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Savoi sui social insulta Dallapiccola e con la sua coerenza mostra l'incoerenza della maggioranza leghista

Sotto un articolo de il Dolomiti il presidente della Lega del Trentino ha pensato di commentare con un ''maturo'' ''Dalla piccola capra'' e di rispondere agli utenti che provavano a spiegargli che lui sarebbe una figura istituzionale e non dovrebbe comportarsi così, usando la terza persona: ''Savoi rimane in consiglio''. E pensare che è proprio la sua maggioranza che ha approvato una mozione contro l'odio in rete (e che Dallapiccola si era astenuto evidenziando l’ipocrisia di fondo di quel provvedimento proprio perché proposto da loro)

Di Luca Pianesi - 19 luglio 2020 - 20:01

TRENTO. L'epoca leghista al governo della Provincia di Trento verrà certamente ricordata per aver trasformato le istituzioni trentine in qualcosa di grottesco e il paladino di questa battaglia resta, indubbiamente, la figura più importante, assieme a Fugatti, del partito di governo: quell'Alessandro Savoi che è presidente della Lega del Trentino oltre che consigliere provinciale e vice-capogruppo in consiglio provinciale. Uno che sembra impegnarsi con tutto sé stesso nel far scadere il livello politico del dibattito provinciale e che con il suo comportamento si trasforma, suo malgrado, in cartina al tornasole dell'ipocrisia di questa amministrazione che da un lato approva mozioni contro l'odio in rete e poi è protagonista in prima persona di certi comportamenti.  

 

In questi giorni il paladino del grottesco sta ''sfidando'' alcuni dei nostri lettori sulla pagina Facebook de il Dolomiti, sotto un articolo di qualche giorni fa intitolato: ''Predazioni da lupo, due casi nelle ultime settimane ma si fa ancora poca prevenzione. Dallapiccola: “Serve un piano per tutelare gli allevatori senza demonizzare i carnivori”. Il presidente della Lega del Trentino ha pensato di commentare il post con un ragionamento dall'alto valore culturale e dal contenuto profondo e, non potendo mostrare il dito medio (uno dei suoi ''concetti'' preferiti che ama ''ripetere'' più e più volte anche in consiglio provinciale), ha scritto: ''Dalla piccola (staccato, sic!) capra''. A quel punto gli utenti hanno provato a fargli capire che lui sarebbe una figura istituzionale, che rappresenterebbe una comunità, che insultare per insultare sui social (tra l'altro un consigliere provinciale come lui) è davvero di bassa lega ma lui ha sfoggiato un altro classico del suo ''linguaggio'', l'uso della terza persona: ''Stia sereno - ha scritto - Savoi rimane in consiglio''.

 

 

 

Per qualcuno (si vedano i lavori di David Owen e Jonathan Davidson) parlare di sé in terza persona in qualche caso è riconducibile alla Sindrome di Hubris che deriva dal greco Hýbris e significa, tra le altre cose, “tracotanza”, “eccesso”, “prevaricazione”. Il presidente della Lega Savoi s'è spesso distinto per offese e attacchi, appunto, al limite del grottesco (qualcuno ricorderà quando a noi de il Dolomiti ci aveva dato dei ''culatoni'' pubblicamente sempre con un commento sotto la nostra pagina Facebook) e con Dallapiccola deve avere una qualche partita aperta perché, paradosso del paradosso, anche mentre si discuteva in Aula della mozione 143 (quella contro la violenza del linguaggio e sui social) lui dava della ''pecora'' (ripetendolo in maniera ossessiva) all'ex assessore provinciale

 

Dallapiccola, infatti, stava spiegando che si sarebbe astenuto dal votare la mozione a firma Ambrosi e Lega evidenziando l’ipocrisia di fondo delle persone che la stavano proponendo: “È davvero inaccettabile che sia la Lega a mettere in guardia contro i social - aveva spiegato in Aula l'autonomista - la stessa Lega che ha creato la propria immagine proprio sugli aspetti di debolezza del lato umano riferiti a questi strumenti e che utilizza un potente strumento per la manipolazione delle informazioni via social”. Parole che, come confermato dallo stesso Savoi, con l'insulto non richiesto, messo nero su bianco, pubblicamente, proprio a Dallapiccola si sono rivelate quanto mai profetiche. L'incoerenza di questa Lega che governa il Trentino è tutta qui, nella coerenza di Savoi, fedele a sé stesso ma molto lontano (come gli hanno scritto alcuni lettori) da quella che sarebbe una figura istituzionale.

 

A meno che lo scopo non sia proprio quello di trasformare le istituzioni trentine in qualcosa di grottesco. In quel caso, per usare una terza persona nel suo stile, ''Savoi c'è''. 

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