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Sgarbi: ''L'evasore è un patriota'', Zeni: ''Ma la giunta condivide queste affermazioni? E se sì in quale misura?''

L'ex assessore Luca Zeni interroga il governo provinciale dopo le parole di Vittorio Sgarbi a "L'aria che tira", il programma condotto da Myrta Merlino su La7. Nel mirino anche le affermazioni sul bilinguismo a Bolzano: "Ha detto che gli altoatesini sono i terroni del Tirolo e ha chiesto quale la motivazione nel definirli Alto Adige"

Di Luca Andreazza - 17 ottobre 2019 - 19:31

TRENTO. "Vorrei sapere se la giunta condivide l'elogio all'evasione fiscale di Sgarbi e, in caso di risposta affermativa, come riesca a conciliare queste posizioni con le norme finanziarie e la politica di bilancio della Provincia". Così l'ex assessore Luca Zeni interroga il governo provinciale dopo le parole di Vittorio Sgarbi a "L'aria che tira", il programma condotto da Myrta Merlino su La7.

 

"L’evasore è un patriota che difende la sua azienda e il suo Paese e non dà soldi a incapaci di governo come Luigi Di Maio e Giuseppe Conte". Queste le parole di Sgarbi in trasmissione (Qui video) e dopo l'uscita del numero uno del Mart arriva la prima reazione politica, quella del consigliere provinciale in quota Partito democratico.

 

"Alcune esternazioni dell'attuale presidente del Mart - commenta il consigliere provinciale del Pd - hanno conquistato per l'ennesima volta la notorietà mediatica, non solo per l'esuberanza, ma anche per i significati politici che dietro quelle parole si evidenziano". 

 

Nel corso della trasmissione televisiva Sgarbi ha spiegato che "Se tu arresti gli evasori, questi non lavoreranno più, quindi non pagheranno più neanche quel poco che pagavano. Per cui è bene non arrestarli ma farli lavorare di più". Così il consigliere dem ha deciso di interrogare la giunta. 

 

"Riveste - aggiunge Zeni - l'alto ruolo di presidente di una tra le più prestigiose realtà culturali della nostra terra, ma Sgarbi interviene anche su temi che esulano dalle sue competenze e che riguardano direttamente il Trentino e le sue scelte politiche. A fronte di questo, diventa lecito e doveroso chiedersi se le opinioni di questa figura istituzionale rientrino nella categoria dei 'contributi personali' oppure se in quelle dichiarazioni si ritrova anche quella giunta provinciale che 'volle, sempre volle, fortissimamente volle', il professore alla guida del Mart".

 

Il consigliere provinciale porta un altro esempio. "Negli ultimi giorni - dice - Sgarbi ha ritenuto di dover intervenire sul tema e sulle polemiche del bilinguismo a Bolzano per affermare che "i sudtirolesi sono i terroni del Tirolo perché chiamarli Alto Adige?'. Ora il tema di approfondita analisi è quello dell'evasione fiscale, un'eterna piaga dell'Italia. Una questione rilevante non solo dal punto di vista generale dell'ordinamento che necessita di regole e istituzioni che guidano e sostengono la spesa pubblica, ma anche perché le norme finanziarie dell'autonomia speciale comportano che il bilancio della Provincia di Trento si regga, per parti rilevanti, sulle imposte versate localmente". 

 

Un argomento delicato. "Il professore - prosegue l'ex assessore - sostiene che gli evasori fiscali non debbano essere arrestati, come sembra prevedere il governo nazionale, perché solo dei cretini versano i loro soldi allo Stato. Mentre è chiarissima la sacralità della libertà di opinione del singolo, più preoccupante potrebbe rivelarsi l’espressione di queste opinioni da parte di figure istituzionali del territorio e, soprattutto, la condivisione di questi assunti da parte delle istituzioni dell’autonomia speciale perché questo atteggiamento avrebbe senza dubbio risvolti politici di sicuro rilievo: l’incitazione all’evasione fiscale è incitazione a compiere un reato e come tale va trattata".

 

E così il consigliere provinciale interroga la giunta provinciale per sapere: "Se la stessa condivida - conclude Zeni - la rappresentazione della comunità altoatesina definita come 'i terroni dell’Alto Adige' e quale sia la posizione politica del governo provinciale rispetto alla polemica sul bilinguismo, ma anche se condivida l’elogio all’evasione fiscale e secondo quali modalità, in caso di risposta affermativa, la giunta provinciale riesca a conciliare queste posizioni con le norme finanziare e la politica di bilancio della Provincia di Trento".

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