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Consegnate 20mila firme per le dimissioni di Sgarbi dal Mart dopo le dichiarazioni sul Coronavirus. La replica: "Grottesco e tragicomico"

Articolo 21, associazione promotrice della petizione che chiedeva le dimissioni da presidente del Mart dell'onorevole Vittorio Sgarbi, autore a inizio marzo di affermazioni contrarie alle misure messe in campo dal governo per fronteggiare il virus, ha consegnato al Consiglio provinciale quasi 20mila firme. La replica: "Non mi faccio intimidire"

Pubblicato il - 10 agosto 2020 - 17:21

TRENTO. Ha ottenuto quasi 20mila firme la petizione lanciata dalla sezione trentina di Articolo21 con cui si richiedono al presidente del Mart Vittorio Sgarbi le dimissioni per le dichiarazioni rilasciate in materia sanitaria. Era l'inizio di marzo, infatti, quando il noto critico d'arte lanciava i suoi strali contro le misure decise dal governo per fronteggiare l'emergenza sanitaria.

 

Il video, che immediatamente aveva sollevato le proteste da diverse parti, era stato poi eliminato da facebook perché in violazione delle politiche del social network. Istituita su change.org, la petizione ha raccolto 19385 firme stampate in ben 800 pagine e consegnate nella mattinata di lunedì 10 agosto dal referente dell'associazione Articolo21 Roberto Rinaldi al Consiglio provinciale di Trento.

 

La risposta del presidente del Mart non si è fatta tuttavia attendere. “Le firme contro di me sono solo propaganda politica – ha tuonato Sgarbi – non mi faccio intimidire da finti difensori della libertà di pensiero. Grottesco se non tragicomico che un gruppo di sedicenti difensori della libertà di pensiero, che abusivamente si professano difensori dell'articolo 21 della Costituzione, riuniti sotto l'omonima associazione che vive di finanziamenti pubblici (e quindi governativi), cerchi d'impedire a me, unica voce libera durante la pandemia nel contrastare la narrazione di terrore e falsità del Governo (come adesso dimostrano i contenuti dei verbali del Comitato tecnico scientifico) di manifestare liberamente le mie opinioni”.

 

Sgarbi, poi, ricorda la contro-petizione lanciata a favore della libertà di pensiero. “Riguardo alle firme, se proprio deve diventare una gara a chi ne ha raccolte di più, ricordo a questi smemorati, che proprio a difesa della libertà di pensiero contro le restrizioni alle libertà costituzionali imposte dal Governo Conte, ho promosso, come primo firmatario, un appello al Presidente della Repubblica, formato anche da premi Nobel come lo scrittore Mario Vargas Llosa, intellettuali come Bernard-Herni Levy, Giulio Giorello. Petros Markaris, Tahar Ben Jelloun, Elena Loewenthal e Alain Elkann, che ha raccolto ben 32mila firme, una eloquente risposta a questi finti difensori della libertà di pensiero, mossi chiaramente da ragioni di propaganda politica, essendo i promotori tutti militanti della sinistra più ideologica retrograda, e ai quali, va da sé, nulla importa del Mart non conoscendone l'attività e non avendo mai partecipato ad alcuna iniziativa”.

 

Il presidente del Mart ha poi concluso: “Non mi lascio dunque intimidire da un appello farlocco, falso nelle premesse e altrettanto falso nel contenuto, perché nel mio ruolo di presidente del Mart debbo essere giudicato per quello che faccio al Mart, non per le mie idee politiche di cittadino prima e parlamentare dopo. Non intendo pertanto subire passivamente simili forme d'intimidazione se non proprio di ritorsione, e per questa ragione ogni forma di diffamazione ai miei danni sarà perseguita nelle opportune sedi”.

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