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Caso Silvia Romano e Sgarbi, le opposizioni scrivono compatte a Fugatti, Bisesti e Franceschini: ''Grave danno di immagine, si tuteli il Mart''

Un'azione che prende le mosse a seguito del post del critico d'arte dopo la liberazione di Silvia Romano, un commento al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce alla giovane rientrata in Italia. Le opposizioni: "Si deve considerare attentamente l'opportunità di prendere decisioni al fine di tutelare l'immagine, la credibilità e il ruolo culturale, a livello nazionale, del museo"

Di Luca Andreazza - 13 maggio 2020 - 13:46

TRENTO. "Il presidente Maurizio Fugatti e l'assessore Mirko Bisesti di considerare le gravi ripercussioni di immagine sul Mart per la nuova esternazione di Sgarbi". Così Paolo Ghezzi (Futura), il pentastellato Alex Marini, Ugo Rossi (Patt), Giorgio Tonini (Pd), Paola Demagri (Patt) e Sara Ferrari (Pd), che aggiungono: "La Provincia deve considerare attentamente l'opportunità di prendere decisioni per tutelare l'immagine, la credibilità e il ruolo culturale, a livello nazionale, del Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto".

 

Un'azione che prende le mosse a seguito del post del critico d'arte dopo la liberazione di Silvia Romano, un commento al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce alla giovane rientrata in Italia.

 

"Se mafia e terrorismo sono analoghi, e rappresentano la guerra allo Stato, e se Silvia Romano è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata (in Italia è comunque agli arresti domiciliari) per concorso esterno in associazione terroristica. O si pente o è complice dei terroristi''. Questo quanto scritto da Sgarbi sulla vicenda legata alla cooperatrice milanese rapita 18 mesi fa in Kenya e tenuta prigioniera in Somalia da uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab, l'organizzazione somala affiliata ad Al Qaeda (Qui articolo). 

 

Così i capigruppo di opposizione, il garante delle minoranze e i componenti della commissione cultura della Provincia hanno deciso di scrivere a Fugatti e Bisesti. Una considerazione inviata dai consiglieri provinciali anche al ministro Dario Franceschini.

 

"Il presidente del Mart a proposito della liberazione di Silvia Romano - spiegano Ghezzi, Marini, Rossi, Tonini, Demagri e Ferrari - sostiene che la cooperante italiana va arrestata per concorso esterno in associazione terroristica, in quanto convertita all'Islam, così affermando una inaccettabile equazione tra una fede religiosa e un comportamento criminale".

 

Nelle ore successive il critico d'arte ha spiegato ulteriormente la sua posizione a riguardo (Qui articolo), ma "questa grave affermazione, oltre a negare le libertà garantite dagli articoli 3 e 19 della Costituzione italiana, seppure comunicata a titolo personale, non può che riverberarsi sull'immagine del Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto di cui è presidente. Il Mart è un ente di rango provinciale, espressione dell'intera comunità trentina e in modo speciale delle due maggiori città, che sono evocate nel nome".

 

I consiglieri provinciali chiedono una presa di posizione della Lega. "La Pat - aggiungono i consiglieri provinciali - si è sempre distinta, attraverso leggi e scelte politico-istituzionali, nonché svariate iniziative, per la sua grande attenzione alla solidarietà internazionale, alla pace, al dialogo tra le culture e le religioni. La città di Trento è nota nel mondo anche per il messaggio ecumenico di fraternità universale e interreligiosa proposto dalla fondatrice del Movimento dei Focolari Chiara Lubich (di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita) e si propone come città aperta, solidale e dialogante".

 

Non solo, "La città di Rovereto è nota nel mondo per il messaggio di pace e fratellanza della Campana dei Caduti Maria Dolens, che ogni sera rintocca dal colle di Miravalle, idealmente rivolta a tutte le donne e tutti gli uomini di buona volontà del mondo". Da qui la richiesta: "Questa istituzione - concludono Ghezzi, Marini e Rossi, Tonini, Demagri e Ferrari - dovrebbe rappresentare quella civiltà e cultura, lontana da ogni intolleranza e strumentalizzazione ideologica: chiediamo a presidente e assessore di considerare le gravi ripercussioni di immagine sul Mart determinate dalla nuova esternazione social del presidente e di considerare attentamente l'opportunità di prendere decisioni al fine di tutelare l'immagine, la credibilità e il ruolo culturale, a livello nazionale, del museo".

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