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Medico trentino commenta su Facebook la fuga di M49. Zeni interroga: ''Davvero la Pat vorrebbe querelarlo per un'opinione personale?"

Il professionista dopo aver scritto un post di critiche su Facebook sulla gestione di M49 sarebbe stato contattato dall'Apss per toglierlo. Quanto scritto non aveva nulla a che fare con questioni sanitarie ma l'Azienda ha comunque ritenuto opportuno avviare un procedimento disciplinare poi ritenuto infondata. Il consigliere del Pd: "Quello che è rimasto è stata la sensazione diffusa di un utilizzo strumentale di una procedura disciplinare al fine di 'richiamo politico"

Di Giuseppe Fin - 05 gennaio 2020 - 05:01

TRENTO. Prima un provvedimento disciplinare da parte dell'Azienda sanitaria e ora sembra esserci l'intenzione da parte della Provincia di sporgere querela. A finire nel mirino della Giunta Fugatti è un primario trentino e a renderlo noto è il consigliere provinciale del Pd, Luca Zeni, attraverso un'interrogazione che è stata presentata alla fine di dicembre per chiedere lumi su quello che sta succedendo.

 

Per capire meglio la vicenda occorre fare un passo indietro e tornare al periodo in cui la Provincia stava gestendo, non senza problemi, l'orso M49-Papillon. Proprio in qui giorni, infatti, il plantigrado è scappato dal Casteller e un primario trentino nel proprio profilo Facebook avrebbe scritto un post nel quale, senza girarci troppo attorno, avrebbe definito la gestione dell'orso “da imbecilli”. Parole magari forti ma dette come cittadino su un tema che nulla ha a che vedere il proprio ruolo lavorativo.

 

“In quel commento – spiega nell'interrogazione il consigliere del Pd Luca Zeni – non vi era nessun riferimento al proprio ambito lavorativo, nessun riferimento alla sanità. Pare, però, che il primario sia stato richiamato e gli sia stato suggerito di rimuovere il post perché avrebbe contrariato ed irritato il presidente Fugatti”. Così sembra che il primario abbia immediatamente rimosso il post, ma questo non sarebbe bastato. L'Azienda sanitaria, infatti, avrebbe deciso di procedere con una contestazione disciplinare. Decisione che ha destato sconcerto dentro l’azienda sanitaria, e non solo. Una situazione arrivata anche all'attenzione dei sindacati medici nazionali perché, nel caso fosse confermata la “pressione” sul primario, si tratterebbe di un precedente preoccupante. Non si è mai visto, infatti, che un medico subisca ripercussioni professionali per aver manifestato da cittadino valutazioni su avvenimenti politici che nulla c’entrano con il suo ruolo di medico.

 

Si può quasi intendere “un salto di qualità” rispetto allo scontro avvenuto in passato con il medico Roberto Pergher che aveva espresso le proprie opinioni sulla situazione della Sanità in Trentino (Qui l'articolo). Qui non si parla di temi sanitari ma il commento al centro delle polemiche è una semplice critica sulla gestione dell'orso. Pur non avendo nulla a che fare con questioni professionali del primario, l'Azienda sanitaria ha ritenuto comunque di avviare un procedimento. Un atteggiamento, spiega Zeni “che avrebbe portato il professionista a pensare di lasciare il proprio incarico e dimettersi dall'Apss”. Successivamente il procedimento disciplinare è stato ritenuto senza fondamento e alla fine la contestazione disciplinare è stata archiviata senza alcuna conseguenza con il professionista che, secondo quanto scritto da Zeni, sarebbe al contrario stato rassicurato su un miglior contesto professionale e avrebbe ricevuto, a livello aziendale, le scuse per il trattamento subito.

 

Quello che è rimasto è stata la sensazione diffusa di un utilizzo strumentale di una procedura disciplinare al fine di 'richiamo politico' - spiega Zeni – e oltre a questo, nonostante l’infondatezza giuridica del processo avviato che ha portato l’Azienda Sanitaria a dover retrocedere dalle contestazioni formulate, pare che la Giunta provinciale abbia comunque deciso di procedere con una querela contro il professionista, non si sa per quale ipotesi di reato, perché lo stesso si sarebbe permesso di criticare l’operato della stessa sulla arzigogolata vicenda dell’orso che la Provincia si è fatta scappare”.

 

Da qui l'interrogazione del consigliere del Pd e ex assessore alla Salute del Trentino, Luca Zeni, attraverso la quale chiede di sapere se corrisponde al vero che “il presidente della Provincia e l’assessore alla salute hanno il tempo di controllare i commenti dei singoli cittadini trentini sui social per verificare se siano allineati o meno alla linea della Lega Salvini” se abbiano manifestato “irritazione per un commento di un primario dipendente dell’Apss” su una vicenda che nulla c’entrava con la sanità trentina, “e abbiano dato indicazione di richiamare il medico”. Tra gli altri quesiti anche se corrisponde al vero che "il presidente della Provincia o l’assessore alla salute, nonostante la contestazione disciplinare sia stata archiviata dall’Azienda sanitaria per la manifesta infondatezza della stessa, abbiano utilizzato l’avvocatura della Provincia per presentare una querela nei confronti del professionista trentino per aver espresso una critica rispetto all’oggettiva scarsa brillantezza mostrata dalla Provincia nella gestione della fuga dell’orsa M49".

 

Qui il testo integrale dell'interrogazione

 

 

 

 

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