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| 15 lug 2021 | 19:45

Ospedale di Tione, Zeni lancia l'allarme: ''Ora c'è solo un anestesista: speriamo non si ammali o non vada in ferie. Gli assessori Tonina e Gottardi non dicono nulla?''

Tione è tra i sette presidi della rete del Servizio ospedaliero provinciale e serve una popolazione di circa 37 mila abitanti. L'ex assessore Zeni: "Inoltre la Casa della salute di Pinzolo e l'ambulatorio di medicina sportiva a Storo sono stati chiusi e non è ancora stata attivata la guardia medica turistica di Madonna di Campiglio. Provincia senza visione, programmazione e strategia"

Ospedale di Tione, Zeni lancia l'allarme: Ora c'è solo un anestesista: speriamo non si ammali o non vada in ferie

TRENTO. "La Giunta ha cambiato il secondo direttore generale dell'Apss in pochi mesi e ha aperto una nuova fase di precarietà". Così l'ex assessore Luca Zeni. "C'è però anche un mancato presidio di tante problematiche quotidiane che porta a conseguenze preoccupanti dentro le strutture: mancano anestesisti all'ospedale di Tione, la Casa della salute di Pinzolo e l'ambulatorio di medicina sportiva a Storo sono stati chiusi e non è ancora stata attivata la guardia medica turistica di Madonna di Campiglio".

 

Queste in sintesi le criticità dell'area con particolare riferimento a Tione. Un polo che è tra i sette presidi della rete del Servizio ospedaliero provinciale e serve principalmente il bacino di utenza locale tra Giudicarie, Rendena e Chiese per una popolazione di circa 37 mila abitanti

 

"Non ci sono comunicazioni da parte della Provincia - dice Zeni - non ci sono segnalazioni nemmeno da parte degli assessori giudicariesi della Giunta, solitamente Mario Tonina e Mattia Gottardi si sono dimostrati in passato prodighi di interventi sul tema. Oggi resta solo un anestesista: si deve sperare che rimanga in buona salute e non ami andare in ferie".

 

Il riferimento dell'ex assessore va alle occasioni pubbliche in cui la Pat guidata da Rossi si era trovata a rispondere alle domande degli attuali assessori della Giunta leghista. "Arriveranno o no, gli anestesisti? E se non arriveranno, cosa ne sarà dell’ospedale? Diventerà una semplice casa di cura?", mentre l'allora consigliere di centrosinistra Tonina dichiarava: "Credo sia arrivato il momento di dire cosa si garantisce in un ospedale territoriale: gli amministratori delle Giudicarie chiedano uniti pari dignità per tutti i territori".

 

"In alcuni casi una politica populista cavalca questioni meramente simboliche, che contrastano con i reali bisogni di salute, in molti altri c'è un riconoscimento unanime di necessità. Tra questi - prosegue Zeni - c'è sicuramente la presenza di un organico sufficiente di medici anestesisti all’interno di un ospedale, almeno in reperibilità: la presenza dei rianimatori a garantire tutte le altre specialità e a tutelare i pazienti in caso di problematiche gravi. Negli anni, a fronte di una generale carenza di medici anestesisti, Provincia e Apss hanno cercato in tutti i modi di rendere attrattivo il Trentino, soprattutto i presidi di valle, storicamente con più difficoltà. Dopo un tentativo di creare una rete unica provinciale, sono stati ripristinati i primariati di anestesia in tutti gli ospedali di valle; contestualmente è stata ampliata la pianta organica in modo da avere un numero capace di garantire una presenza di medici dipendenti anche durante le assenze dovute a malattia, gravidanza, infortuni o altro".

 

Un primario è andato in pensione, un altro invece ha lasciato l'incarico e così il nosocomio si trova scoperto in diversi settori e in particolare per quanto riguarda gli anestesisti. "A questo si aggiunga il pensionamento del primario di medicina (al cui organico mancano un paio di medici). In passato Gottardi e Tonina dissero che senza 4 anestesisti, quelli minimi per garantire la reperibilità, non è un ospedale ma una casa di cura. Non solo, intanto in un silenzio ossequioso e poco interessato ai servizi per i cittadini, negli ultimi mesi sono stati chiusi la Casa della salute di Pinzolo e l'ambulatorio di medicina sportiva di Storo, mentre ancora non è stata attivata la guardia turistica di Madonna di Campiglio, nonostante l'attesa per l'avvio della stagione estiva".

 

Da qui l'interrogazione del consigliere in quota Pd per chiarire la situazione e comprendere come la Provincia intenda procedere rispetto all'assenza dei medici anestesisti. "Necessario capire- continua Zeni - se Tonina e Gottardi ritengano ancora che l'ospedale di Tione sia una semplice casa di cura, e cosa si intenda fare rispetto all'organizzazione della medicina generale, dell'ambulatorio di medicina dello sport di Storo e alla guardia turistica di Madonna di Campiglio. Una volta salita al governo la Lega, le comunicazioni istituzionali sembravano evidenziare che non ci fossero improvvisamente più problemi: in realtà soltanto pochi mesi dopo, il 3 novembre 2019, la comunità di Valle delle Giudicarie, prima di essere commissariata e silenziata, denunciava il problema della mancanza degli anestesisti, ma, a parte generiche rassicurazioni, non pare esserci stato alcun riscontro".

 

Insomma, nonostante le rassicurazioni con le uscite ad hoc dei vari esponenti dell'esecutivo a favore di telecamere e di fotografi, piazza Dante sembra essersi fermata ai proclami con slogan "Un ospedale che cura con cura". La Provincia a trazione leghista sembra, infatti, in forte difficoltà sul piano organizzativo: già in passato il consigliere del Pd ha evidenziato i tanti ruoli di dirigenza vacanti e scoperti, mentre nei mesi scorsi sono stati temporaneamente chiusi alcuni servizi oncologici, come nel caso di Cles.

 

 Altre criticità potrebbero arrivare sulla medicina territoriale in quanto c'è la previsione del pensionamento di circa 90 medici di medicina generale. Il tutto poi si inserisce nella crisi che ha portato all'avvicendamento tra Benetollo e Ferro alla guida dell'Apss per la vicenda relativa alla scomparsa di Sara Pedri.

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