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Sgarbi chiede e Kaswalder esegue con una nota di richiamo ai consiglieri: ''Evitare attacchi personali al presidente del Mart''. La replica: ''Lettera paradossale''

Le esternazioni del presidente del Mart, come quella sul Covid-19 e "Il virus del buco del culo" o "L'evasore fiscale è un patriota", erano state oggetto di diverse interrogazioni da parte delle minoranze. Consiglieri bollati dal critico d'arte come "depensanti" in qualche occasione e che non ha mai mancato di rispondere, anche duramente, alle varie sollecitazioni

Di Luca Andreazza - 01 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. "Sono stato ripetutamente insultato in Aula e non solo da Alessandro Savoi, ho chiesto a Walter Kaswalder di intervenire ma non c'è stato nessun richiamo", queste le parole dell'ex governatore Ugo Rossi, che aggiunge: "Però il presidente del Consiglio provinciale si è sentito in dovere di intervenire se sollecitato dall'onorevole Vittorio Sgarbi". "E' una presa di posizione paradossale. Ho chiesto ufficialmente gli atti per avere il quadro completo", commenta Paolo Ghezzi.

 

I consiglieri provinciali sono, infatti, stati raggiunti da una nota di Kaswalder che invita i colleghi a utilizzare sempre un linguaggio e un comportamento consoni al ruolo istituzionale che rivestono. Già nel corso della conferenza stampa di presentazione del Caravaggio, il numero uno del Mart aveva chiesto al presidente del Consiglio di intervenire in quanto si sarebbe sentito bersagliato dalle opposizioni. Successivamente il critico d'arte avrebbe scritto a piazza Dante e così è così arrivata la difesa d'ufficio

 

"Informo i consiglieri - si legge nella nota - che è pervenuta formale richiesta da parte del presidente del Mart affinché la presidenza del Consiglio si attivi per evitare che negli atti politici dei singoli consiglieri siano perpetrati attacchi personali o riportate affermazioni lesive del suo operato, e ciò anche al fine di scongiurare future possibili iniziative giudiziarie. Nella risposta trasmessa all’onorevole Sgarbi ho sottolineato che non spetta al presidente dell’assemblea censurare le azioni dei consiglieri intraprese nell’esercizio della libera manifestazione del pensiero e di denuncia politica, ove rispettose delle condizioni, dei limiti e delle modalità fissate dalle norme regolamentari. Ciò nondimeno ho espresso l’auspicio a che il confronto dialettico si svolga sempre in maniera corretta e rispettosa delle altrui posizioni". La lettera è particolarmente lunga e articolata, poi allargata a una linea di comportamento generale, ma a muovere tutto è stato comunque l'intervento del parlamentare.

Le esternazioni del presidente del Mart, come quella sul Covid-19 e "Il virus del buco del culo" (Qui articolo) o "L'evasore fiscale è un patriota" (Qui articolo), erano state oggetto di diverse interrogazioni da parte delle minoranze. Consiglieri bollati dal critico d'arte come "depensanti" in qualche occasione e che non ha mai mancato di rispondere, anche duramente, alle varie sollecitazioni. Una situazione che appare tesa, tanto che le opposizioni avevano lavorato a un documento per chiedere il cambio della guida del museo, mentre una petizione in tal senso è pronta a sbarcare in Provincia per la discussione dopo aver passato la commissione (Qui articolo). Ora c'è anche la nota di Kaswalder a difendere il parlamentare.

 

"Dubito - dice Rossi - che nei documenti dei colleghi ci siano parole offensive. Personalmente sono stato più volte insultato dal presidente della Lega e non è stato formalizzato o detto praticamente nulla, nonostante le ripetute richieste di intervenire. Noto che Kaswalder ha ripreso l'esercizio delle sue funzioni su sollecitazione dell'onorevole Sgarbi, speriamo però che non si limiti a questo episodio".

 

Sono già diverse le reazioni politiche a questa nota. "Si richiama all’uso di un linguaggio consono al ruolo rivestito dai Consiglieri - prosegue l'ex assessore Luca Zeni - nonché mirata a evidenziare il rischio di possibili responsabilità giuridiche in capo al Consiglio provinciale per le affermazioni rese dai singoli consiglieri nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali".

 

A fronte di questa lettera ufficiale, il consigliere del Partito democratico ha presentato una specifica interrogazione al presidente del Consiglio provinciale per rilevare l’ironia della situazione.  

 

"L'onorevole - evidenzia Zeni - è un personaggio pubblico non nuovo a esternazioni e toni che non sempre si contraddistinguono per sobrietà, ma perché Kaswalder, nelle sue funzioni di consigliere provinciale, ha utilizzato in passato modi che potremmo definire quanto meno 'ruspanti'. Fa piacere, indubbiamente, che il presidente del Consiglio abbia maturato la decisione di abbandonare un linguaggio non sempre consono alle istituzioni, così come si apprezza il fatto che abbia deciso di invitare i consiglieri a fare altrettanto, nella certezza che questo sia stato rivolto anche al presidente del Mart. Questo nulla toglie alla necessità di sapere sulla base di quale giurisprudenza siano state svolte le argomentazioni di Kaswalder, che possono preludere a censure preventive sugli atti politici".

 

A chiedere il carteggio completo c'è anche Paolo Ghezzi. "Non mi fido di Kaswalder che ha mentito almeno in due occasioni (Qui articolo). Il presidente del Mart ci insulta e ci dileggia, ma a ricevere una nota di richiamo siamo noi. E' come se Dracula chiedesse al sindacato delle vittime se possono evitare di irrigidire il collo per non causargli problemi agli incisivi. A questo si può aggiungere che in consiglio provinciale non sempre tutto fila liscio e il massimo è stato un richiamo molto blando a Savoi per le offese che ci rivolge continuamente in Aula".

 

Insomma, la nota viene considerato un atteggiamento un po' particolare. "Speriamo che il presidente del Consiglio abbia comunque difeso il ruolo e la dignità dei consiglieri. Questa vicenda conferma ancora volta la non adeguatezza di Kaswalder, un altro episodio poco edificante: resta da capire ancora per quanto vuole imporci la sua presenza a capo del consiglio provinciale. ", conclude Ghezzi.

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