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Coronavirus, Paccher attacca le opposizioni perché chiedono un minuto di silenzio: ''Speculano sui morti trentini''. E sui dati: ''Non cambia se ce li dicono domani o dopodomani''

Il presidente del consiglio regionale e consigliere provinciale leghista oggi nella discussione (via web) per il bilancio ha attaccato le minoranze in maniera veemente dimostrando una distanza siderale da tutti quei cittadini che in questi mesi hanno chiesto che venisse rispettato uno dei loro diritti fondamentali dalla Provincia: quello della trasparenza. Le repliche di Rossi e Coppola

Di Luca Pianesi - 15 dicembre 2020 - 19:42

TRENTO. ''Mi sembra una bassa speculazione quella che sta facendo parte dell'opposizione. Ho visto interventi da far diventare 'rossi' di vergogna. Stanno cercando di strumentalizzare i morti trentini per politica di basso livello. Così si manca di rispetto ai cittadini che cercano soluzioni ai loro problemi. Invece ci sono critiche perché mancano i dati. Io, da consigliere, non mi sento umiliato se i dati sono pubblicati prima sui mezzi di informazione. Qua c'è speculazione ottusa da parte delle minoranze sui morti. Perché certe critiche fanno diventare rossi di vergogna''. Così il presidente del consiglio regionale e consigliere leghista della Pat Roberto Paccher ha dimostrato, nella seduta di oggi dedicata al bilancio, la distanza siderale che c'è tra il mondo che lui rappresenta e tutti gli altri: frotte di cittadini che chiedono da settimane il rispetto di uno dei principi democratici più alti in assoluto, quello della trasparenza.

 

L'attacco del presidente Paccher portato soprattutto all'ex presidente Rossi (quel ''rossi di vergogna'' probabilmente era un arguto artificio retorico) ma anche a buona parte del resto delle opposizioni perché hanno chiesto di ricordare in Aula i tantissimi, troppi, morti da Covid che ci sono stati in Trentino (uno dei territori più colpiti d'Europa per tasso di mortalità) e di osservare un minuto di silenzio, come già fatto anche in consiglio provinciale in Alto Adige per diretta iniziativa del presidente della Provincia Kompatscher, è apparso decisamente scomposto. Ma c'è ben poco da replicare a chi non capisce nemmeno che un minuto di silenzio non specula su nulla ma serve a riflettere, ricordare, onorare chi non c'è più. E' poca cosa, senza dubbio, rispetto alla mostruosità di quanto sta accadendo e, purtroppo, quando vengono proposti questi momenti c'è sempre qualcuno che accusa chi ha avuto la giusta idea di proporlo, di speculare. Ma è rumore di fondo che non merita troppa attenzione. 

 

''In sede di discussione sul bilancio - spiega Rossi - ho detto questo: ''La massima autorità del Trentino, nel luogo istituzionale più importante, nel momento politicamente più importante (il bilancio) e nell’anno tragico della pandemia non ha speso una riga, una parola per ricordare i lutti, le sofferenze e il sacrifico causati dal Covid”. Ho ritenuto fosse mio dovere farlo notare e dopo averlo fatto ho chiesto al presidente Kaswalder se fosse possibile osservare un minuto di silenzio del consiglio a memoria di questo. Oggi in aula qualcuno ha detto “avete speculato sui morti”. Mi dispiace per questa affermazione a cui preferisco non replicare. Domani il consiglio osserverà un minuto di silenzio''. 

 

Più interessante vedere cosa pensa il presidente Paccher sul tema dei dati. Un tema che ha visto scendere in campo tutte le opposizioni (quindi i rappresentanti di quei trentini che non hanno votato due anni fa Paccher e compagnia) associazioni di categoria come Confindustria, i sindacati, l'ordine dei medici e dei farmacisti, associazioni di ogni tipo, professori, figure di rilievo del territorio, oltre a tutti gli organi di informazione. Insomma non erano Rossi o Zanella o Coppola o Zeni o Degasperi o Marini a chiedere quei dati ma i trentini, i datori di lavoro di Paccher, di Fugatti e Segnana che, pur conoscendo i numeri reali, tengono all'oscuro la comunità violando uno dei principi più importanti della democrazia: la trasparenza.

