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Mart-Sgarbi: ''Pronto a dimettermi'' e sulle parole di Marini e Ferrari annuncia: ''Farò un'interrogazione parlamentare, hanno offeso anche Cantone''

Vittorio Sgarbi risponde agli attacchi e si dice pronto a riconsegnare la sua nomina. Il critico d'arte attacca Ghezzi che, spiega, ha "evidentemente una mentalità repressiva" ma anche Giorgio Tonini "spaesato in un partito disperso" e chiude affermando che "nelle polemiche contro di me e contro le mie funzioni, non arretrerò di un millimetro, esprimendomi liberamente nel mio linguaggio" (ALL'INTERNO LE DUE LETTERE DI VITTORIO SGARBI)

Di Luca Andreazza - 07 maggio 2019 - 16:01

TRENTO. "Non volendo essere oggetto di aggressioni e di insulti, per i progetti che ho già elaborato, e posso proporre in sedi più rispettose e meno rissose, annuncio la mia disponibilità a restituire la mia 'carica' nelle mani del presidente Fugatti", queste le parole di Vittorio Sgarbi attraverso le quali si dice pronto a salutare il Trentino riconsegnando la carica di presidente del Mart nelle mani del governatore.

Un incarico, quest'ultimo, arrivato da pochi mesi. Il critico d'arte è pronto a gettare la spugna e a dimettersi. Dopo il botta e risposta tra le pagine de Il Dolomiti tra i consiglieri provinciali Sara Ferrari (Pd) e Alex Marini (Movimento 5 stelle) e il numero uno del museo roveretano (Qui articolo) e la relativa bufera politica sulle sue parole (Qui articolo).

 

Il critico d'arte affida a due lettere, che pubblichiamo in forma integrale, le ragioni delle sue intenzioni a dimettersi dal ruolo di presidente del Mart, che significherebbe  accantonare il piano del critico d'arte per rilanciare anche il palazzo delle Albere e probabilmente anche la sua collezione personale  che non arriverebbe Castel Caldes in Val di Sole (Qui articolo).

 

Nel giro di due giorni l'assessore Mirko Bisesti è stato smentito proprio da Sgarbi in merito alla nomina di Franco Panizza nel ruolo di supersegretario e l'amministrazione provinciale viene colpita nuovamente dalla decisione di Sgarbi di essere pronto a gettare la spugna . Insomma, per il museo d'arte e contemporanea di Rovereto potrebbe essere tutto da rifare e la giunta rischia di dover correre ai ripari. 

 

Seconda lettera

 

Gentile direttore,

 

com’era prevedibile, le mie dichiarazioni su due consiglieri che hanno offeso, con me, il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone (e su questa materia annuncio un'interrogazione parlamentare, nel Parlamento italiano, al presidente del consiglio, al ministro dell’Interno e della giustizia), ha sollevato una serie di reazioni che sembrerebbero voler interdire e soffocare il mio diritto alla parola e alla difesa, dopo che i due “depensanti” hanno giudicato la mia nomina una “pagliacciata”.

 

Per questo non accolgo né legittimo il “rammarico” del pur corretto presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, Walter Kaswalder, di cui apprezzo la misura; e ritengo invece ulteriormente offensive le dichiarazioni di un altro, non so quanto pensante, consigliere provinciale, Paolo Ghezzi, che presuppone che la mia “carica” debba impormi il silenzio (manifestando evidentemente una mentalità repressiva). E aggiunge, in termini offensivi (“controverso” sarà lui, io sono riconosciuto), e equivocando il mio ruolo (io non so cosa sia, in lingua italiana ,una “strategia trasversale”): “la personalità controversa del critico d’arte poteva – e questo va riconosciuto – offrire l’occasione per rilanciare la visibilità del Mart, qualora si aderisca alla tesi per la quale un museo abbia bisogno di un testimonial e non, invece, di una strategia trasversale volta a valorizzare e far conoscere all’Italia, al mondo e ai numerosi turisti che visitano la nostra regione il suo patrimonio artistico e culturale”.

 

Io non straparlo, e non so cosa dovrei versare “fuori dal vaso”del Ghezzi che, evidentemente, sottovaluta la vera offesa, la parola “pagliacciata” all’indirizzo del presidente della Provincia, degli esponenti della Giunta provinciale e della maggioranza, e di Raffaele Cantone, Autorità anticorruzione, che si e’ pronunciato in termini inequivocabili (e che andavano istituzionalmente meditate): soggetti, questi sì, offesi “fuori dal vaso”.

