a bilancio sostegni all'Azienda per il turismo che ha contribuito a fondare e il ragionamento sulla volontà di cambiare aria è già più concreta. A Brentonico invece i movimenti sono iniziati più recentemente o, meglio, è riemersa con forza questa idea, storicamente ciclica ma che oggi appare più decisa (Qui articolo).
"E' un tema che emerge ogni 5 anni più o meno. Attualmente ci sono state operazioni ascolto, importanti e legittime ma nulla di concreto", aggiunge Scerbo. "E' sempre positivo il confronto tra la politica e gli operatori ma il percorso è eventualmente lungo perché va coinvolta la controparte, in questo caso l'Apt Garda Dolomiti, e si deve passare per una ratifica in Consiglio comunale e successivamente un via libera a livello provinciale con modifica della norma".
Inizialmente l'Apt di Rovereto (nei piani provinciali) si sarebbe dovuta accorpare a quella di Trento con conseguenze ripartizione delle zone tra ambiti diversi, il territorio si oppose e l'ente si mantenne autonomo. Oggi la possibilità di ragionare a livello provinciale deriva proprio dall'ultima riforma del settore che consente questo meccanismo, cioè i Comuni possono scegliere - dopo i passaggi necessari - da che parte schierarsi. E' più una questione di politica interna e di equilibri. Un'Azienda per il turismo, quella gardesana, che rappresenta da sempre un'attrazione e un'aspirazione tanto che tra volontà locali e riforma del turismo si è allargata e pure tanto fino a ricomprendere oggi Ledro, Comano Terme, Valle dei Laghi e val di Gresta. La questione è anche un po' filosofica: meglio essere un cespuglio di un motore fortissimo a livello turistico (e che pensa concentrata anche su una dimensione sovraprovinciale nella versione "Garda Unico" con Veneto e Lombardia) oppure più protagonisti seppur magari in una realtà pur importante ma più piccola?
"La linea della Comunità della Vallagarina è chiara: mantenere l'attuale ambito per avere coerenza nei servizi e nell'unità territoriale e sviluppare più sinergie tra le due Aziende", evidenzia Scerbo. "Sicuramente tutto può essere migliorato e l'invito, che ribadiamo, è che ci sia un incontro tra la Giunta comunale, gli operatori e la governance dell'Apt di Rovereto per parlare apertamente sulle aspirazioni e sulle richieste da mettere sul tavolo".
La partita assume una certa delicatezza. Il Comune di Mori rappresenta più di 10 mila abitanti, mentre l'Altopiano di Brentonico aggiunge anche un certo peso di posti letto dell'offerta turistica, un dato importante e da non sottovalutare", dice Scerbo. "Il passaggio al Garda carica i territori di una responsabilità, cioè la possibile conclusione dell'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo che uscirebbe forse troppo ridimensionata.
Un'esperienza che potrebbe chiudersi dopo che nella passata legislatura il territorio si era opposto alla fusione con Trento. "Un'eccessiva frammentazione potrebbe portare a questo risultato e i Comuni devono tenere conto di questa valutazione: c'è una grande responsabilità", continua Scerbo. "Ci siamo battuti per avere un'Azienda per il turismo del territorio e sarebbe un peccato mettere a rischio un ente prezioso per i territori".
E sul Garda cosa pensano? Tra le poche vecchie conoscenze alla guida di amministrazione comunale c'è Gianni Morandi. "Un'allargamento dell'ambito dell'Apt è una valutazione più profonda di un 'Sì' o di un 'No' perché dipende dalla visione che c'è dietro una possibile scelta", dice il sindaco di Nago-Torbole. "L'Altopiano di Brentonico, per esempio, è complementare nell'offerta invernale e molto simile per altri fattori, come quelli legati al parco naturale del Monte Baldo. Un territorio non deve perdere identità e caratteristiche per rincorrere un ambito".
Non ci sono chiusure o aperture, ma cautela. "E' fondamentale capire che le ragioni alla base di una scelta", le parole di Morandi. "Se si pensa di trasferirsi all'Apt del Garda perché è un traino si rischia di restare delusi perché serve un'analisi, un piano e una visione. Non basta cambiare Azienda per il turismo di riferimento ma sono necessari obiettivi e investimenti chiari. E' necessario un percorso. La scelta di Ronzo Chienis, per esempio, è stata messa in campo in modo un po' affrettato, invece ci deve essere un percorso".
Tutto si può insomma valutare "per aiutare a valorizzare e rafforzare le peculiarità e le potenzialità di un'area, tuttavia deve esserci un dialogo, che comprenda anche l'Azienda per il turismo di Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo per responsabilità istituzionale e rispetto dell'ente, anche perché queste decisioni devono essere soppesate attentamente nei risvolti e nelle ripercussioni", ancora Morandi. "Magari è sufficiente un confronto per sviluppare più progetti trasversali con un beneficio per tutti. Se invece si rincorre solo la visibilità del Garda, si potrebbero creare più problemi di quelli che vengono risolti".
La sensazione in riva al lago è che ci sia già abbastanza da fare e che ogni scelta deve essere accompagnata da un processo preliminare, che può essere più o meno lungo. Far rientrare Mori e Brentonico nell'ambito non viene escluso a priori, tuttavia sembra che non ci sia proprio una corsa, non si vogliono affrettare i tempi.
"Non bisogna compiere passi troppo lunghi", le parole di Alessio Zanoni, sindaco di Riva del Garda. "Da consigliere d'opposizione, per esempio, non ho condiviso la modalità con cui la val di Gresta è stata accorpata, questa esperienza ci insegna che è importante eventualmente pianificare un percorso. Inoltre è stata ripresa la realtà del 'Garda Unico' e dobbiamo comprendere quali politiche vogliamo mettere in campo, se concentrarci sulla promozione oppure se spostare le risorse di più sulla conservazione dei luoghi. Ci possono essere spinte dei territori ma bisognare fare attenzione a non correre il rischio di snaturare l'identità di una destinazione".
Intanto bisogna chiarire la visione alla spalle di una modifica di questa portata. "Un discorso che va allargato a Provincia e Trentino Marketing ma anche agli imprenditori del lago. Un confronto è poi necessario anche con l'Azienda per il turismo della città della Quercia. Si può discutere di cambiamento ma tutti gli elementi devono essere chiari. Le decisioni devono essere attentamente ponderate. L'attrattività e la forza del lago non può essere una ricetta buona per tutto, sarebbe una soluzione semplicistica che può lasciare delusi tutti quando è sufficiente migliorare i progetti comuni".
Non basta dire "Garda". "A Nago, per esempio, puntiamo sul borgo e sul parco archeologico, c'è un progetto che portiamo avanti da anni e ogni volta aggiungiamo un tassello perché non basta il passaggio o la visibilità garantiti da Torbole e dal lago", conclude Morandi.
Una soluzione potrebbe essere una "ristrutturazione" delle Ata, probabilmente difficile perché potrebbe non esserci la volontà in piazza Dante. Oggi questi enti incardinati in Trentino Marketing e corpi intermedi tra le Apt e la società provinciale di promozione, sono quattro e legate ai territori, quella del Garda e cespugli è coincidente con i confini dell'Azienda per il turismo e quella di Rovereto (attualmente con Trento, Folgaria e Valsugana invece) potrebbe essere spostata lì.












