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Coronavirus, ammessa la petizione che chiede le dimissioni di Sgarbi dal Mart: ''Trattazione in quinta commissione''

La raccolta di circa 20 mila firme prosegue il suo iter: l'Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale ha deliberato "l'ammissibilità della petizione popolare che chiede le dimissioni dell'attuale presidente del Mart. La petizione verrà assegnata alla V Commissione permanente del Consiglio provinciale per la trattazione"

Di Luca Andreazza - 26 agosto 2020 - 18:18

TRENTO. "Siamo assolutamente soddisfatti di poter motivare il senso di questa azione, la motivazione è strettamente di ordine sanitario". Così Roberto Rinaldi di Articolo 21 e primo firmatario della petizione "No ad un Presidente volgare al Museo Mart di Rovereto" consegnata a inizio agosto a Walter Kaswalder, presidente del Consiglio provinciale

 

La petizione ha raggiunto quasi 20 mila firme e la richiesta è quella delle dimissioni di Vittorio Sgarbi dal ruolo di presidente del Mart per le dichiarazioni rilasciate in materia sanitaria. Era l'inizio di marzo, quando il noto critico d'arte si è lanciato in esternazioni a tema Covid-19: "Non credo al coronavirus. E' il virus del buco del culo. Alzatevi, andate in giro, andate a Codogno'' (Qui articolo).

 

Da lì a cascata sono arrivate le prese di distanza del vice presidente dell'ente museale, Silvio Cattani, e della consigliera Dalia Macii che avevano scaricato il critico d'arte (Qui articolo), così come i dipendenti che si sono schierati compatti per chiedere un intervento della Provincia per assumere i provvedimenti del caso (Qui articolo), senza dimenticare le varie reazioni politiche. Nel frattempo il video era stato poi eliminato da Facebook perché in violazione delle politiche del social network.

 

La raccolta firme prosegue il suo iter: l'Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale ha deliberato "l'ammissibilità della petizione popolare che chiede le dimissioni dell'attuale presidente del Mart. La petizione verrà assegnata alla V Commissione permanente del Consiglio provinciale per la trattazione".

 

"Non è una presa di posizione politica e non trattiamo la gestione del museo. Il nodo - aggiunge Rinaldi - sono le esternazioni di una figura che ricopre un ruolo istituzionale e dichiarazioni contro le precauzioni e la salute pubblica nella fase più acuta dell'emergenza coronavirus. Ho conoscenze dirette degli effetti della pandemia in quanto lavoro in ambito socio-sanitario. Nel corso della trattazione in commissione intendo avvalermi di pareri medici".

 

Contestualmente il presidente del Mart aveva lanciato la sua contro-petizione per "Difendere la libertà di pensiero di Vittorio Sgarbi", la raccolta si è, però, fermata a circa 1.400 firme (Qui articolo). Alla notizia del deposito della petizione il critico d'arte era intervenuto per rispedire le accuse al mittente: tragicomico e grottesco (Qui articolo).

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