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| 26 giu 2020 | 17:03

Sgarbi: ''Porterò Carfagna e Bertolozzi in tribunale per diffamazione''. Conzatti: ''Parole inaccettabili. Rappresenta il Mart, luogo di cultura e inclusione''

Anche Franco Ianeselli, candidato sindaco per il centrosinistra e il Patt, interviene sulla vicenda: "Quanto ancora la cultura trentina dovrà sopportare le sue sceneggiate? Non se ne può più. Fugatti e Bisesti che lo hanno tanto voluto dimostrino un briciolo di pudore e ammettano l'errore"

Sgarbi: Porterò Carfagna e Bertolozzi in tribunale per diffamazione''

ROMA. "Porterò in tribunale Mara Carfagna, vice presidente della Camera, e la collega di Forza Italia Giusi Bartolozzi". Questo l'annuncio su Twitter di Vittorio Sgarbi, che tramite una nota aggiunge: "Vista la grave diffamazione consumata ai miei danni con accuse false dovranno portare le prove, il solo luogo in cui si potrà parlare liberamente di quello che ho detto, visto che il parlamento è diventato un luogo di censura e di restrizioni".

 

Il critico d'arte nella giornata di ieri è stato portato via di peso dall'Aula (Qui video). "In tribunale si potrà anche ricostruire il percorso che ha portato la Bartolozzi e la Carfagna in parlamento. In modo che, anche se con anni di ritardo, si possa poi dire: aveva ragione Sgarbi".

 

Il deputato e presidente del Mart nega dunque di aver pronunciato gli insulti che hanno determinato la sua espulsione dall'aula della Camera. "Le sole parole 'irripetibili' - aggiunge Sgarbi - che ho pronunciato all'indirizzo delle due 'indignate di comodo' sono: 'ridicola' alla Bartolozzi e 'fascista' alla Carfagna. Parole perfettamente aderenti ai loro comportamenti".

 

Non solo. "Quanto alla Bartolozzi, ex magistrato, le ho anche evocato il nome di 'Berlusconi', solo per ricordarle che si trova in parlamento proprio grazie alla generosità di Silvio Berlusconi, l'uomo più perseguitato d'Italia da certa magistratura - aggiunge il deputato nella nota -. Quella magistratura che ho denunciato nel mio discorso alla Camera e che lei ha ciecamente difeso, come se lo scandalo delle chat di Palamara fosse una invenzione. Tra l'altro a quei magistrati del caso Palamara ho fatto riferimento, e non genericamente alla categoria dei magistrati".

 

Capitolo Carfagna. "Ribadisco spiega Sgarbi - che impedirmi di parlare e votare è un atto fascista". Nella nota accusa le due deputate di montare "una ignobile strumentalizzazione politica mostrandosi come vittime. Evocano il sessismo pretendendo in quanto 'donne', una sorta di immunità alle critiche, esercitando, loro sì, una forma di intimidazione nei miei confronti".

 

Nel frattempo non mancano le reazioni a quanto avvenuto a Roma. "Trovo inaccettabile e vergognose le parole irripetibili - commenta Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva - che l’onorevole Sgarbi ha rivolto in Aula alla Camera alle colleghe, Giusi Bartolozzi e alla vicepresidente Mara Carfagna, alle quali va la mia piena solidarietà. Trovo quanto accaduto un fatto gravissimo non solo perché è un rappresentante del popolo italiano ma anche perché è presidente del Mart, luogo di cultura e inclusione. E’ un uomo potente capace di ferire e annientare altre persone. Ma le donne non hanno paura. Non sono più disposte ad accettare oltre".

 

Interviene nel dibattito anche Franco Ianeselli, candidato sindaco a Trento per il centrosinistra e Patt. "Questo personaggio è il presidente del Mart. Quanto ancora la cultura trentina dovrà sopportare le sue sceneggiate? Non se ne può più. Fugatti e Bisesti che lo hanno tanto voluto dimostrino un briciolo di pudore e ammettano l'errore. I grandi musei hanno bisogno d'altro. Basta Sgarbi al Trentino".

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