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Trento
14 febbraio | 13:21

Caso Clara Marchetto, le opposizioni "sfiduciano" Gerosa e incalzano la Giunta: "Dichiarazioni non compatibili con le deleghe a cultura e istruzione"

Le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia verso Francesca Gerosa: "Clara Marchetto fu trentina, autonomista, antifascista, coerente, donna di pensiero e di azione sono caratteristiche che dovrebbero portare la comunità e le istituzioni a sostenere unanimemente e senza tentennamenti l’iniziativa. L’esito del voto ha  certificato che, rispetto all’intera comunità regionale, l’unica parte politica 'divisa' è quella rappresentata dall’assessora"

TRENTO. Mozione di sfiducia nei confronti dell'assessora Francesca Gerosa. Il documento è stato presentato ufficialmente dalle opposizioni. Il nodo è il voto contrario dell'esponente di Fratelli d'Italia alla riabilitazione, poi avvenuta, in Consiglio regionale di Clara Marchetto.

 

Il "casoMarchetto continua infatti a tenere banco e si consuma un aspro confronto con anche l'intervento del ministro Francesco Lollobrigida a difendere la scelta di Gerosa .

 

Prima donna eletta in consiglio regionale nel 1948 e figura "storica" del territorio, Marchetto nel 1940 venne condannata all'ergastolo per spionaggio dal tribunale speciale fascista di Genova e venne poi liberata nel 1944 dagli Alleati.

 

Rientrata in Trentino fu attivista dell'Asar, organizzazione antesignana del Patt, e fu eletta in consiglio regionale nel 1948ma non poté assumere il mandato perché la condanna risultava ancora valida. Nel febbraio del 1949 venne nuovamente condotta in carcere poiché nel '44 era stata rimessa in libertà non legalmente dagli Alleati. Dopo anni tra Austria, Tunisia e Francia - dove lavorò come traduttrice e insegnante - solo nel 1972 ottenne il condono della pena e morì dieci anni dopo in Francia.

 

Su proposta dei membri del Collegio dei capigruppo, il consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha così deciso di "rendere pubblica la riabilitazione della figura di Clara Marchetto e di riconoscere pubblicamente l'ingiustizia da lei subita, il mancato ingresso in Consiglio regionale nel 1948".  Ma su un paio di punti della mozione Gerosa, consigliera di Fratelli d'Italia, ha puntualizzato come ci fossero delle "criticità" sulla riabilitazione di una figura che "la storia ritiene ancora complessa controversa" e chiedendo poi "prudenza" per un atto politico in questa direzione. "La nostra firma in calce alla mozione - ha dichiarato - è nel segno della collaborazione, ma non condivisibile in toto" (Qui articolo).

 

 Dopo il duro intervento del Patt che ha espresso "profonda indignazione" verso le considerazioni di Gerosa, c'è stato il sostegno del ministro Lollobrigida, le Stelle Alpine in questo caso hanno ribadito che si tratta di una "lettura fuorviante" (Qui articolo).

 

Ma il capitolo non sembra ancora chiuso. Anzi. Ora c'è l'iniziativa delle opposizioni a firma di Filippo Degasperi (Onda), Paola Demagri (Casa Autonomia), Alessio Manica, Lucia Maestri, Paolo Zanella, Michela Calzà, Francesca Parolari e Mariachiara Franzoia (Partito Democratico), Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra), Francesco Valduga, Roberto Stanchina, Michele Malfer e Chiara Maule (Campobase).

 

"La mozione, originata da un’iniziativa di settanta cittadine e cittadini, impegna il Consiglio regionale e il suo presidente a riabilitare la figura e l’operato di Clara Marchetto riconoscendola vittima di ingiustizia, a promuovere attività di ricerca scientifica e a collocare presso la sede della Regione una targa commemorativa a lei dedicata. Il contenuto e gli impegni dell’atto, oggetto di un precedente approfondito confronto, sono stati condivisi e sottoscritti da tutti i membri del collegio dei capigruppo delle forze politiche rappresentate in Aula".

 

A Clara Marchetto, condannata dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato per la sua azione contro il regime fascista, "fu impedito di esercitare il mandato di consigliera regionale conferitole dalle elettrici e dagli elettori trentini nel novembre 1948 proprio in conseguenza della sentenza del tribunale fascista. E’ giusto il caso di ricordare che la commissione di convalida del Consiglio regionale non usò lo stesso metro nei confronti di altri eletti condannati, per esempio, per diserzione o resistenza alla forza pubblica".

 

Ciò, assieme al fatto che Clara Marchetto fu esclusa per la sua precedente attività antifascista, "pone in evidenza ancora maggiore l’ingiustizia perpetrata ai suoi danniTrentina, autonomista, antifascista, coerente, donna di pensiero e di azione sono caratteristiche che dovrebbero portare la comunità e le istituzioni ad abbracciare e sostenere unanimemente e senza tentennamenti l’iniziativa (pur modesta rispetto alla gravità della discriminazione subita) di riabilitazione avviata dal Consiglio regionale".

 

All'orizzonte non sembrava ci fossero grandi impedimenti fino al voto in Aula. "L’assemblea regionale dell’11 febbraio ha invece assisto attonita a una requisitoria dell’assessora all’istruzione e cultura della Provincia di Trento contro Clara Marchetto conclusasi con il 'No' alla proposta di ravvedimento postumo del Consiglio regionale".

 

L’assessora, "tra l’altro ha definito Clara Marchetto 'figura controversa', sicuramente controversa per chi apprezza l’operato del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, la sua riabilitazione 'prematura' (a 86 anni dalla condanna), ha denunciato 'posizioni incompatibili con gli interessi nazionali' e ha collocato l’autonomista trentina tra le 'personalità che dividono l’opinione pubblica e il mondo politico'. L’esito del voto ha invece certificato che, rispetto all’intera comunità regionale, l’unica parte politica 'divisa' è quella rappresentata dall’assessora Francesca Gerosa".

 

Per questo la mozione di sfiducia nei confronti di Gerosa. "Come questa posizione, questi pensieri e queste affermazioni siano compatibili con il Trentino, le sue vicende spesso dolorose, con la nostra identità e, soprattutto, con la nostra cultura è difficile da comprendere. Come chi li incarna e li sostiene possa occuparsi di cultura appunto, oltre che di istruzione, nella Provincia di Trento è altrettanto enigmatico, soprattutto se ciò avviene anche su mandato e con il sostegno di chi dell’autonomismo fa bandiera".

 

Le opposizioni si avvalgono così dell'articolo 159 del Regolamento interno affinché "il Consiglio provinciale esprima la propria sfiducia nei confronti dell’Assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità, invitando il presidente della Provincia ad assumere gli atti conseguenti".

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