Dallapiccola: "Il Patt vuole riunire gli autonomisti ma parte da una scissione gravissima". E sul futuro congresso? "La tesi dell'ultimo completamente stravolta"
Il mondo autonomista è in fermento e all'orizzonte c'è il congresso portato avanti da Patt e Autonomisti Popolari ma la strada non è semplice. Il metodo usato per portare in giunta Marchiori non è piaciuto a molti autonomisti (di destra) e a dare voce a questo è stato Walter Kaswalder. Ad intervenire su quello che sta accadendo nel mondo autonomista è il segretario politico di Casa Autonomia: "Siamo davanti alla peggiore frattura del mondo autonomista da quanto il Patt esiste"

TRENTO. “Quello che stiamo vedendo con il Patt è la peggiore frattura del mondo autonomista da quando le Stelle Alpine esistono”. E' Michele Dallapiccola, segretario politico di Casa Autonomia ad intervenire sul confronto in atto in questi mesi nel mondo autonomista.
Un confronto che vede il botta e risposta fra Walter Kaswalder di Autonomisti Popolari (QUI L'ARTICOLO) e Simone Marchiori del Patt (QUI L'ARTICOLO) che vorrebbero nei prossimi mesi arrivare ad un congresso per riunire le anime autonomiste. La strada, però, non sembra essere così facile.
Segretario Dallapiccola, da poco più di un anno è nata Casa Autonomia e la crescita è continua. Come vede lei la situazione nel mondo autonomista?
Il Patt si proclama come movimento che tenta di riunire le forze autonomiste ma è bene ricordare che parte da una scissione molto grave.
Numeri alla mano, dei 20 mila voti ottenuti dal Patt, circa 10 mila sono riferibili a persone o movimenti che hanno sfruttato proprio il Patt per entrare in Consiglio provinciale.
Da questi numeri possiamo capire che gli affezionati alle Stelle Alpine, che hanno accettato a prescindere l'alleanza con Fratelli d'Italia, il partito di Marchiori e Panizza ha potuto beneficiare di circa 10 mila persone. Lo stesso numero che ha sostenuto Casa autonomia.eu. Questo dimostra che siamo davanti alla peggiore frattura del mondo autonomista da quanto il Patt esiste. Degli autonomisti di destra, a questo punto, il Patt non è neanche interprete totale perché comprendiamo, dalle stesse dichiarazioni rilasciate da Marchiori, che Kaswalder al momento è fuori avendo tenuto in vita il proprio movimento.
Casa Autonomia.eu ci tiene a spiegare che i valori del progressismo, della solidarietà e ovviamente dell'approccio democratico sono parte sostanziale dell'operare autonomista. E non a caso continuiamo a ricevere tante adesioni di persone deluse da un metodo di gestione del partito che di fatto è in mano ad un duopolio (ndr. Marchiori – Panizza)
I prossimi mesi saranno fondamentali per capire come si arriverà a questo congresso attraverso il quale si vorrebbero riunire le anime autonomiste.
Ciò che succede in preparazione del congresso conta poco. Lo dimostra come sono andate le cose dopo l’ultimo del Patt. Tesi congressuale palindroma. Patt fuori dagli schemi voleva dire tutto. Con 400 persone che hanno applaudito, in standing ovation, il discorso di Luigi Panizza che evocava il percorso di maggior successo del Patt dal dopoguerra ad oggi e che era quello di Ugo Rossi. In quella legislatura abbiamo avuto un Presidente della Provincia, un assessore, due parlamentari e sette consiglieri. Ma nonostante 400 persone abbiano applaudito quell'indirizzo, una delle letture della tesi ambigua di Marchiori, nulla di quello che hanno voluto trasmettere quegli applausi è stato preso in considerazione. Nei mesi successivi tutto è stato completamente stravolto e il duopolio ha messo nelle mani di Fratelli d'Italia, di Fugatti e della Lega, un partito che con loro non aveva nulla da spartire.
Kaswalder ha detto che il metodo usato per mettere in Giunta il segretario del Patt non è stato ben visto da tanti autonomisti e ci sono diversi mal di pancia. Marchiori però risponde che lui non ha la stessa sensazione. C'è o non c'è questo malessere nel mondo autonomista?
Marchiori è abituato a dissimulare la realtà come metodo operativo per procrastinare le scelte. Di fatto noi non abbiamo elementi probatori che ci permettano di capire cosa bollisse in pentola per le scelte in Giunta. Di certo, intuito ed esperienza, ci avevano portato a credere sin da subito alle voci di corridoio per cui Fugatti avesse già promesso due posti al Patt.
Fugatti questo impegno aveva deciso di assolverlo nominando Tonina e poi proponendo Bosin. Ma, ironia della sorte, la persona che Marchiori sostiene di voler arginare, e sto parlando di Urzì commissario di Fratelli d'Italia, è in realtà il suo principale donatore di fortuna politica. Se Urzì non avesse tenuto duro nel mantenere l'impegno con Gerosa vicepresidente non si sarebbe liberato il posto di assessore esterno che poi il duopolio ha deciso di usare per il segretario. La scelta e stata presa da un ristretto cenacolo di persone. Questo per dire che è nata in così tanta fretta e furia una decisione talmente importante che è normale abbia lasciato tantissimi scontenti. Ma si parte da una base: hanno tradito un congresso, ora che problema c'è nel tradire un consiglio di partito?












