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| 25 giu 2021 | 10:16

Case Itea, il Pd attacca la Giunta leghista: “Bocciata due volte per discriminazione e razzismo sul requisito di residenza di dieci anni”

Sulle case Itea la Provincia nuovamente sconfitta in tribunale, Ferrari: “La conseguenza di questo comportamento discriminatorio è una multa di 50 euro al giorno che la Provincia è costretta a pagare per ogni giorno di ritardo dalla mancata modifica del regolamento attuativo e che oggi ammonta a 10.000 euro, a danno delle casse pubbliche”

Case Itea, il Pd attacca la Giunta leghista: “Bocciata due volte per discriminazione e razzismo sul requisito di residenza
di Tiziano Grottolo

TRENTO. “È arrivata prima la sentenza della Corte d’appello che la risposta della Giunta all’interrogazione che avevamo depositato”, questo il commento non privo di sarcasmo del Pd del Trentino che sul tema delle case Itea aveva presentato una serie di quesiti per incalzare il presidente della Provincia Maurizio Fugatti che aveva fatto introdurre il requisito di 10 anni di residenza in Italia per accedere alle graduatorie Itea e alle domande di contributo sull’affitto.

 

Ieri, l’ennesima sconfitta in tribunale, la Corte d’Appello di Trento infatti ha rigettato l’appello presentato dalla Provincia contro la sentenza del Tribunale di Trento che aveva accolto il ricorso promosso dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e da un cittadino etiope, assistiti dagli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso.

 

Il giudice di appello ha ritenuto superfluo anche il rinvio alla Corte costituzionale perché l’obbligo di garantire parità di trattamento discende direttamente dalle norme dell’Unione e prevale sulla legge provinciale. “La conseguenza di questo comportamento discriminatorio – ricorda Sara Ferrari, capogruppo Dem in Consiglio – è una multa di 50 euro al giorno che a partire dal 29 novembre 2019 la Provincia è costretta a pagare per ogni giorno di ritardo dalla mancata modifica del regolamento attuativo e che oggi ammonta a 10.000 euro, a danno delle casse pubbliche”.

 

Sul tavolo però restano comunque alcune domande, non si sa ancora se la Provincia tenterà l’ennesimo ricorso (eventualmente in Cassazione). Inoltre, l’interrogazione presentata dal consigliere Pd Luca Zeni alla quale a oggi non risulta alcuna risposta, rimane valida. Nel documento si chiedeva cosa la Provincia intendesse fare dopo il ricorso alla condanna del Tribunale di Trento, quanto fosse costata la costituzione in giudizio della Provincia, e quali procedure avrebbero dovuto seguire le persone per accedere alle graduatorie Itea ed al contributo per le spese d’affitto; e se ritenesse che le sentenze, favorevoli o contrarie che siano all’Istituzione, vadano rispettate o meno. “È necessario che il governo leghista si assuma urgentemente le proprie responsabilità secondo la sentenza, perché conta più il bisogno che la provenienza”, conclude Ferrari.

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