Botta e risposta Patt-Pd, Marchiori a Dal Ri: “Si arroga una presunta superiorità morale nel parlare di autonomia, non abbiamo bisogno di giustificare le nostre scelte”
Dopo la festa dell'Euregio continuano le polemiche tra Pd e Patt ed il segretario delle Stelle alpine punta il dito: “Anche in questo caso il segretario del PD si perde a guardare la pagliuzza nell'occhio degli altri anziché preoccuparsi della trave nel proprio”

TRENTO. Continua il botta e risposta tra Pd e Patt nato in seno alla festa dell'Euregio, tenutasi ieri ad Ala, ed il segretario politico delle Stelle Alpine Simone Marchiori punta nuovamente il dito contro Dal Ri: “Le sue parole sottintendo per l'ennesima volta il vizio di una parte della sinistra di ergersi a censore dei comportamenti altrui”. Il battibecco si è originato dopo un primo intervento del segretario del Partito Democratico, che aveva voluto sottolineare l'importanza di sfruttare al meglio le potenzialità dell'euroregione, ricordando al contempo le parole di Fugatti che al contrario si era speso per la costituzione di una “macroregione padana”. A difendere il presidente della Pat era quindi intervenuto proprio Marchiori: “Le rivendicazioni di chi utilizza l'Euregio per fare campagna elettorale appaiono del tutto fuori luogo quando, alla manifestazione di oggi, non erano presenti né lui né gli esponenti provinciali del suo partito”.
Un'accusa che il segretario del Pd ha rimandato al mittente (sottolineando come alla cerimonia abbiano preso parte diversi esponenti Dem e di essere arrivato lui stesso ad Ala in serata): “Le parole di Marchiori – ha ribattuto Dal Ri – dimostrano ancora una volta la concezione ormai completamente degenerata di Autonomia dentro cui ha fatto sprofondare l'ormai sedicente partito autonomista”. Un'accusa alla quale ora replica nuovamente lo stesso Marchiori, secondo cui “anche in questo caso, il segretario del Pd si perde a guardare la pagliuzza nell'occhio degli altri anziché preoccuparsi della trave nel proprio”. Ecco la nota integrale inviata dalla segreteria politica del Partito autonomista trentino tirolese.
“Le parole del segretario del Partito Democratico Trentino, Alessandro Dal Ri, sottintendono per l'ennesima volta il vizio, di una parte della sinistra, di ergersi a censore dei comportamenti altrui.
Anche in questo caso, però, il segretario del PD si perde a guardare la pagliuzza nell'occhio degli altri anziché preoccuparsi della trave nel proprio.
Il PATT, infatti, non ha bisogno di giustificare le proprie scelte, prese in modo consapevole e dopo un lungo dibattito. Gli autonomisti, inoltre, non stanno nemmeno mettendo in campo politiche di basso cabotaggio, ma dopo aver provato per mesi a costruire qualcosa di innovativo con il centro-sinistra, non hanno potuto che prendere atto della mancanza della benché minima volontà di mettersi in gioco da parte di quella parte politica, di trovare un punto di unione e di uscire da vecchie e logore logiche.
Ma al di là della cronaca recente, ben nota a tutti, quello che più lascia stupefatti è il modo in cui il segretario del PD si arroga una presunta superiorità morale nel parlare di autonomia. Purtroppo, se parliamo di partite nazionali, non vi è destra o sinistra che tenga: le logiche a cui devono rispondere questi partiti non seguono gli interessi del territorio.
A tal proposito vorrei chiedere ad Alessandro Dal Ri dove era l'impegno per la difesa dell'Autonomia del centrosinistra quando venne imposto il cambio di legge elettorale che sancí la definitiva divisione fra le due province, passando da un'elezione regionale su due collegi provinciali a due elezioni provinciali che potrebbero tenersi anche separatamente. Se non lo ricorda rinfresco la memoria: tale obbrobrio fu presentato dall'allora parlamentare Boato, su richiesta di Dellai. Lo scopo, nobile, della stabilità, cozza però con la tenuta del sistema autonomistico e ora ne paghiamo i danni. Il PATT si oppose allora e anche oggi propone il ritorno al proporzionale.
Oppure dove è il centrosinistra Trentino quando un parlamentare del PD, Morassut, deposita da quasi un decennio dei disegni di legge costituzionale per creare le macroregioni (accorpando anche il Trentino a Veneto e Friuli). Il solerte parlamentare ha depositato tale disegno di legge anche in questa legislatura, il 22 ottobre scorso.
Ma si potrebbe continuare ancora con la lista: dalla riorganizzazione dei servizi in montagna giustificata da un'assessora del PD come necessità di fare cassa senza fornire alternative alla popolazione, all'affidamento della coalizione nel 2018 che spianò la strada al centrodestra e così via.
Non è mia volontà tuttavia muovere accuse. Vorrei però sottolineare come i partiti nazionali, TUTTI, per loro natura, non possono arrogarsi il diritto di essere gli unici detentori delle buone pratiche in tema di autonomia. Si possono raggiungere buoni risultati e noi di certo non rinneghiamo quelli del passato, ma la natura di partito nazionale non cambia, con buona pace di Dal Ri”.













