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Mart, 350 firme contro il prestito del Caravaggio. Bisesti: “La mostra si farà”, ma non c’è ancora un accordo

La Pat tira dritto e punta ad ottenere l’opera da Siracusa, ma ancora non si conoscono le cifre dell’accordo, Bisesti: “Gli aspetti contrattuali sono in via di definizione”. Zeni: “Sono perplesso l’organizzazione della mostra sembra molto indietro rispetto a quanto sostenuto dal presidente del Mart”. Nel frattempo arriva una lettera per chiedere le l’opera rimanga a Siracusa

Di Tiziano Grottolo - 09 giugno 2020 - 12:24

TRENTO. “Siamo un gruppo di intellettuali, artisti, accademici, docenti universitari, esperti d’arte ed estimatori del pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, riuniti da un unico intento, quello di salvare uno dei capolavori assoluti dell’arte del Seicento”. Si apre così la lettera sottoscritta da 350 personalità del monto della cultura indirizzata ai ministri ai Beni culturali Dario Franceschini e degli Interni, Luciana Lamorgese per chiedere che l’opera de il “Seppellimento di Santa Lucia” non si muova da Siracusa.

 

La questione è stata sollevata anche in aula durante il consiglio provinciale di oggi, 9 giugno, da Luca Zeni del Partito Democratico che sulla mostra che sulla vicenda è intervenuto più volte (articoli QUI e QUI). Il consigliere Dem ha chiesto conto dello stato dell’arte sull’organizzazione della mostra, lamentando la difficoltà nel reperire informazioni e documentazione sullo stato d’avanzamento dei lavori. “A quanto pare la mostra darà luogo a uno scambio molto costoso – ha osservato Zeni – ma nonostante l’apertura sia stata annunciata più volte ancora non si hanno certezze”

 

“La realizzazione della mostra inizialmente programmata per questo mese è stata posticipata a fine settembre” ha replicato l’assessore alla cultura Mirko Bisesti. La mostra dunque si farà e da quanto si apprende la Pat è intenzionata a portare “Il seppellimento di Santa Lucia” (attualmente conservato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, a Siracusa) al Mart di Rovereto. “Gli aspetti contrattuali sono in via di definizione – ha proseguito Bisesti – mentre gli eventuali oneri saranno sostenuti dal Mart, anche se ad oggi non sono stati sostenuti costi”.

 

Una risposta che ha lasciato, a detta dello stesso Zeni, “perplessi” dal momento che le esternazioni del presidente del Mart Vittorio Sgarbi “erano molto più avanti rispetto a quanto detto dall’assessore. Peccato che non si trovi nessun atto in grado di dirimere le modalità e gli aspetti contrattuali per il prestito dell’opera” ha concluso Zeni. “Aspetti che devono ancora essere definiti – ha aggiunto – mentre ci troviamo nel mezzo di una discussione che è ancora in corso”. Il tutto rispetto a una mostra che, stando alle parole del presidente del Mart, sembrava cosa fatta “ma che ora – conclude il consigliere Pd – pare di capire sia molto indietro e che nel frattempo sta raccogliendo posizioni tutt’altro che favorevoli”. Di seguito la lettera integrale firmata dalle 350 personalità del mondo della cultura per chiedere che l’opera rimanga a Siracusa

 

 

“On.le Franceschini, On.le Lamorgese,

 

siamo un gruppo di intellettuali, artisti, accademici, docenti universitari, esperti d’arte ed estimatori del pittore Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, riuniti da un unico intento, quello di salvare uno dei capolavori assoluti dell’arte del Seicento. L’opera in questione, la cui integrità è severamente minacciata, è intitolata Seppellimento di Santa Lucia. Essa rientra sotto la responsabilità e la tutela Ministeriale in quanto appartenente al patrimonio del Fec (Fondo Edifici di Culto), afferente al Ministero degli Interni. Per tale ragione firmiamo e inoltriamo alle SS.VV. la presente nota, segnalando al contempo le tensioni sociali e l’acceso dibattito culturale venutisi a creare in Sicilia in seguito alla notizia di un nuovo prestito del fragilissimo dipinto eseguito per la Città di Siracusa nel periodo ottobre-dicembre del 1608.