 

E la trasparenza in questo caso si traduce in consapevolezza, di quel che sta succedendo realmente. Perché ogni giorno si danno, in tutto il mondo, i numeri del contagio? Chissà se la domanda se la saranno mai posta nei banchi della maggioranza provinciale? Non per un esercizio statistico (o non solo) ma perché così si sensibilizza la popolazione e si cerca di contrastare la pandemia nell'unico modo oggi conosciuto concreto: i comportamenti responsabili dei cittadini. Ovviamente se alla popolazione ogni giorno si mostra solo la parte di contagio meno importante questa sarà, giocoforza, portata se non a sottovalutare la situazione a ritenerla comunque meno grave di quel che è davvero. Insomma la trasparenza ''regola'' i comportamenti dei singoli e spinge la collettività ad essere responsabile quindi, indirettamente, salva vite umane ed evitare ospedalizzazioni, ricoveri e abbassa la curva del contagio.  

 

Paccher non pensa sia così e lo ha ribadito anche oggi: ''Sui dati non ho detto che non abbiamo diritto ad avere i dati richiesti ma dobbiamo anche comprendere la situazione di estrema gravità e di emergenza nella quale ci troviamo e tra le priorità di questa giunta ci saranno anche altre scelte e cose che quotidianamente devono fare. Questi dati arriveranno, anche io ho firmato la risoluzione che li chiede ma non vivo con quest'ansia di saperli. Se arrivano domani non cambiano l'emergenza in cui ci troviamo ma possono servire ai posteri. Se anche non arrivano oggi io che ho sottoscritto la risoluzione mi va bene che arrivino anche tra qualche giorno''. Per lui, insomma, si tratta di un esercizio statistico avere i dati completi. 

 

E poi ha aggiunto: ''Che proposte hanno fatto le opposizioni? Mi sono sfuggite perché a fronte delle critiche e delle condanne che vengono fatte in maniera massiccia da parte delle minoranze non ho sentito in questi mesi proposte concrete su come si può risolvere il problema delle terapie intensive. Lei ex assessore Zeni come avrebbe fatto a non far stare 53 persone in terapia intensiva o a far occupare il 70% delle stanze ospedaliere. Questa emergenza non l'ha inventata Fugatti o Segana e se andiamo a vedere le altre regioni italiane affrontano l'emergenza in maniera non programmata esattamente come noi''. 

 

 

''I Verdi del Trentino - commenta Lucia Coppola - ritengono gravi e inaccettabili le affermazioni del consigliere leghista Roberto Paccher che in Aula, in discussione di bilancio, ha affermato che dalle minoranze vengono solo speculazioni sui morti da Covid e mai proposte. Gli rispondiamo che i numeri dei contagi fanno rabbrividire e si sta profilando un disastro sanitario. Proposte dai banchi dell’opposizione ne sono venute moltissime: tramite interrogazioni, ordini del giorno, risoluzioni e richiesta di dati certi. Così come si è espressa la volontà di uscirne insieme. La posizione di Fugatti e Segnana non è certo invidiabile, ma si deve consentire alle minoranze di esercitare la loro funzione. Persino un quotidiano nazionale ha titolato “Covid, l'epidemia nascosta di Trento, tamponi fantasma e dati fasulli”. Riteniamo sia giunto il momento di dare alla popolazione trentina risposte esaurienti e soprattutto convincenti, fornendo dati reali della seconda ondata della pandemia''.

 

''Non è più tempo di giocare con i numeri - concludono i Verdi -. Gli ospedali e le terapie intensive sono allo stremo. L’auspicio è che il governo provinciale apra alle proposte delle minoranze e non lasci cadere nel vuoto l’appello odierno dell’ordine dei medici che chiede misure urgenti volte ad evitare un ulteriore peggioramento della situazione sanitaria trentina e il collasso del sistema sanitario provinciale. I Verdi del Trentino esprimono vicinanza a tutte le famiglie che hanno perso un proprio caro e formulano i migliori auguri di guarigione a tutti i malati''.

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