''La Pat risponde tardi e omette parte della vicenda: problema istituzionale'', Zeni sul dirigente dell'Avvocatura ''bocciato'' dal tribunale e indagato dalla Corte dei conti
L'ex assessore Luca Zeni (Partito democratico): "La situazione è inaccettabile, c'è una sistematica forzatura della Provincia sulle nomine e sugli spostamenti dei dirigenti, le sconfitte sono continue con pagamenti delle spese legali e un forte ritardo nell'esecuzione delle sentenze"

TRENTO. Non solo la vicenda che riguarda il funzionario della polizia amministrativa "cacciato" per aver sollevato dei dubbi sulla sicurezza del concerto di Vasco Rossi, piazza Dante è stata condannata anche per la nomina di Giacomo Bernardi a dirigente generale dell'avvocatura della Provincia, citato dalla Corte dei conti per ipotesi di danno erariale con una richiesta di 113 mila euro (Qui articolo).
"La situazione è inaccettabile - dice l'ex assessore Luca Zeni - c'è una sistematica forzatura della Provincia sulle nomine e sugli spostamenti dei dirigenti, le sconfitte sono continue con pagamenti delle spese legali e un forte ritardo nell'esecuzione delle sentenze. E' un problema istituzionale molto grave e l'invito all'esecutivo è quello di seguire le regole e comportarsi in maniera diversa per rispetto degli enti e dei cittadini".
Questa volta la vicenda riguarda la nomina del dirigente generale dell'avvocatura della Provincia. "E' stata selezionata, tramite gara, una persona esterna a guidare gli uffici", ricorda Zeni. "Ma c'è stato un ricorso e il 5 aprile scorso il giudice del lavoro è stato netto e preciso: il ricorrente ha ragione, la procedura è illegittima e nulla. La sentenza condanna la Pat a pagare le spese ma anche a rinnovare subito l'iter".
A giugno 2021 la Giunta leghista aveva, infatti, selezionato ai vertici dell'Avvocatura Bernardi, 56 anni, libero professionista con studio a Trento e Arco. Il giudice del lavoro aveva, però, dichiarato illegittima la delibera per via dell’irragionevolezza dei criteri adottati che sono stati considerati pure carenti dal punto di vista formale.
La motivazione non lasciava grande spazio a interpretazioni stabilendo che “l’irragionevolezza della previsione trova conferma nell’esito della selezione, che ha visto prevalere un candidato”, sostanzialmente privo di quella “consolidata e specifica esperienza nella cura di rilevanti cause in termini quali/quantitativi di difesa della pubblica amministrazione” (qui approfondimento su questa vicenda).
Così l'8 giugno l'ex assessore presenta un'interrogazione per avere chiarimenti dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e per chiedere perché non ci sia stata l'esecuzione della sentenza. Tutto fermo. "La risposta, come purtroppo avviene quasi sempre, non è arrivata nei termini stabiliti dalla legge, cioè 30 giorni, ma il 16 novembre".
Il presidente della Pat risponde di essere convinto che le motivazioni del giudice del lavoro non siano corrette e che "comunque ci sono 120 giorni per adempiere alla parte economica". Inoltre piazza Dante ha presentato un appello.
"E proprio per questo il presidente nella sua risposta - evidenzia Zeni - aveva evidenziato la volontà di voler aspettare la nuova pronuncia prima di procede con la nuova selezione. Ma la Provincia non è sopra il diritto, se il provvedimento dispone l'immediata esecuzione si deve procedere come da sentenza".
Ma c'è un'altra stortura messa in luce dal consigliere provinciale del Partito democratico. "La risposta - aggiunge Zeni - è arrivata pure con un mese di ritardo rispetto alla sentenza d'appello con la nuova condanna della Provincia e la conferma della sentenza di primo grado. Inoltre nella risposta all'interrogazione non ci sono riferimento all'apertura dell'indagine della Corte dei conti che ha rinviato Bernardi a giudizio con ipotesi di danno erariale per aver omesso una situazione inconferibilità e incompatibilità rispetto all'incarico di dirigente generale dell'Avvocatura. Intanto però il dirigente è ancora in carica".
Insomma, la risposta alla richiesta di chiarimenti è arrivata tardi rispetto ai termini ma anche con dati e informazioni ormai superate dagli eventi. "Se il presidente Fugatti ha omesso i dettagli è grave ma se l'avvocatura non ha comunicato all'esecutivo le criticità allora qualcosa non funziona. Comunque la situazione è inaccettabile e c'è troppa superficialità: c'è un problema istituzionale veramente grave", conclude Zeni.












