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Marini batte Sgarbi in tribunale? ''Ride bene chi ride ultimo. Tutto illegittimo: prima del tribunale deve esprimersi la Camera dei deputati''

Il tribunale di Macerata ha condannato il critico d'arte a pagare 15 mila euro, oltre al pagamento delle spese legali al consigliere del Movimento 5 Stelle. Vittorio Sgarbi: "Il giudice ha dimenticato un suo preciso dovere: il necessario rispetto dell’articolo 68, che prevede la sospensione del procedimento civile e l'invio degli atti alla Camera per accertare l’insindacabilità delle opinioni espresse da un membro del parlamento"

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2021 - 15:51

TRENTO. "Ride bene chi ride ultimo". Così Vittorio Sgarbi commenta il dover risarcire Alex Marini (Qui articolo). "Il roboante annuncio di una mia condanna a risarcire 15 mila euro al consigliere della Provincia di Trento è privo di fondamento, giuridico e costituzionale. La decisione toccava prima al parlamento e poi al tribunale. La sentenza è illegittima e nulla. E verrà proposto tempestivo appello, in attesa che la Camera dei deputati decida sull'intera vicenda. La felicità di Marini è abusiva e intempestiva. Una falsa partenza per una sentenza irricevibile di primo grado".

 

Il presidente del Mart aveva apostrofato Marini con una serie di epiteti tra i quali “depensante”, “inetto che non sa leggere”, “onanista con la destra e con la sinistra”, “mente ottenebrata” e poi lo aveva anche denunciato sentendosi offeso dal consigliere 5 Stelle (assieme alla consigliera Sara Ferrari del Pd) che aveva criticato apertamente la nomina del deputato alla presidenza del Mart, ritenendola inopportuna.

 

A quel punto il vulcanico critico d'arte aveva attaccato Marini ed erano seguiti, nell'ordine, una levata di scudi della politica e delle istituzioni trentine a difesa dei due consiglieri trentini (qui articolo), due lettere furibonde del deputato e critico d'arte con cui il presidente del Mart rimetteva il suo mandato nelle mani del governatore trentino (qui articolo), lo stop di Fugatti che aveva riconfermato il mandato a Sgarbi (qui articolo), poi criticato anch'egli dallo stesso deputato (qui articolo) che faceva riferimento al parere espresso da Cantone.

 

Ma, dopo il punto fermo del presidente della Provincia, la querelle non si era esaurita. I capitoli successivi erano stati scritti da Alex Marini che aveva lanciato un sondaggio in rete chiedendo se dovesse o meno querelare il presidente del Mart (qui articolo) e che si chiedeva poi se Sgarbi avesse "diritto di fregiarsi del titolo di professore ordinario" (qui articolo).

 

Un confronto piuttosto aspro e Sgarbi aveva denunciato Marini. "L'euforia del consigliere provinciale, che continua a insultare impunito, chiamando l’azione giudiziaria minaccia dell’azione risarcitoria come strumento di pressione, è destinata a spegnersi per due considerazioni - evidenzia il presidente del Mart - la prima di opportunità, la seconda di diritto. La fortuna del mio contendente sta nell’aver avuto un antagonista 'ricco e famoso', come mi definisce, che ha mosso il tribunale di Macerata, in tempi di sospensione di tutto, in piena epidemia, a uffici giudiziari semi-chiusi, a una insolita urgenza, per dare prova di una punizione esemplare all’insolente, che sarei io, nominato, nonostante le tendenziose e errate insinuazioni di Marini, presidente del Mart, dopo una istruttoria, a me favorevole, dell’Anac firmata dal presidente Raffaele Cantone".

 

Il presidente del Mart ha però perso la prima causa e deve pagare 15 mila euro, oltre alle spese processuali. "Dispiace rovinare la festa al consigliere gaudente e alla magistratura solerte - prosegue Sgarbi - ma, nella fretta del provvedimento esemplare, il giudice ha dimenticato un suo preciso dovere: il necessario rispetto dell’articolo 68, come aveva dedotto dall’avvocato Cicconi, che prevede, sempre e in ogni caso, la sospensione del procedimento civile e l'invio degli atti alla Camera dei deputati per accertare l’insindacabilità delle opinioni espresse da un membro del parlamento. Preme sottolineare che per gli stessi fatti, Alex Marini ha proposto azione civile e penale nei miei confronti. Dunque il Giudice civile maceratese viene clamorosamente smentito dai suoi colleghi dello stesso tribunale i quali, appunto per gli stessi fatti e prima di qualsiasi determinazione, hanno ritenuto opportuno sospendere il procedimento penale e inviare gli atti alla Camera dei deputati, si è arbitrariamente sostituito al parlamento con un evidente abuso di funzioni, producendo una forma di compiaciuta condanna".

 

Insomma, la vicenda non è destinata a terminare qui. "La decisione toccava prima al Parlamento, come prescrive la costituzione, e poi al tribunale. Così è solo il capriccioso, onanistico e colpevole arbitrio di un magistrato. Una autocondanna. E' una falsa partenza e la sentenza irricevibile. Verrà proposto tempestivo appello", conclude Sgarbi. 

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