 

L’opera, pur versando in precarie condizioni, e nonostante il dissenso dei tecnici, negli ultimi cinquanta anni è stata oggetto di peregrinazioni, viaggi continui per esposizioni varie, per restauri scientifici e cure manutentive. Milano, Roma, Palermo (ed altre località) sono state le tappe di un continuo girovagare al quale adesso, con aspro e diffuso dissenso, si vorrebbe aggiungere – come spiegheremo più avanti – Rovereto. Ricordiamo che ci stiamo riferendo a una tela immensa (di oltre 12 metri quadrati, grande quanto un vano abitativo) costretta a viaggiare come fosse una cesta di limoni, in casse e controcasse grandi mt. 5.00x4.00, poste di traverso all’interno di un tir verosimilmente sprovvisto di climatizzazione adeguata. Il tutto per affrontare migliaia e migliaia di chilometri, su tracciati stradali di ogni genere, tra sobbalzi, vibrazioni e brusche variazioni di temperatura.

 

Già nel 2005 quando l’opera si trovava all’Istituto Centrale del Restauro e gli organizzatori della mostra del Palazzo Reale di Milano, Caravaggio e l’Europa, la chiesero in prestito, la allora Direttrice dell’ICR (Istituto Centrale del Restauro) Caterina Bon Valsassina espresse con chiarezza il suo dissenso, come d’altra parte contrari agli spostamenti del dipinto sono stati nel tempo gli altri Dirigenti dell’ICR e quelli del Centro Regionale per il Restauro della Sicilia.  Purtroppo dei ripetuti trasporti è possibile scorgere il danno permanente a cui è stata condannata l’opera a causa di viaggi autorizzati finora con troppa superficialità e irresponsabilità. C’è da dire inoltre che l’opera ha un altissimo valore devozionale per la Sicilia. Infatti la tela, come una reliquia, sostituisce le spoglie di Santa Lucia trafugate da quasi un millennio e oggi custodite a Venezia, senza che mai ci sia stato l’intento di restituirle alla città natale.

 

L’esortazione fatta alle SS.VV. è motivata da una recente richiesta di prestito presentata dal Mart, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto. A prescindere dal fatto che l’opera verrebbe ostentata in un contesto espositivo che nulla ha da spartire con l’arte del Seicento, non si comprende perché con tanti dipinti del Merisi di minori dimensioni, collocati in sedi più vicine, si debba scegliere una tela monumentale, fragilissima, ubicata a millecinquecento chilometri di distanza.

 

Al Ministro Franceschini, che sappiamo essere persona sensibile ai problemi di conservazione e tutela delle opere d’arte e in particolare di quelle che purtroppo sono tracciate dalle offese del tempo, chiediamo di bloccare questo ennesimo rischioso trasloco del dipinto e di emanare, attraverso disposizioni governative, un decreto di inamovibilità.

 

Al Ministro Lamorgese, essendo l’opera sotto la tutela del Fec, chiediamo di attivare tutte le iniziative necessarie alla musealizzazione (peraltro prevista dal Regio Decreto n. 3036 del 7 luglio 1866) del dipinto nel suo luogo deputato, nella città di Siracusa, vietando ogni forma di spostamento e di prestito. Al fine della definizione della proprietà si metta in atto al più presto quanto previsto dalla Decreto Legislativo del 3 luglio 2017 (n.8/2017/G).

 

Il rischio è alto e la Sicilia non può permettersi di perdere un capolavoro del Caravaggio. Grati per l’azione di salvaguardia e valorizzazione che sarà attuata, porgiamo sentiti ringraziamenti e cordiali saluti”.

Siracusa 8 Giugno 2020

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