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Sgarbi e coronavirus, il critico d'arte lancia la sua petizione per ''difendere la libertà di pensiero di Sgarbi'' e intanto scrive a tre ministri: ''Marini mi stalkerizza''

Il critico d'arte ribatte anche a Alex Marini, consigliere provinciale in quota Movimento 5 stelle, in procinto di depositare una mozione in Provincia per chiedere l'allontanamento di Sgarbi dal vertice del Mart. Il parlamentare interessa ben tre ministri: Luciana Lamorgese (Interno), Francesco Boccia (Affari regionali e Autonomie) e Dario Franceschini (Beni culturali)

Di Luca Andreazza - 13 marzo 2020 - 23:15

TRENTO. E' sfida a colpi di petizione su Change.org. C'è quella per dire "No ad un Presidente volgare al Museo Mart di Rovereto" che è decollata in modo rapidissimo per superare le 15 mila sottoscrizioni (Qui link petizione). E poi c'è quella lanciata da poche ore da Vittorio Sgarbi stesso con Carlo Vulpio, Salvo Nugnes, Nino Ippolito e Sauro Moretti: "Difendiamo la libertà di pensiero di Vittorio Sgarbi" (Qui link petizione). 

 

"Libertà, libertà, libertà. Noi - si legge nella descrizione (sotto in forma completa) - ci rispecchiamo nella libertà di pensiero e nella indipendenza, rispetto a ogni luogo comune, di Vittorio Sgarbi. Interpretiamo anche i suoi errori come generosi perché sostenuti da una vitalità di pensiero, di cui egli ha dato prova in tutti gli incarichi e ruoli cui è stato chiamato".

 

Nel frattempo il critico d'arte ribatte anche a Alex Marini, consigliere provinciale in quota Movimento 5 stelle, in procinto di depositare una mozione in Consiglio provinciale per chiedere l'allontanamento di Sgarbi dal vertice del Mart (Qui articolo). E Sgarbi affila le armi, tanto da aver interessato ben tre ministri: Luciana Lamorgese (Interno), Francesco Boccia (Affari regionali e Autonomie) e Dario Franceschini (Beni culturali).

 

"Con ossessivo impegno e senza mai affrontare questioni di merito - spiega il critico d'arte - il consigliere Alex Marini dell’assemblea provinciale di Trento, produce atti ispettivi di carattere intimidatorio, del tutto estranei alla sua attività istituzionale. Questa azione si configura anche in termini penali come una manifestazione di stalkeraggio travestita da azione politica e le pretese relative alle funzioni di un singolo cittadino hanno carattere ritorsivo".

 

Non solo. "Il Mart - prosegue il presidente del museo di Rovereto - ha anche in tempi di emergenza, una operosità garantita da una direzione rigorosa e da una presidenza rispettosa e assidua, autonoma e culturalmente propositiva e che le pretese e le censure relative alle funzioni di un singolo cittadino hanno carattere ritorsivo", prosegue Sgarbi: "l’articolo 21 e l’articolo 68 della Costituzione tutelano le opinioni e i voti di un parlamentare anche da indebite ingerenze manifestate abusando di organi istituzionali".

 

E quindi l'affondo: "Intendo sapere quali misure - conclude Sgarbi - il Governo intende assumere per trasmettere all’assemblea della Provincia di Trento le elementari nozioni democratiche sui diritti e doveri dei cittadini e dei loro rappresentanti e sulle prerogative dei consiglieri provinciali nel rispetto delle istituzioni, sanzionando gli abusi di chi utilizza organi istituzionali per polemiche personali, estranee al confronto e alla dialettica politica".

 

La querelle sotto la cupola dell'architetto Mario Botta prosegue a seguito delle esternazioni diffuse in rete da Sgarbi sull'epidemia di coronavirus. Da lì a cascata sono arrivate le prese di distanza del vice presidente dell'ente museale, Silvio Cattani, e della consigliera Dalia Macii hanno scaricato il  critico d'arte (Qui articolo), così come i dipendenti che si sono schierati compatti per chiedere un intervento della Provincia per assumere i provvedimenti del caso (Qui articolo).

