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Coronavirus, l'allarme della Cisl: ''A Rovereto saltano ferie e riposo, mentre a Borgo chiude chirurgia. Programmazione superficiale sulle sospensioni del personale no vax''

In questi giorni sono partite le prime sospensioni del personale sanitario non vaccinato e il sistema rischia di finire in affanno. La Cisl Fp: "A causa dell'assenza di pianificazione della Provincia e dell'Apss c'è un sovraccarico di quelle figure professionali che si sono adeguate alle regole: adesso rischiano di dover sopperire alle mancanze delle autorità"

Pubblicato il - 07 September 2021 - 21:30

TRENTO. "Le nostre preoccupazioni erano fondate e adesso c'è il rischio di dover pagare un prezzo alto a causa di una programmazione superficiale, se non totalmente assente". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, Alfio Traverso, Sandro Pilotti e Silvano Parzian che seguono il comparto per il sindacato di via Degasperi.

 

In questi giorni sono partite le prime sospensioni del personale sanitario non vaccinato e il sistema rischia di finire in affanno. "A causa dell'assenza di pianificazione della Provincia e dell'Apss - aggiunge la Cisl Fp - c'è un sovraccarico di quelle figure professionali che si sono adeguate alle regole: adesso rischiano di dover sopperire alle mancanze delle autorità".

 

Alcuni reparti sono già in forte sofferenza. "All'ospedale di Rovereto sono già state disposte le prime contromisure con l'annullamento di ferie e la sospensione dei riposo. L'attività di chirurgia all'ospedale di Borgo viene fermata nel week end per sopperire alla carenza di personale: altro che ospedale policentrico, viene chiuso un reparto importante e si sottrae ai cittadini un servizio fondamentale. E' una situazione inaccettabile e riconducibile alla scarsa attenzione della politica e dell'Azienda sanitaria nel trovare soluzioni sostenibili e percorribile per sostenere gli operatori già fortemente provati per gli sforzi e l'abnegazione portati avanti in questi lunghi mesi caratterizzati dall'emergenza Covid".

 

Il sindacato di via Degasperi mette in evidenza quindi un quadro complicato per il sistema sanitario. "Le autorità si sono mosse solo tardivamente e senza una programmazione. Inoltre la campagna di informazione e formazione sulla vaccinazione è stata debole: un maggior coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori avrebbe potuto portare convincere indecisi e ritardatari. Adesso ci si trova nel paradosso che gli operatori vengono sospesi per attuare le  disposizioni di legge, ma con ricadute sul personale che si è responsabilizzato per una mancata valutazione in anticipo: una pianificazione e un'analisi dei fabbisogni è totalmente assente, come avvenuto anche nel comparto delle Apsp. Decisioni e approfondimenti che arrivano sempre troppo tardi e con comunicazioni sfumate e poco chiare", concludono  Pallanch, Traverso, Pilotti e Parzian.

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