 

Anch’egli, peraltro, non avendo letto Cantone e neppure lo statuto Trentino, parla di “svuotamento operato dalla giunta nelle prerogative della ‘carica’ di presidente”, ignorando che esse,come rileva Cantone, sono inesistenti nella norma, per un “Ente pubblico non economico, senza fini di lucro”, come è il Mart, all’insaputa del Ghezzi  ,poco pensante (si può dire?).

 

E, ancora, egli esprime un inaccettabile giudizio sulla mia “attività amministrativa e politica”, al punto da attribuirmi un vitalizio che io non ricevo, in quanto parlamentare in carica.

 

Infine, trovo enorme la reazione del pensante Giorgio Tonini, spaesato in un partito disperso, che osserva le mie asserite “accuse offensive, pretestuose, grossolanamente intimidatorie, ignorando la sostanza delle affermazioni dei due consiglieri, quelle sì volgari, offensive e insultanti. Appare dunque evidente che la casta, diversamente dell’ottimo, elegante e sensibile Ugo Rossi (che ha manifestato le sue preoccupazioni discretamente), ha innalzato una barriera, in difesa dei propri privilegi e delle indennità superiori, per ognuno dei consiglieri, ai 10 mila euro.

 

Evidentemente ha disturbato il mio semplice riferimento alla sproporzione fra le improvvide, disinformate e irrispettose (verso Fugatti, la giunta, Cantone e me) dichiarazioni e gli emolumenti dei due consiglieri depensanti, soprattutto nel confronto con le mie riconosciute competenze e la gratuità della mia prestazione di presidente, nella pienezza delle funzioni indicate dallo Statuto  e dalla Autorità anticorruzione (caro Tonini),e senza assegni.

 

Altro che senza deleghe. Diecimila euro a zero: questo ci distingue. Ma, non volendo essere oggetto di aggressioni e di insulti, per i progetti che ho già elaborato ,e posso proporre in sedi più rispettose e meno rissose, annuncio la mia disponibilità a restituire la mia “carica” nelle mani del presidente Fugatti.

 

E annuncio, inoltre, che, nelle polemiche contro di me e contro le mie funzioni, non arretrerò di un millimetro, esprimendomi liberamente nel mio linguaggio, certo che, almeno in questo, Alex Marini, nominato sull’onda dei “vaffa” di Grillo, potrà comprendermi.

 

Vittorio Sgarbi

Storico dell’Arte, deputato, sindaco di Sutri(senza indennità), presidente della Fondazione e del Museo Canova (senza assegni), già presidente del Mart (senza stipendio)

 

Prima lettera

 

Gentile direttore, dopo avere ricevuto una attenta comunicazione del consigliere Ugo Rossi, preoccupato che la mia affermazione su “i depensanti in carica nel Consiglio provinciale del Trentino, lautamente pagati per la loro assoluta incompetenza”, potesse riguardare anche lui, e non solo gli espressamente citati Sara Ferrari e Alex Marini, mi sembra doveroso e rispettoso puntualizzare il mio pensiero, per evitare equivoci.

 

(E vedo che analoga preoccupazione hanno espresso anche, in un comunicato, il presidente del Consiglio provinciale e , con lui, altri consiglieri). Infatti, pur considerando il rischio di una estensione ad altri consiglieri dell’attribuzione di incompetenza, l’aggettivo ”depensante”circoscrive solo ad alcuni, che si riconoscano e siano considerati titolari di quella, peraltro non infrequente, attitudine, il mio riferimento.

 

Sono dunque, nella fattispecie, le mie, parole misurate sulle affermazioni dei due inadeguati consiglieri (incredibilmente pagati 9.800 euro lordi + 1.500 di spese) che, se pensanti, non avrebbero scritto quelle sciocchezze, arrivando a definire “pagliacciata” l’autorevole e puntuale parere dalla Autorità Anticorruzione, cui io ho già segnalato, auspicando sanzioni o censure,con una lettera formale al presidente della Provincia, l’inaudito affronto, e l’irrispettoso giudizio di faciloneria e incompetenza.

 

Che solo a loro, incontinenti anche davanti alla Autorità e alla autorevolezza di Cantone, conviene. Non certo a una persona come l’attuale consigliere Ugo Rossi, che ben conosco, e di cui tutti ricordano, e alcuni rimpiangono, le competenze e l’impegno di presidente della Regione.

 

E al quale, vigente il presidente Consiglio di Amministrazione del Mart, diedi la mia disponibilità culturale (non politica, come dimostra oggi la mia considerazione per Franco Panizza) per il bene della Istituzione che oggi presiedo.

 

Grazie per l’ospitalità.

Vittorio Sgarbi

Presidente senza assegni del Mart

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