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Sanità, l'allarme del Patt della Valsugana: ''Sconcerto e preoccupazione per il rischio ridimensionamento dei servizi all'ospedale di Borgo: manca programmazione''

Michel Floriani, coordinatore della Valsugana per la sezione del Patt: "Nonostante la propaganda dell'attuale maggioranza provinciale, la carenza di programmazione a medio-lungo termine e il calo di attrattività del nostro sistema sanitario locale, hanno portato a una crescente sofferenza e carenza di personale​"

Di L.A. - 07 April 2022 - 17:51

BORGO VALSUGANA. "C'è grande preoccupazione sulla gestione dell'ospedale di Borgo Valsugana". Queste le parole di Michel Florianicoordinatore della Valsugana per la sezione del Patt. "Nonostante la propaganda dell'attuale maggioranza provinciale sulla valorizzazione dei presidi sanitari di valle e il potenziamento delle guardie mediche, la carenza di programmazione a medio-lungo termine e il calo di attrattività del nostro sistema sanitario locale, hanno portato a una crescente sofferenza e carenza di personale".

 

Nelle scorse settimane anche l'ex assessore Luca Zeni ha evidenziato le forti criticità sugli ospedali di Borgo e di Cavalese, con un altro radiologo a lasciare l'incarico. "Si trattava di un servizio di eccellenza in Valsugana - dice Floriani - con una squadra affiatata e disponibile. Da qualche tempo ormai è iniziato però un velocissimo fuggi fuggi generale in parte anche dipeso dalle dimissioni dovute a un conflitto con la Provincia da parte del primario. Evidentemente ora il sistema rischia di andare in sofferenza e garantire un minimo di continuità sarà inevitabilmente complicato. Si comprende la necessità di voler tamponare la situazione, ma non è condivisibile la scelta di ricorrere a gettoni economici molto onerosi per le casse provinciali per mantenere operativo il servizio, non garantisce prospettiva futura e continuità del servizio".

 

Il sistema sanitario regge, ma ci sono molte difficoltà con molti vuoti da colmare, anche nei ruoli di vertice come i primariati. "Siamo in una situazione di vera difficoltà e servono interventi immediati per cambiare strada perché si rischia di far collassare il sistema” ha spiegato a Il Dolomiti il presidente dell'Ordine dei MediciMarco Ioppi.

 

Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del caso dell'Unità operativa di Ginecologia a Cles dove il direttore lascia il posto di lavoro (Qui articolo). A preoccupare anche il pronto soccorso di Trento. Qui l'organico, già in sofferenza, assisterà a una ulteriore diminuzione di operatori (Qui articolo). 

 

"In un territorio di montagna come il nostro - evidenzia Floriani - risulta molto importante il lavoro sulla rete ospedaliera, soprattutto quella periferica, per garantire servizi ai cittadini attraverso la presenza di professionisti qualificati. Il contesto attuale vede una forte competizione tra territori per attrarre medici, i quali solitamente privilegiano la prospettiva professionale di medio termine all'incentivo economico, la proposta di inserire la possibilità di ricevere lo skipass come benefit appare ridicola e offensiva verso la categoria".

 

Un altro nodo è quello delle guardie mediche del Tesino. "La soluzione non può essere quella di un presidio aperto pochi giorni a settimana. Ci sono molti pazienti che potrebbero essere visitati a domicilio o comunque in loco evitando l’attivazione del servizio ambulanze per il trasporto in ospedale e, magari, un accesso superfluo in pronto soccorso intasando il servizio ospedaliero".

 

La richiesta della sezione delle Stelle alpine è quella di valorizzare maggiormente anche le associazioni che operano sul territorio. "C’è il Servizio trasporto infermi del Tesino, operante in convenzione con Trentino Emergenza. Un’associazione composta totalmente da volontari, quasi tutti lavoratori, disponibilissimi a intervenire ventiquattro ore su ventiquattro forti della grande generosità d’animo. Purtroppo, c'è molto sconcerto e tanta preoccupazione per il ridimensionamento dei servizi offerti negli ospedali di valle", conclude Floriani.

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