 

E mentre l'assessore Bisesti ha preso tempo, sono numerose le richieste di dimissioni da parte di Sgarbi o un intervento della Pat tra Futura (Qui articolo) e Patt (Qui articolo), Movimento 5 stelle, Verdi Partito democratico (Qui articolo).

 

La petizione "Difendiamo la libertà di pensiero di Vittorio Sgarbi":

Libertà, libertà, libertà!

 

Noi ci rispecchiamo nella libertà di pensiero e nella indipendenza, rispetto a ogni luogo comune, di Vittorio Sgarbi.

 

Interpretiamo anche i suoi errori come generosi perché sostenuti da una vitalità di pensiero, di cui egli ha dato prova in tutti gli incarichi e ruoli cui è stato chiamato.

 

Le sue recenti stagioni come Presidente di “Ferrara Arte” e Presidente del “Mart” di Rovereto sono caratterizzate da proposte e programmi innovativi, e da iniziative già realizzate, nonostante i tristi tempi di chiusura.

 

 A Rovereto la grande mostra su Isadora Duncan, la mostra di Artschwager, prima al Mart che al Guggenheim di Bilbao, il dialogo tra Bernardo Strozzi e Yves Klein, e  tra Arturo Martini e Gino Rossi; e ora le nuove mostre dedicate a Italo Zannier (“ll libro illustrato dall’incisione al digitale / Italo Zannier fotografo innocente”) e a Yervant Gianikian e Angela Ricchi Lucchi (“I diari”); inoltre “Tullio Garbari. Primitivismo e modernità”, a Palazzo delle Albere; e “Il Realismo Magico nell’arte sarda” a Cavalese.

 

Nelle prossime settimane è prevista (fatta salva l’emergenza sanitaria in corso) l’apertura di tre Focus: ”Ardengo Soffici. Incontro di Dante e Beatrice”, ”Omaggio a Claudia Gian Ferrari” e “After Monet. Il pittorialismo nelle Collezioni del Mart”; e della mostra di “Carlo Benvenuto”.

 

Sgarbi sta lavorando  da mesi alla tanto attesa mostra “Caravaggio e il contemporaneo”, con opere di Cagnaccio di San Pietro, Burri e Pasolini, la cui apertura è stata posticipata al 27 agosto per la succitata emergenza sanitaria. Sta inoltre perfezionando gli accordi con la Tate Britain di Londra per la mostra su “Constable”. E, ancora, ha voluto la mostra, affidata a Beatrice Avanzi: ”Picasso, de Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello”, nell’anno della celebrazioni del grande artista urbinate.

 

In relazione con Ferrara Arte, ha previsto la mostra su “Giovanni Boldini”, a Rovereto prima che al Petit Palais di Parigi.

 

A Ferrara, dove una consolidata rete di protezione, tra politici e sovrintendenti intellettualmente disonesti, cerca di ostacolarlo con l’appoggio dei soliti esponenti di un pensiero unico, ha fortemente voluto la mostra di Gaetano Previati come inizio di una serie di mostre dedicate ad artisti ferraresi: Giambattista Crema,  Arrigo Minerbi, Roberto Melli, legando al castello una parte importante della collezione Cavallini Sgarbi vincolata dallo Stato.

 

Ha programmato una mostra di Banksy con  opere inedite ed ha determinato, in una città con tutti i monumenti chiusi,  dopo il terremoto del 2012,  la riapertura di Palazzo Schifanoia, con una illuminazione straordinaria e innovativa, e con una importante mostra su “L’oro degli estensi”.

 

In una città ferma e abituata a dissipare finanziamenti pubblici, l’arrivo di Sgarbi ha sconvolto le rendite di posizione, le nomine e le curatele che prescindono dalle competenze.

 

Per questo vogliamo sottoscrivere un appello perché egli possa, con totale fiducia, continuare il suo lavoro, utile alla rinascita di istituzioni importanti come il Mart di Rovereto e di Ferrara Arte.

 

Per questo ti chiediamo di firmare questo documento e di condividerlo con i tuoi amici perché possano fare altrettanto.

Carlo Vulpio, Salvo Nugnes, Nino Ippolito, Sauro Moretti.

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